ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Pirandello di Pesaro (PU) - 2A

«Ragazzi, non omologatevi» Così Dante ci parla ancora

Un’analisi del viaggio come percorso di conoscenza di sé Così i ragazzi hanno scoperto che la Divina Commedia ha realmente a che fare con loro

Dantedì. Il 25 marzo è la data in cui, secondo gli studiosi, Dante inizia il suo viaggio di purificazione e rinascita nell’Inferno senza perdono, luogo di disperazione e dolore infinito, poi per il Purgatorio, montagna di riflessione, e infine nella beatitudine del Paradiso. Questa giornata non è solamente una ricorsività scolastica, ma un modo per celebrare e onorare il padre della lingua e della letteratura italiana. Anche se in modo nascosto e non del tutto esplicito, Dante, con la sua Commedia, ci parla ancora oggi con argomenti attuali; infatti, il poeta stilnovista ha inventato di sua penna molte parole e modi di dire che tuttora vengono usati: come ad esempio i termini «stai fresco» o «senza infamia e senza lode».

Un altro motivo senz’altro rilevante è il fatto che Dante parla di argomenti ancora sentiti e soprattutto di sentimenti che tutti proviamo: lo smarrimento nelle scelte, l’amicizia come faro nella notte e come àncora di salvezza e la rabbia contro l’ingiustizia. Così molti lettori si sono immedesimati in quell’uomo dalla toga rossa e dalla corona d’alloro. Il nostro poeta ci lancia un messaggio tra le righe fiorentine: il coraggio e la forza di scegliere, in un mondo in cui tutti seguono la stessa corrente con la stessa marca di vestiti, stesso taglio di capelli ma soprattutto le stesse parole in bocca. Dante, come un padre affettuoso verso i suoi figli, ci invita ad andare controcorrente, anche se a volte non è né facile né piacevole.

All’inizio la lettura ma soprattutto la comprensione della così famosa Divina Commedia mi sembravano un lavoro estenuante e mortalmente noioso, da ascoltare appena con sguardo assente, ma poi dopo aver compreso la vera storia dietro a quei paroloni fiorentini c’era un uomo che aveva sofferto come tutti noi almeno una volta nella vita. Così i suoi ’mostri’ sono diventati anche i miei, le sue paure le mie così come i suoi momenti di gioia e mi sono immersa umanamente nella Commedia, tanto da rimanere quasi tradita nel vedere, al fianco di Dante, Virgilio e non una ragazzina di dodici anni.

Studiare Dante mi ha fatto capire che la letteratura è un viaggio attraverso le parole, un viaggio di conoscenza dei propri limiti, dei propri pregi e difetti: specchiarsi con il poeta, trovandone le differenze ma anche le somiglianze, che affiorano tutte da un attento e vero interesse. Consiglio a tutti di non fermarsi subito davanti ai versi difficili della propria vita (ma anche della Commedia) cercando di non demordere subito. Auguro a tutti, coetanei e adulti, quando sarà tutto buio e non troverete una soluzione, prima o poi di «uscire a riveder le stelle».

Celeste Duchi, II A

 

Nella Settimana Atelier nella mia scuola Luigi Pirandello di Pesaro abbiamo preso parte alla visione del documentario «Mirabile Visione Inferno» al Multisala Solaris. Nel documentario l’inferno di Dante è analizzato come lo specchio dei mali moderni: i peccati da lui descritti sono collegati a problemi attuali: la guerra, l’inquinamento e la violenza. Grazie a immagini forti il mondo della Commedia esce dai libri per diventare una critica alla società moderna. Questa visione mi ha suscitato diverse riflessioni: mi ha fatto capire che l’inferno non è solo un luogo immaginario, ma rappresenta la conseguenza alle nostre scelte sbagliate. È un documentario che spinge a interrogarci sul futuro che stiamo costruendo.

Un’esperienza preziosa per ricordarci che «fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza».

Gaia Bonetti, II A

 

Durante l’anno scolastico, Dante è stato il protagonista delle nostre lezioni di letteratura e vogliamo cogliere l’occasione di omaggiare il sommo poeta con una riflessione: di Dante abbiamo apprezzato il modo di scrivere e di raccontare le emozioni poiché egli non parla di cose polverose, ma di sentimenti che tutte le persone provano, come la paura del buio nella selva oscura, che racchiude un simbolismo profondo. Nel tortuoso viaggio infernale l’incontro tra Dante e gli ignavi è l’episodio che ha suscitato in noi più riflessioni: il poeta vuole spingere il lettore a non essere come loro, ma ad avere un’opinione ed essere pronto a difenderla ad ogni costo, come ha fatto lui stesso. E’ ammirevole, infatti, il suo coraggio di scegliere in un mondo di persone che sono perennemente indecise e ci insegna che avere un’opinione e difenderla è più onorevole di piegarsi al volere degli altri.

All’inizio di questo percorso pensavamo che sarebbe stato solo un compito difficile e noioso, ma quando abbiamo cominciato a leggere e a scoprire i mostri e le sfide dell’inferno il viaggio di Dante ha iniziato ad apparirci come un viaggio onirico oltre i limiti dell’uomo. Abbiamo appreso cos’è vivere la letteratura, che adesso ci fa sognare ogni giorno ad occhi aperti.

Serena Basili e Giovanni Bastianoni, II A

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