Nuovi orari tra pro e contro. «Scuola d’estate, troppo caldo»
I cronisti della classe 3ª D delle medie di San Bartolomeo in Bosco valutano la proposta «Ridurre i giorni liberi estivi significherebbe distribuire di più il turismo durante l’anno ma...»
I cronisti della classe 3ª D della secondaria di primo grado di San Bartolomeo in Bosco propongono, per le pagine del campionato di giornalismo, la loro inchiesta su orari scolastici e novità. Sono seguiti dalla prof Antonella Grieco Revisione del calendario scolastico: cosa ne pensano gli alunni? Dal ministero del turismo è emersa un’idea destinata a far discutere. A proposito della gestione delle vacanze, è stata proposta l’iniziativa di ridurre di dieci giorni i tre mesi di ferie estive, per introdurli in maniera più omogenea nell’arco dell’anno scolastico. Questa modalità è già adottata in altri Stati dell’Europa (Germania, Francia, Danimarca…), in cui il riposo è intervallato in pause autunnali, invernali e primaverili, pratica che però, nel caso dell’Italia, ha diviso le opinioni della gente. D’altra parte sono solo dieci giorni, no? Per alcune famiglie potrebbe rivelarsi comodo con il lavoro, ma soprattutto gli alunni guadagnerebbero piccole pause periodiche per staccare la mente e rilassarsi. Certo, di conseguenze favorevoli ce ne sarebbero, sia per gli studenti sia per l’economia in generale. Le pause più frequenti, rispetto alla lunga ’maratona’ da Natale fino a giugno, permetterebbero allo studente di organizzare meglio e con meno stress studi, sport, vita sociale, passatempi, sonno. Ridurre i giorni liberi estivi significherebbe anche distribuire di più il turismo durante l’anno, così da evitare sovraffollamenti. Dal punto di vista degli alunni, tuttavia, i punti negativi sovrastano i lati positivi. La maggior parte delle scuole italiane non è adatta ad accogliere gli studenti nella stagione calda. Se è vero che sono pur sempre dieci giorni, bisogna riconoscere che in ogni regione sono percepiti in maniera differente, basti pensare a regioni torride come la Sicilia o afose come l’Emilia-Romagna. E gli esami quando li affrontiamo? A luglio? Insopportabile. Inoltre, complicano la situazione i rigidi canoni sull’abbigliamento scolastico, quindi, salvo eventuali cambiamenti in merito, le lezioni sarebbero solo più stancanti. Insomma, senza scuole moderne e fresche, accorciare le vacanze estive vorrebbe dire solo costringerci a vivere male l’ambiente di studio. E poi la lunga pausa estiva ci serve. Dopo nove mesi di verifiche, sveglie presto e compiti, abbiamo bisogno di un periodo lungo e continuativo per staccare la spina. L’estate non è tempo perso: è il momento in cui facciamo sport, viaggiamo e stiamo con gli amici. Spezzettare le vacanze in tante piccole pause durante l’anno non ci farebbe mai riposare davvero. Non è da escludersi che questa scelta creerebbe problemi alle famiglie: molti genitori non possono prendersi ferie ogni due mesi per stare con noi durante le “mini-vacanze”. Di fronte a qualcosa che viviamo con gioia, la nostra lunga estate, alla fine, perché cambiare? Non sempre i cambiamenti rivoluzionano in positivo.
Se si tratta di migliorare l’ambiente scolastico, perché non dare voce agli alunni? In classe la discussione ha portato a idee interessanti.
Sarebbe molto utile mettere nelle scuole un’infermeria, con un medico o infermiere. In questo modo i contagi sarebbero più controllati, oltre al fatto che i medici sono più esperti rispetto ai collaboratori scolastici e potrebbero anche, in caso di bisogno, somministrare farmaci, che attualmente non si possono prendere a scuola, senza così andare in ospedale o dal pediatra o chiamare a casa; tutto ciò darebbe alle famiglie più tranquillità. Un altro aspetto importante è un utilizzo più consistente della tecnologia, servirebbe una maggiore disponibilità di strumenti e aule attrezzate in tutte le scuole. L’obiettivo è l’alleggerimento del peso sulle spalle di ogni alunno. Inoltre, l’uso dei computer/tablet a scuola permette di aiutare economicamente le famiglie, ed è più conveniente che comprare ogni anno le nuove edizioni dei libri. E che dire dell’orario? Secondo noi sarebbe più comodo non iniziare alle 8, ma dalle 9 in poi, oppure spostare tutte le sei ore giornaliere al pomeriggio.
Sarebbe più conveniente rendere tutto il periodo scolastico più tranquillo.
Come? Non appesantendo le giornate con troppe verifiche tutte insieme.
La redazione tra i banchi di scuola, ecco l’elenco degli alunni della classe 3ª D della secondaria di primo grado di San Bartolomeo in Bosco.
I giovani cronisti sono Alice Baroncini Anna Bonora Erica Carlini Elena Izabel Condila Riccardo Danieli Damiano Faccini Francesca Farotti Aya Gacha Marina Gentile Klevi Kadiu Bessem Majdoub Agnese Mamini Bianca Marangoni Rossella Mautone Filippo Migliari Melissa Mihaela Palmese Gaia Paneghel Nicola Peggio Manuel Rayen Sassi Ginevra Troiano Carol Villani.
Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di San Bartolomeo in Bosco è il professor Antonio Di Cerbo.
Docente tutor: prof Antonella Grieco.