ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Istituto Paritario Maestre Pie di Rimini (RN) - 2A, 2B

Solo in un mondo fatto di leggi. può esserci la vera libertà

Le norme sono importanti anche quando siamo in classe Senza regolamenti sarebbe il caos: aumenterebbero gli episodi di violenza e bullismo

Un mondo senza regole è possibile? Se qualcuno ci chiedesse di dare una definizione di libertà, come risponderemmo? Alcune persone potrebbe sostenere che la libertà è uguale a un mondo senza regole. In realtà le regole servono eccome, perché senza di esse ci sarebbe il caos: molti non lavorerebbero in modo regolare, e alcune professioni che esistono proprio grazie alle regole, andrebbero perdute.

In un mondo così nessuno rispetterebbe gli altri, le forze dell’ordine non potrebbero più svolgere le loro funzioni, nascerebbero sicuramente più conflitti e guerre civili.

Le case non avrebbero un proprietario e sarebbero tutte trascurate.

Infine il denaro non servirebbe, perché anche il suo uso si basa su regole condivise. Potremmo paragonare questa situazione all’età della pietra: se ci pensiamo bene, a quei tempi non esistevano ancora le leggi. Per quanto riguarda l’ambiente scolastico, molti non andrebbero a scuola per comodità; di conseguenza aumenterebbe l’analfabetismo e le persone acculturate diminuirebbero sempre di più. A questo proposito, come sarebbe una classe senza regole? Tutti parlerebbero senza alzare la mano, come e quando vogliono, usando anche un linguaggio non consono. Molti danneggerebbero il materiale scolastico che viene fornito. Ci sarebbero bullismo, violenza e comportamenti inappropriati fra alunni. Gli orari scolastici verrebbero totalmente ignorati e gli studenti entrerebbero e uscirebbero quando vogliono, rendendo impossibile l’organizzazione delle lezioni. Anche gli insegnanti, senza regole, farebbero fatica a mantenere l’ordine e non ci sarebbe più rispetto reciproco tra docenti e studenti.

In un mondo con regole, invece, la convivenza è migliore, anche se purtroppo non tutti le rispettano.

Le leggi proteggono i più deboli, garantiscono diritti e rendono il lavoro più sicuro. Grazie alle regole c’è più rispetto tra le persone e si verificano meno ingiustizie, perché ognuno sa quali sono i propri limiti. Questo vale anche per le nostre classi: tutti possono parlare rispettando il proprio turno, le lezioni si svolgono in modo ordinato, le prove permettono agli studenti di essere valutati in modo giusto. Le regole sono essenziali per una vita ordinata e senza ingiustizie. Le regole sono importanti e vanno rispettate.

 

Il mondo è fatto di regole. Da sempre. Da quelle più antiche a quelle moderne, da quelle che regolano la società a quelle nella scuola e nello sport. E già nell’antichità si accorsero che per vivere insieme ci volevano delle regole: basta pensare al codice di Hammurabi in Mesopotamia o alle leggi delle XII Tavole nell’antica Roma. Col tempo le regole per la vita in società sono state migliorate, fino alle costituzioni moderne. Nel codice di Hammurabi l’idea di giustizia era molto diversa rispetto alla Costituzione italiana. Le regole si sono evolute fino a oggi, anche nella scuola. Un tempo soltanto i ricchi potevano avere un’istruzione, oggi tutti possono andare a scuola e questo è merito delle regole. Nello sport e nella scuola le regole funzionano in maniera simile. Prendiamo per esempio il calcio: se si infrange il regolamento si viene ammoniti o squalificati; l’espulsione non è molto diversa da una nota disciplinare. Le regole nello sport permettono di gioca-re insieme e divertirsi. Forse non esistono regole perfette, ma bisogna cercare di mettere d’accordo più persone possibili. Ci sono poi regole non scritte, come il fair play, che significa fare un gesto sportivo e aiutare l’avversario. Anche nella vita ci sono leggi non scritte, come non sprecare il cibo o fare la fila al supermercato. Rispettarle è il primo passo per vivere bene.

 

Un pregiudizio è giudicare qualcuno prima di conoscerlo, basandoci su stereotipi invece che sui fatti. Molto spesso le persone non vengono giudicate per quello che sono, ma per un aspetto del fisico o del carattere. Ma tutti noi siamo molto più di questo e sarebbe bello non essere ridotti a un’etichetta. Il pregiudizio non ha senso e rischia di essere pericoloso se usato per escludere qualcuno. Eppure si manifesta spesso nella vita di tutti i giorni e può avere conseguenze gravi come l’esclusione o, nel peggiore dei casi, il razzismo, cioè l’idea che una persona sia migliore di un’altra solo per il colore della pelle o il luogo di nascita. Il miglior modo per superare i pregiudizi è rifiutare risposte facili e ragionare con la propria testa. Dobbiamo sempre combattere i pregiudizi. Non bastano le leggi per cambiare le cose. Solo noi possiamo farlo, partendo da gesti e parole che fanno stare meglio noi e gli altri.  

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