ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Zappa di Bologna (BO) - 3B

Amicizie reali o nate sulla Rete. Il volto della nuova socialità

La classe 3B delle scuole Zappa riflette sulle relazioni ai tempi di smartphone e iterazioni online Monito dei ragazzi: «Digitale e reale, due mondi differenti. Vanno valorizzate le esperienze dirette»

Tra le giovani generazioni si stanno sviluppando nuove forme di socializzazione che ci spingono a riflettere su come siano cambiate le amicizie ai tempi dei social network. Negli ultimi anni la tecnologia ha influenzato il nostro modo di vivere i rapporti. Capita, infatti, che molti di noi passino più tempo con lo smartphone o altri dispositivi a chattare attraverso uno schermo piuttosto che uscire per una semplice passeggiata con un amico. Uno dei vantaggi principali di questi strumenti digitali è senza dubbio la possibilità di comunicare senza limitazioni di tempo e di spazio, restando sempre in contatto con chiunque.

Tuttavia, i lati negativi sono numerosi e non vanno mai sottovalutati, poiché dietro uno schermo possono nascondersi persone molto diverse da come appaiono, inclusi potenziali malintenzionati. Esiste persino il rischio di imbattersi in chi finge di trovarsi in una brutta situazione economica solo per chiederci denaro e ingannarci, approfittando della nostra buona fede e ingenuità. Molti ragazzi cercano oggi relazioni personali sulla rete, ma bisogna chiedersi se un’amicizia virtuale potrà mai regalare davvero le stesse emozioni di un rapporto reale.

Nella vita vera si può andare al bar insieme, giocare, divertirsi e soprattutto frequentare la scuola, costruendo legami concreti basati sulla presenza fisica. Al contrario, chi abusa del digitale rischia di perdere la voglia di uscire e di fare nuove esperienze, finendo per chiudersi in un mondo che in realtà non esiste. È un paradosso che si osserva spesso nella nostra quotidianità: anche quando si esce in gruppo, molti ragazzi restano costantemente con il telefono in mano, scordandosi quasi della persona che hanno seduta accanto.

Viene allora da chiedersi se sia davvero possibile fidarsi di questi legami e se un’amicizia virtuale possa offrire lo stesso calore di una reale. La risposta appare ovvia, anche se per molti non lo è: no. Il confronto, la fiducia e il dialogo sono gli ingredienti fondamentali di ogni rapporto; ogni emozione vissuta dal vivo è un tassello necessario per costruire un edificio relazionale solido e duraturo. L’amicizia è una delle cose più belle che una persona possa avere e, nonostante le possibili delusioni, gli amici restano la famiglia che ci scegliamo da soli. Mentre nella realtà ci si frequenta condividendo passioni ed esperienze dirette, sui social tutto rischia di ridursi a una serie di ‘Mi piace’, in cerca di semplici approvazioni. Quelle passioni che solitamente si coltivano davanti a una pizza o a un caffè diventano banali tag o menzioni nelle storie, perdendo quella vicinanza autentica che solo il contatto umano sa donare.

Viola Lelli, Emily Guerra, Selene Martire, Ruqayya Mohamed, Denise Morisi, Sveva Pelicani, Mehak Shahzadi

 

Non più tardi di un anno fa, in una giornata d’agosto, sui quotidiani nazionali si leggeva una notizia relativa a una tragedia che ci ha fatto molto riflettere: un ragazzo di 27 anni era stato trovato senza vita nella sua camera: giaceva di fronte a un computer acceso, sul volto aveva una maschera antigas. L’autopsia ha confermato il decesso per asfissia causato da quella maschera. Questo dramma rappresenta solo una delle numerose ‘sfide virtuali’ (in gergo challenge) che negli ultimi anni popolano il web, mettendo in pericolo la vita di tanti. Molti adulti si chiedono se impedire ai ragazzi l’uso dei social sia l’unica soluzione per evitare rischi. È evidente che la giovane età pesi sull’uso distorto dei social, e che lasciare uno smartphone in mano a un bambino piccolo non sia corretto. Tuttavia, noi della 3B, che viviamo quotidianamente la realtà digitale, crediamo che la soluzione risieda nella consapevolezza. Essere consapevoli significa avere la percezione del pericolo e capire quale sia la cosa giusta da fare. Il nostro obiettivo è quindi attivare i professori per realizzare progetti e incontri di sensibilizzazione a scuola per ragazzi e adulti. Anche i genitori, infatti, sono chiamati a fare la loro parte, dedicando tempo all’ascolto e al dialogo per comprendere meglio bisogni e difficoltà dei propri figli in età adolescenziale.

Emerich Matteo, Diego Fang, Laura Mascolo, Anita Scalia, Singh Ashmeet, Alice Tomesani

 

A Milano, durante la pandemia, ha fatto discutere il caso di una madre costretta a sequestrare la console dei videogiochi al figlio che manifestava eccessivo nervosismo e una scarsa dedizione allo studio. Dopo un primo mese difficile, lo stesso giovane ha ammesso di sentirsi meglio, arrivando a concordare con i genitori un utilizzo dei videogames limitato a due ore nel weekend. Questa vicenda dimostra come il gaming sia considerato dai più una dipendenza o una perdita di tempo, spesso la causa di problemi comportamentali. Ma siamo convinti che se usati con moderazione, i videogames presentano numerosi aspetti positivi.

Molti titoli hanno infatti una valenza educativa e possono aiutare il gamer a potenziare l’attenzione, la memoria e la creatività.

Giorgio De Plato, Massimo Emel’yanov, Fornario Emanuele, Davide Loreto, Martino Monti Dal Molin, Alice Pellegrino, Xu Alessandro, Ziino Eduardo

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