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Scuola Secondaria di I grado Zappa di Bologna (BO) - Redazione Zappa News

Musica, cultura e istruzione. La nostra dirigente si racconta

Scuole Zappa, i ragazzi hanno incontrato Lucia Montanaro, la preside dell’Istituto IC15 «La scelta delle superiori non deve essere angosciante, l’importante è seguire le proprie passioni»

Nel cuore della Bolognina abbiamo incontrato Lucia Montanaro, dirigente del nostro Istituto IC15. È stato un momento speciale, ricco di parole e riflessioni sull’arte, sul nostro territorio e sul futuro della scuola. Nonostante il suo importante ruolo, la dirigente si definisce ancora, prima di tutto, un’insegnante, con la stessa passione e curiosità di sempre.

Dirigente, cosa l’ha spinta a intraprendere questa carriera? «La volontà di cambiare le cose.

Credo nella scuola come luogo di incontro. Insegnare italiano, storia e geografia era bellissimo e quel contatto con i ragazzi mi manca».

Da dove nasce la sua passione per la gestione scolastica? «Dall’esempio di una dirigente che amava profondamente i ragazzi.

Come ci si ispira a un artista, ho desiderato seguirne le orme e partecipare alla storia della scuola».

Sappiamo che il suo sogno giovanile era diverso. Ce ne parla? «Il mio sogno era il canto. Mi sono diplomata in canto lirico dopo dieci anni di studi intensi e impegnativi. Amo la musica sopra ogni cosa: è un linguaggio universale da coltivare, che mi ha permesso di crescere, di conoscere il mondo e di confrontarmi in contesti internazionali. Per questo mi emoziono quando vedo voi studenti: con il vostro entusiasmo e la vostra sensibilità siete davvero speciali».

Consiglio ai ragazzi per la scelta delle superiori? «Non deve essere angosciante. Si può sempre cambiare strada. L’importante è scegliere con consapevolezza e coltivare le passioni».

Musica preferita? «Spotify dice che i miei gusti sono ’da 83enne’. Amo jazz, Janis Joplin, Paolo Conte, direttori d’orchestra e brani intensi come Strange Fruit di Billie Holiday».

Libri o film consigliati? «Per il cinema: Welcome, storia di un giovane curdo che attraversa la Manica a nuoto. Per i libri: Ciao, tu e La mia casa è dove sono di Igiaba Scego, che insegnano come la casa sia ciò che portiamo dentro».

Se fosse studentessa per un giorno alla Zappa? «Vorrei assistere a una lezione di storia, magari su Rosa Luxemburg».

Cosa le manca della vita scolastica? «Il tempo dello studio, quel ’non tempo’ di concentrazione assoluta, oggi minacciato dalle distrazioni digitali».

Chi è il suo idolo? «Antonio Gramsci. Ho scelto lui perché la vera rivoluzione passa attraverso la conoscenza: ’Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza’».

 

Abbiamo incontrato Federica Mazzoni, presidente del Quartiere Navile, che ci ha parlato del suo lavoro, dell’importanza di educare alla cittadinanza attiva, di progetti per scuole e giovani.

Com’è fare la presidente e le piacerebbe diventare sindaca? «È stimolante: ascolto problemi veri e cerco soluzioni. Per ora mi basta il quartiere; ognuno deve fare bene il proprio ruolo».

Qual è la parte più bella e quella più difficile? «Incontrare persone e ragazzi, spiegare le Istituzioni e collegare idee. Difficile confrontarsi con chi non rispetta le regole, ma il dialogo resta fondamentale».

Cosa significa per lei educare alla cittadinanza attiva? E quale ruolo hanno le istituzioni nel sostenerla? «Educare alla cittadinanza attiva significa capire che voi siete cittadini di oggi, non solo di domani. Anche senza votare, potete esprimere le vostre opinioni, rispettare le regole e prendervi cura di ciò che è pubblico: la scuola, le strade, il quartiere. Le Istituzioni devono insegnare questi valori e soprattutto darne l’esempio, perché le azioni parlano più delle parole».

Quali progetti ci sono per migliorare scuole e opportunità per i giovani? «Incontro le dirigenti del quartiere e collaboriamo per risolvere problemi e migliorare gli edifici. L’obiettivo è rendere le scuole accoglienti e offrire opportunità educative, culturali e creative anche fuori dall’orario scolastico».

 

E se fossero le donne a governare il mondo? Forse ci sarebbero meno guerre e più solidarietà? Oltre a presentarvi due figure importanti della nostra città, Lucia Montanaro e Federica Mazzoni, simboli di impegno e responsabilità, vogliamo ricordare altre donne che lottano per i diritti, nella speranza che le loro storie fonte d’ispirazione. Ahed Tamimi (Palestina) – resistenza pacifica fin da bambina. Olena Shevchenko (Ucraina) – difende diritti umani e comunità LGBTQ+. Sahar Khodayari (Iran) – la «Blue Girl», contro la discriminazione sportiva.

Nadya Tolokonnikova (Russia) – contro autoritarismo e censura.

Nawal al-Sa’dawi (Egitto) – scrittrice e medico per i diritti delle donne. Sônia Guajajara (Brasile) – difende popoli indigeni e ambiente. Elaha Soroor (Afghanistan) – cantante e attivista per libertà femminili. Samia Yusuf Omar (Somalia) – atleta simbolo di coraggio. 

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