ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Luca della Robbia di Appignano (MC) - 1A, 1B, 2A, 2B

A tu per tu con il sindaco Calamita. «Sono mosso dal desiderio di aiutare»

Gli studenti hanno intervistato il primo cittadino «Tutto è nato dalla solidarietà in un momento difficile: ho sentito il bisogno di restituire quanto ricevuto»

Giovani giornalisti non risparmiano domande, anche di tipo personale, a Mariano Calamita, sindaco di Appignano, disposto a rispondere ed a dialogare nella splendida cornice della sala eventi del Comune, Da quanti anni fa il sindaco? «A maggio saranno 7 anni: il primo mandato è stato dal 2019 e sono stato confermato nel 2024».

Come è stato il percorso per diventare sindaco e quanto è durato? «È iniziato in risposta alla solidarietà creatasi intorno alla mia famiglia che mi ha fatto vedere la vita in una prospettiva differente. Tutto ciò ha sviluppato in me un forte bisogno di restituzione di ciò che avevo ricevuto, così mi sono avvicinato alle associazioni che operavano nell’ambito sociale nel mio territorio e poi mi hanno contattato gli amministratori dell’epoca perché partecipassi alla vita politica. Sono stato eletto nel 2014 come consigliere comunale e mi occupavo delle attività produttive nel gruppo di Osvaldo Messi; poi quando è stato il momento di scegliere il successore di Messi, ho dato la mia disponibilità».

Come andava a scuola? Qual era la sua materia preferita e quella in cui aveva più difficoltà? «Ho frequentato l’istituto tecnico di San Severino ed ho conseguito una laurea in ingegneria gestionale ad indirizzo economico, ma, anche se la mia è una formazione di tipo tecnico, ero e sono tuttora affascinato dalle materie umanistiche, ad esempio a scuola amavo molto la storia. Avevo anche delle difficoltà, ma solo in inglese, mentre mi piacevano tutte le altre materie».

Qual è o chi è la sua fonte di ispirazione? «Il Presidente Mattarella perché svolge il suo ruolo in modo esemplare, come un buon padre di famiglia; alla sua età ha dato la disponibilità a ricoprire ancora questo ruolo di guida dell’Italia, quindi lo ammiro tanto e guardo a lui come ad un modello».

Si è mai pentito di aver fatto la scelta di diventare sindaco? «No; il mio desiderio è quello di aiutare gli altri. Non ci si può pentire di qualcosa che ci piace e ci fa stare bene; ad esempio quando aiuto qualcuno in difficoltà sono appagato per il gesto compiuto.

Anche ora che aiuto i miei cittadini sento di star bene e di fare la cosa giusta».

È faticoso portare avanti questo incarico? «Lo è, ma non è un peso. Faccio il sindaco come mi piacerebbe vederlo fare se a ricoprire questo incarico fosse un’altra persona. È appagante svolgere un ruolo a beneficio della comunità: dove posso do una mano cercando di metterci la mente e il cuore. Avverto sempre un costante bisogno di miglioramento e di diffondere questo spirito di servizio, specie fra le giovani generazioni».

Quali sono le tre principali qualità che una persona deve avere per fare il sindaco? «La prima è l’umanità, cioè occorre avere sensibilità per affrontare le situazioni e le molteplici richieste che arrivano giornalmente; la seconda credo sia la capacità di misurare razionalmente ciò che c’è da fare perché di certo si può fare molto, ma non si può fare tutto; infine occorre una buona dose di leadership che tradurrei con la parola autorevolezza, dote necessaria per decidere opportunamente un po’ come accade in una squadra di calcio in cui il capitano è chiamato a svolgere un ruolo di coordinamento e rappresentanza per i compagni».

Che consiglio potrebbe darci per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi? «È importante porre davanti a sé dei traguardi raggiungibili e lavorare sodo per centrarli, seguendo un percorso graduale. Il cammino sarà più semplice se gli obiettivi sono chiari e a medio termine e accompagnati da una verifica intermedia. In Comune, per verificare che tutto proceda al meglio, utilizziamo lo Stato avanzamento lavori (Sal); anche a voi consiglio di pianificare le giornate e di fare il punto di tanto in tanto».

Cosa possiamo fare noi cittadini per migliorare il comune di Appignano? «Basta fare il proprio dovere, ognuno dovrebbe svolgere al meglio il proprio compito: ad esempio, il vostro è di studiare».

Quali iniziative sono previste per lo sport ad Appignano? «Delle novità ci sono già state an-che di recente: ad esempio la manutenzione del campo d’erba agli impianti sportivi, la realizzazione degli spogliatoi e l’abbattimento delle barriere nei bagni sotto la tribuna; queste opere sono costate in totale 450.000 euro di cui 100.000 avuti come contributo a fondo perduto. Ci saranno anche innovazioni per il campo da tennis, si impiegheranno 110.000 euro per migliorarlo e in futuro costruiremo anche un campo da padel; miglioramenti sono stati fatti anche nel palasport dove sono stati cambiati il tappeto, le tende e gli infissi; stiamo ancora restaurando la palestra della scuola media che presto sarà di nuovo fruibile per tutti voi».

Qual è stato il momento più bello della sua vita? «Quando sono diventato padre; è un’esperienza che cambia completamente la prospettiva di vita».

Chi la sta supportando maggiormente in questo incarico? «Il mio è un lavoro fondato sulla collegialità cioè sulla collaborazione con varie figure ed organismi istituzionali; in primo luogo l’aiuto viene dal Consiglio comunale nelle cui riunioni si prendono decisioni per la collettività: al suo interno sono rappresentati sia la maggioranza che l’opposizione; poi c’è la Giunta comunale che si riunisce settimanalmente: ne fanno parte gli assessori che collaborano più direttamente nel governo del Comune e per ultime, non certo per importanza, le molte associazioni che valorizzano e promuovono il territorio».

Cosa pensa la sua famiglia del suo incarico da sindaco? «Mi ha sempre sostenuto e continua a farlo anche se il tempo da dedicare a loro è un po’ diminuito almeno nella quantità. Con mia moglie e con le mie figlie, che ormai sono diventate grandi, spesso condividiamo l’analisi dei fatti e le riflessioni su ciò che accade».

Iasin Bajram, Benedetta Bratti, Zoe Bravi, Braulio Davalos, Francesco Davalos, Filippo Fermani, Antonio La Riccia, Leonardo Massera, Lavinia Mattutini, Rabab Medhoune, Pietro Pallotto, Bianca Paoletti, Leonardo Piercamilli, Lorenzo Rango, Khadija Raqabi, Marta Rogazzo, Viola Salvatelli, Martina Scarponi, Swami Seddone, Augusto Valentini classi IA/IB e IIA/B

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