La Bolognina, tra luci e ombre. Quartiere vivo da curare di più
I ragazzi della 2C dell’Istituto Testoni-Fioravanti raccontano la zona che frequentano tutti i giorni «È ben collegata al centro e ricca di eventi, ma alla sera ogni tanto ci sentiamo poco sicuri»
Spaccio, crimine e degrado: ma la Bolognina è davvero così terribile? A questa domanda risponderemo noi studenti delle Testoni, che conosciamo bene la zona. Ci sono due facce della medaglia, ma sembra che se ne veda una sola, senza guardare quanto sia interessante e moderna: è comoda e vicina al centro, alla stazione e ben collegata all’aeroporto; noi ragazzi possiamo muoverci per il quartiere abbastanza tranquillamente, ci sono molti parchi e piazze dove ci si può incontrare, come piazza Lucio Dalla.
È una piazza coperta, ricavata sotto le tettoie che Nervi progettò nel 1953, per proteggere gli stand dell’allora mercato ortofrutticolo.
Da dieci anni è intitolata a Dalla. È avveniristica: basti pensare all’edificio che racchiude gran parte degli uffici del Comune, progettato dallo studio dell’architetto Mario Cucinella, uno specchio sulla città. Un merito della Bolognina è la presenza di tantissimi eventi organizzati sul suo territorio. Come i mercatini in piazza che, a volte, sono a cura della nostra scuola, o eventi come Di Mondi Festival, Irlanda in festa, concerti, eventi sportivi e culturali.
Una caratteristica della Bolognina è la diversità che si può osservare anche solo dai ristoranti presenti: cinesi, giapponesi, greci e thailandesi, africani, messicani e molti altri. In ogni angolo, si possono trovare culture e tradizioni differenti.
Il nostro quartiere è un esempio perfetto di coesione: persone provenienti da tutto il mondo si integrano e permettono a tutti di conoscere culture differenti. Ma ci sono anche aspetti negativi, come la criminalità e lo spaccio. A volte, quando si gira per il quartiere, soprattutto di sera, ci si sente un po’ spaventati: bisognerebbe trovare un ventaglio di soluzioni per far sentire più sicuri e protetti i cittadini. Per questo ci rimettiamo alle istituzioni e alle forze dell’ordine.
Una soluzione è la scuola, anche se a più lungo termine. Infatti la scuola, di ogni ordine e grado (ma soprattutto dell’infanzia, primaria e medie), è il luogo più adatto per l’integrazione e per sviluppare politiche di coesione. I frutti di questo ‘continuo lavoro’ si coglieranno dopo l’adolescenza, e con la maggiore età, quando avremo buoni cittadini responsabili, formati e coesi anche se provenienti da famiglie di diverse etnie.
Dalla diversità nasce una comunità più forte Nella nostra scuola arrivano studenti da tutto il mondo che, soprattutto all’inizio, possono sentirsi spaesati o in difficoltà.
Così la comunità scolastica lavora ogni giorno per favorire integrazione e inclusione.
Sono presenti attività di inclusione e percorsi di inserimento per aiutare i nuovi arrivati a sentirsi parte del gruppo, docenti e studenti collaborano per creare un ambiente accogliente e rispettoso. Basta osservare i cartelli fuori dalle aule con i nomi scritti in diverse lingue.
La scuola offre corsi di alfabetizzazione in italiano con educatori specializzati, supporto allo studio delle discipline e doposcuola. Non mancano proposte sportive e momenti di coesione: lo sport, infatti, non è solo attività fisica ma occasione per imparare a collaborare e conoscersi.
Ma se pensate che qui ci siano solo stranieri vi sbagliate, perché la scuola offre potenziamenti pomeridiani di ambito scientifico e matematico che hanno dato recentemente ottimi risultati, infatti le Testoni hanno vinto la Coppa Cartesio in una competizione cittadina. Non mancano corsi di potenziamento linguistico con possibilità di sostenere gli esami ’delf’ e ’ket’. Dal primo all’ultimo, insomma, ognuno trova il suo colore. Nessun confine, nessuna esclusione, nessun razzismo, ma solo accoglienza e rispetto.
Vorremmo migliorare molte cose del nostro quartiere: servirebbe ridurre l’inquinamento e lo smog, che ci fosse più senso civico nel deposito dei rifiuti nei cassonetti e una più puntuale raccolta e svuotamento dei classici cestini. Ci vorrebbe maggior verde pubblico, nel rispetto della natura. Sarebbe importante rendere puntuali i trasporti (alcuni di noi sono ritardatari a scuola per questo..) e con più sicurezza a bordo. Ci vorrebbe più sicurezza anche sulla strada, con strisce pedonali ben visibili. La sicurezza è centrale: meno furti, atti di vandalismo, malintenzionati e ubriachi senza controllo, perché, a volte abbiamo paura. Con più conseguenze per chi compie azioni sbagliate, ci sentiremmo più al sicuro. Alcuni quartieri (come il nostro) sono percepiti come pericolosi e richiedono più presenza e disponibilità delle istituzioni.
Una soluzione sicuramente è il potenziamento della scuola pubblica: migliorando strutture e iniziative, per formare i buoni cittadini di domani.