Grande schermo, la storia continua. La grande crociera cinematografica
Resta una tradizione nonostante i vari cambiamenti tecnologici, lo streaming e la pandemia Apprezzare un film in sala significa trasformarlo in ricordo collettivo e consente di socializzare
C’è stato un tempo in cui andare al cinema era l’unico modo per vedere un film, ma i cambiamenti tecnologici del XX secolo hanno aperto nuove possibilità. Ogni volta che un’innovazione entrava sul mercato, si riaccendeva il dibattito sulla possibile fine del cinema, come se la possibilità di fruire i contenuti audiovisivi a casa potesse portare le persone a non frequentare più le sale cinematografiche o comunque a frequentare sempre meno. Il dibattito si aprì già negli anni ‘50 con la nascita della RAI, TV pubblica e continuò negli anni ‘70 con la comparsa delle TV private. In più negli anni ‘80 e ‘90 si diffusero le videocassette e i DVD che permisero di scegliere il film da guardare.
Il cinema tuttavia è sopravvissuto a questi cambiamenti, infatti la vendita dei biglietti dal 1990 al 2000 anziché diminuire è aumentata da 90 milioni a 103 milioni (dati SIAE). All’inizio del nuovo millennio sono nate le piattaforme streaming che hanno permesso di guardare un catalogo illimitato di film con un abbonamento mensile ma hanno di fatto modificato la produzione, la distribuzione e il consumo dei contenuti audiovisivi. In particolare a cavallo tra gli anni 2020 e 2021, contemporaneamente alla pandemia di covid-19 c’è stato un incremento significativo dei servizi tecnologici digitali, che hanno raggiunto 20 milioni di abbonati in Italia (dati ANSA). In questi due anni, a causa della chiusura, il numero di biglietti venduti si è ridotto da 97 milioni nel 2019 a 28 milioni nel 2020 e 24 milioni nel 2021 riportando nella società la questione del dibattito. Tuttavia nel 2024 e nel 2025 il numero di biglietti staccati è stato di 70 milioni all’anno (dati CINETEL). Quindi anche se il cinema è stato colpito duramente dalla pandemia e dalla diffusione dello streaming, esso è sopravvissuto ed è in ripresa. Un altro elemento da considerare riguarda la composizione del pubblico cinematografico, nel 2025 l’Anica ha effettuato uno studio intitolato ’Sala o salotto’ mostrando che il 42% della popolazione italiana con più di tre anni va al cinema almeno una volta all’anno, si contano circa 25 milioni di persone. Abbiamo inoltre notato che la metà di questi ha un’età inferiore ai 50 anni e nella fascia d’età fino ai 25 anni i biglietti venduti sono cresciuti dell’11%, nonostante l’aumento di prezzo.
Il cinema nell’ultimo secolo è sopravvissuto a diverse innovazioni e ogni volta che una di queste si diffondeva gli appassionati si sono interrogati: ’sarà la fine del grande schermo?’.
Come abbiamo visto l’industria cinematografica ha superato i vari ostacoli che le novità tecnologiche gli hanno posto, e noi ci siamo chiesti ’qual è la forza del cinema, cosa ha tenuto viva la voglia di recarsi in sala?’. Probabilmente la potenza della cinematografia è il pubblico, che pur avendo la possibilità di vedere un film comodamente nel proprio salotto ha voglia sia di presentarsi alle proiezioni per condividere un momento speciale con i propri cari, ma anche di uscire e conoscere persone nuove. La nascita dello streaming non ha tolto forza al cinema, infatti adesso non è solo un modo per vedere una pellicola, ma rappresenta un’occasione per socializzare. I dati espongono anche come i giovani abbiano l’abitudine di recarsi in sala e questo dimostra che saranno loro a mantenere la tradizione. Finché le persone avranno voglia di condividere una storia, anche con perfetti sconosciuti, il cinema non avrà nulla da temere, perché la sala rimane l’unico luogo in cui si può trasformare un semplice film in un ricordo collettivo.
Nel 1899 Jean Marc Cote, un’artista francese, ha immaginato lo sviluppotecnologiconell’anno2000, la sua vignetta (nella foto) ci ha incuriosito e abbiamo provato a verificare se al giorno d’oggi le sue idee siano effettivamente state realizzate. Ci siamo accorti che diversi degli elementi rappresentati erano già stati inventati vent’anni dopo, come l’introduzione del suono e i proiettori domestici. Cote immaginava il ’cinema casalingo’ come un passatempo riservato solo ai benestanti e ai ricchi, quando in realtà divenne sempre più accessibile col passare del tempo. Ormai nel 2026 siamo arrivati ad un livello di sviluppo tecnologico altissimo rispetto a quello pensato da Cote, soprattutto dal punto di vista dell’IA, questa viene usata anche nel cinema insieme ad altre tecnologie, con lo scopo di ottimizzare la produzione e la qualità dei film. Al giorno d’oggi vengono usati strumenti come i LED Wall, cioè sfondi digitali più realistici, o il Motion Capture Avanzato, per trasferire i movimenti di attori o stuntman ad un personaggio digitale, creato con la computer grafica, e infine si usano programmi per velocizzare la post-produzione (chiamato anche editing o montaggio) basati sull’ Intelligenza Artificiale. Chiaramente la presenza dell’essere umano è ancora fondamentale, ma noi immaginiamo un futuro del cinema in cui l’impronta umana sarà sempre minore, pensiamo che i processi di post-produzione, la gestione audio e video, la creazione della trama, la scelta degli attori, i loro ruo-li e i vestiti saranno completamente gestiti dall’IA e dai robot umanoidi, anche se l’essere umano sarà ancora presente nelle vesti di attori, scenografi e regia.
Sarà difficile rimpiazzare interi settori lavorativi con IA e robot umanoidi, ma questa è la direzione che si sta prendendo; la tecnologia è in costante sviluppo e il cinema ne sarà sempre più influenzato. Il futuro supera spesso l’immaginazione, come le idee di Cote pensate per il secolo successivo ma realizzate già vent’anni dopo.
Anche oggi non sappiamo come potrà essere realmente il domani, ma proviamo ad immaginarlo insieme.
Elenco degli alunni e delle alunne – classe 3^H: Giulia Araujo, Sofia Badiali, Valerio Ballantini, Silvia Bertacchini, Francesco Bonacorsi, Susanna Casarini, Nicola Corsini, Alessio Dal Maso, Bilal Diab, Mustafa Kassi, Simarpreet Kaur, Raffaele Magliulo, Marissa Mariani, Giulia Mastria, Dulce Mendoza, Nicolò Muzi, Sabrina Panetta, Demetra Rivelli, Djellza Samakova, Wijdan Samir, Alessia Surculescu, Haoyu Wang. Scuola Secondaria I grado ’Raimondo Montecuccoli’, Pavullo nel Frignano