Esistono dei ragazzi cattivi? No, sono ragazzi lasciati soli
Letture e incontri che hanno visto protagonisti i ragazzi della scuola media ‘Baracca’ di Lugo L’obiettivo è quello di riflettere sulle difficoltà che tanti giovani incontrano nella vita di tutti i giorni
“Non esistono ragazzi cattivi” c’era scritto sulla t-shirt indossata da Davide Mesfun, l’educatore della comunità Kayros, che abbiamo incontrato insieme a Billy e Zaccaria, nell’aula magna del liceo di Lugo lo scorso 25 novembre. Questa affermazione l’avevamo già dedotta dopo la visita alla mostra “Da solo non basto”, promossa dal centro culturale “Umana Avventura”.
In quell’occasione avevamo conosciuto le storie di Chiara e Rashid, due ragazzi dai nomi immaginari che, con le loro storie, hanno rappresentato le difficoltà degli adolescenti che vivono situazioni difficili in un mondo indifferente, che li giudica solo per i comportamenti negativi o addirittura non si accorge della loro presenza.
L’incontro al liceo avrebbe dovuto rappresentare la conclusione del percorso di riflessione intrapreso con la visita alla mostra, continuato in aula attraverso la lettura del romanzo “Ero un bullo”, che racconta la storia di Daniel Zaccaro. Il protagonista ha iniziato a delinquere da adolescente pur di indossare abiti firmati, apparire forte e grande, farsi rispettare da tutti nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro in cui era cresciuto. La sua storia scritta da Andrea Franzoso è riuscita a captare la nostra attenzione fin dall’inizio. Ognuno di noi si è mostrato curioso di conoscere l’evolversi del racconto, ricco di esperienze il più delle volte negative. Ci siamo chiesti tante volte se quelle scelte abbiano avuto delle conseguenze, così di giorno in giorno le nostre domande hanno ottenuto delle risposte. Daniel è stato condannato, ha pagato tutti i suoi conti con la giustizia.
Alla fine la sua storia si è rivelata un percorso di crescita positivo grazie all’incontro con un uomo, Don Claudio Burgio il cappellano del carcere minorile “Cesare Beccaria”, che si è fermato a guardarlo, ad ascoltarlo, e l’ha accolto e seguito nel suo percorso di cambiamento come un padre che osserva il figlio crescere e scegliere.
La storia di Daniel, una storia reale, potrebbe avere come protagonisti ognuno di noi o persone che conosciamo. Su questa riflessione ci siamo soffermati tanto, abbiamo capito che alcuni ragazzi scelgono strade sbagliate non perché sono loro stessi sbagliati, purtroppo vivono situazioni che li portano a intraprendere percorsi, nell’immediato e all’apparenza facili ma che poi si rivelano ingannevoli ed illusori. Avremmo dovuto incontrare Daniel al Liceo di Lugo per ascoltare dalla sua voce il percorso di crescita vissuto e porgli delle domande, purtroppo non era presente. Quel giorno però abbiamo conosciuto Davide, educatore della comunità Kayros, Billy e Zaccaria due ragazzi che vivono nella comunità lombarda, solo un poco più grandi di noi che hanno già dovuto affrontare situazioni travagliate e difficili. Billy ha lasciato la sua famiglia in Marocco per sfuggire alla criminalità del luogo in cui viveva sperando di poter trovare fortuna in Europa, ma la tanto agognata libertà è stata tradita dal bisogno di sopravvivere così ha dovuto rubare. Solo grazie all’incontro con persone che l’hanno saputo ascoltare è tornato a vivere e a sperare un futuro migliore. Zaccaria ha provato a vivere fuori casa per avere più libertà ma anche la sua scelta si è rivelata sbagliata.
Per fortuna anche questi ragazzi hanno incontrato adulti che li hanno notati, visti e ascoltati, che li hanno aiutati a credere in loro stessi e ad avere fiducia negli altri.
Hanno avuto la possibilità di cambiare vita, hanno trovato amicizie valide per intraprendere percorsi di crescita attraverso la musica, il teatro, lo sport. Con questo percorso, che speriamo di completare incontrando Daniel, anche in videoconferenza, e visitando a fine anno la comunità Kayros, possiamo ribadire che non esistono ragazzi cattivi ma sono le situazioni che li rendono tali. Ci auguriamo che ci siano sempre adulti pronti ad ascoltarCI e notare chi vive situazioni di disagio.