ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Antonio Allegri di San Martino in Rio  (RE) - 2A, 2B, 2C, 3A, 3B

Il cavo Tresinaro nella storia. Gli interventi per il territorio

Scuola media Antonio Allegri di San Martino in Rio e l’approfondimento ambientale Dai nonni che ci facevano il bagno ai problemi causati dalle nutrie o dal gambero rosso

Nel corso dei decenni il Comune di San Martino in Rio è cambiato molto, soprattutto nell’edilizia. Il paese si è espanso verso aree che un tempo erano occupate da vigne o vaste zone di campagna, per lasciare spazio a nuovi quartieri residenziali. Nonostante le trasformazioni, una presenza costante nel territorio è sempre stata il cavo Tresinaro. Un tempo i nostri nonni facevano il bagno e si tuffavano dai ponti. Oggi si possono ancora vedere alcuni pescatori temerari. Con il passare del tempo è diventato necessario programmare interventi di bonifica per salvaguardare il territorio circostante. Per capire meglio i lavori che da settembre stanno interessando un tratto del cavo Tresinaro, abbiamo intervistato il vicesindaco con delega all’ambiente, Luisa Ferrari, e Maria Cristina Scappi, dipendente dell’ufficio patrimonio e ambiente. Gli interventi sono organizzati dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia, collaborando con il Comune. Nell’ottobre e nel dicembre del 2025 due eventi hanno reso necessari questi lavori: forti piogge avevano riempito il canale perché i terreni non riuscivano ad assorbire l’acqua, anche se fortunatamente non si è arrivati all’esondazione. Una delle cause principali di questi problemi è stata la scarsa pulizia dei fossi privati, da parte dei proprietari dei terreni confinanti. Le operazioni di bonifica devono tenere conto del piano urbanistico comunale che considera il rischio di allagamenti e le caratteristiche del terreno. Gli aspetti da valutare sono molti ad esempio, gli alberi con le loro radici contribuiscono a consolidare le sponde del canale, ma allo stesso tempo possono cadere al suo interno e trascinare porzioni di terreno causando cedimenti.

Anche la vegetazione, se troppo abbondante, può aumentare il livello dell’acqua e ostacolare il deflusso. Il cavo Tresinaro è un canale non arginato: le sue sponde sono quindi formate da terra. Negli ultimi anni, a causa delle piogge intense, si sono verificati episodi di erosione ed alcune piante, non trovando più un sostegno stabile, sono cadute nel canale creando ostruzioni.

Alcuni danni sono provocati anche dalla presenza delle nutrie, una specie originaria del Sud America introdotta in Italia nel 1929 per l’allevamento da pelliccia. Essendo molto prolifiche, si sono diffuse rapidamente. La loro presenza provoca gravi danni perché scavano gallerie negli argini, indebolendo le strutture idrauliche.

Un’altra specie dannosa è il gambero rosso della Louisiana, un crostaceo introdotto in Italia negli anni ’70 dall’America a scopo alimentare. Anche questo animale è piuttosto resistente, persino alle acque salmastre, per questo è diventato una specie invasiva. Scavando cavità nel terreno, contribuisce a destabilizzare argini e sponde. Per tutti questi motivi, la gestione e la manutenzione del territorio sono fondamentali per proteggere l’ambiente e prevenire possibili problemi idraulici.

 

Nel febbraio del 2022 arrivò la notizia che dovevamo restare a casa perché era iniziata la guerra tra l’Ucraina e la Russia. Durante la prima settimana avevamo paura di uscire di casa, ma piano piano ci siamo abituati a questa nuova realtà. Frequentavamo una scuola con dodici classi. Durante la giornata c’erano sette ore di lezione.

Tutto questo è stato cancellato dai bombardamenti. Avevamo un buon rapporto con i docenti e compagni di classe. Vivevamo anche bei momenti di svago, come la festa di settembre, quando ci riunivamo nel giardino e recitavamo poesie. In ottobre avevamo le vacanze autunnali della durata di due settimane. Poi arrivavano le vacanze invernali, quelle di Natale e di Pasqua. Come non ricordare la festa delle terze: in quell’occasione genitori e studenti cucinavano a casa cibi tradizionali per poi venderli a scuola. Tutto questo ci è stato negato da un giorno all’altro con lo scoppio del conflitto.

Capitava di restare per diverse ore al buio. La scuola è diventata solo a distanza. All’inizio della guerra le persone avevano paura e vivevano nell’ansia, senza sapere se il giorno dopo sarebbero state ancora vive. Molti bambini sono rimasti senza i loro papà e tanti ragazzi appena maggiorenni hanno sacrificato la loro vita nell’esercito. Io, Vira, e la mia amica Anastasia, alla fine della guerra vorremmo rimanere in Italia, mentre Volodymyr avrebbe il desiderio di tornare in Ucraina per sempre. La parola pace sarebbe quella più adatta per porre fine a questo conflitto.

 

La tutela dell’ambiente, la protezione del suolo agricolo e l’economia circolare sono temi importanti. Al Forsu abbiamo capito come avviene lo smaltimento dei rifiuti organici grazie all’azione dei batteri. Le lavorazioni si svolgono in ambienti confinati, l’aria prodotta durante il processo viene trattata tramite biofiltri e si ottengono il biogas utilizzato per alimentare diversi edifici e il compost una sostanza organica molto utile per l’agricoltura. La mostra sui Raef allestita nel nostro paese ci ha spiegato invece che cosa succede agli oggetti elettrici quando non li utilizziamo più e perché sia importante smaltirli correttamente. Cellulari, computer, lampadine al neon e altri elettrodomestici non devono essere gettati nei rifiuti normali, perché contengono sostanze pericolose come piombo, mercurio e gas refrigeranti. Se questi materiali finiscono in discarica, possono inquinare il suolo e l’acqua. 

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