ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Leopardi di Pesaro (PU) - 2B, 2E, 3A, 3B

Col rispetto si cambia il mondo. Quello fuori e quello interiore

Il viaggio settimanale degli studenti nelle situazioni della vita quotidiana Piccoli grandi gesti sul bus, in palestra, a scuola. E il disagio che nasce quando questi mancano

La parola rispetto è legata al concetto di valore e senza di esso la nostra vita e la convivenza con gli altri uomini sarebbe come una casa senza fondamenta! La parola deriva da respicere, che significa guardarsi intorno. Oggi, nella nostra società si guarda sempre avanti, mentre il rispetto è quel momento di riflessione che ci ferma un attimo e ci porta a considerare cosa è veramente importante, cosa merita la nostra attenzione. Leggendo il «Cantico delle creature» abbiamo compreso che Il nostro pianeta ci ospita, ma non ci appartiene. Esso va trattato con grande cura e responsabilità. Anche l’amicizia si basa sul rispetto.

Ma quante volte abusiamo di questa parola? Che cosa potremmo fare per un amico o in nome dell’amicizia? È possibile che a volte, pur avendo tanti amici, ci sentiamo soli? Il rispetto per l’amico non lo dimostro con gesti isolati, ma nella quotidianità, prendendomi cura dell’altro, cercando di capire i suoi bisogni, conservando con discrezione i suoi segreti. Nel quadro ’La danza’, di Matisse, cinque figure si muovono in cerchio tenendosi per mano, i corpi tendono l’uno all’altro per superare la separazione e ritornare all’unità della danza.

Questa è l’amicizia! Per vivere bene occorre anche un forte rispetto per se stessi. Non dobbiamo sopravvivere, ma vivere bene, avere dei valori e dei progetti, essere protagonisti del nostro futuro, capire chi siamo e possedere la dote dell’intensità. Attraverso l’attività “Rispetto in atto”, abbiamo valutato il concetto da una prospettiva piuttosto pratica e concreta. Per una settimana, ogni giorno, abbiamo preso nota di almeno due situazioni in cui abbiamo assistito ad un gesto di rispetto o di mancanza di rispetto.

Rileggendo le annotazioni abbiamo appuntato esperienze positive in strada, in palestra, a scuola, tutte rintracciabili in piccoli grandi gesti, frutto di attenzione e di gentilezza: sull’autobus qualcuno lascia il proprio posto ad una donna incinta; il conducente aspetta gli studenti ritardatari; al supermercato una signora aiuta un anziano con la spesa. Tanti anche gli appunti su gesti irrispettosi: parole scortesi in strada, a scuola, negli spogliatoi; rifiuti gettati a terra; la mancata precedenza sulle strisce pedonali; considerazioni irrispettose sull’aspetto fisico da parte di un compagno, che mettono inutilmente a disagio e denotano assenza di empatia.

Al termine di questo viaggio abbiamo capito che il rispetto cambia il mondo e le cose attorno a noi, rende tutto più piacevole e armonioso. E se qualcuno chiede qualcosa trattiamo sempre con rispetto la sua richiesta; pensiamo a come rispondere, controlliamo il nostro linguaggio e il tono di voce.

Classe 2ª B

 

Cosa rende un gruppo davvero unito? Secondo gli alunni della 3ª B, la coesione tra loro nasce dalla collaborazione su obiettivi comuni proposti dai docenti.

La 3ª A identifica la forza del gruppo nel sostegno reciproco: aiutarsi a studiare, ascoltarsi senza escludere nessuno e incoraggiarsi dopo un brutto voto.

Momenti simbolo di questo legame sono stati individuati dai ragazzi nelle trasferte in bus, nelle elezioni dei rappresentanti — che hanno regalato un senso di autonomia — e nell’accoglienza di un nuovo compagno, supportato con le traduzioni. In sintesi, gli ingredienti della coesione sono: aiuto reciproco, obiettivi condivisi e apertura verso l’altro.

Classi 3ª A e 3ª B

 

L’uscita didattica a Urbino ha permesso a me e alla mia classe di poter visitare il Palazzo Ducale, riportato allo splendore nel 1454 da Federico da Montefeltro.

Tale edificio era stato abbandonato, perché risultava impossibile riscaldarlo, se non sacrificando un ettaro di legname ogni giorno! L’aspetto attuale del palazzo ducale è dovuto all’opera di Luciano Laurana, che rifece il nucleo centrale e il cortile d’onore e in seguito Francesco di Giorgio Martini aggiunse le logge e la rampa elicoidale. Quello che maggiormente colpisce del palazzo è il famoso studiolo ligneo, nel quale Federico amava esporre i quadri e le opere commissionate agli artisti dell’epoca.

E’ di grande interesse anche la camera da letto, dove è racchiusa un’altra piccola stanza di legno, intarsiata con scene naturali. Degne di nota sono anche la vecchia biblioteca, la Sala degli ospiti e la Sala delle udienze, dove sono collocati alcuni dipinti, tra i quali: la città ideale di Piero della Francesca e il celebre ritratto di Federico e del figlio Guidobaldo, dove il duca è raffigurato mentre legge, segno di intelligenza e saggezza, mentre alla sua sinistra c’è il bambino con lo scettro, in quanto suo successore. Questo quadro raffigura perfettamente la grandezza di Federico, alla cui corte tanti artisti dell’epoca trovarono rifugio e successo.

Giacomo Santi, 2ª E

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