Solidarietà senza confini. «Contro la fame nel mondo»
Gli studenti della scuola media Sacro Cuore durante l’anno organizzano progetti per sostenere le realtà del territorio che fanno beneficenza. Tra le attività: la vendita delle Stelle di Natale
La scuola Fondazione Sacro Cuore di Cesena ha molto a cuore, il tema della solidarietà. Alunni, insegnanti e genitori da diversi anni partecipano alle raccolte fondi per sostenere le adozioni a distanza di due bambini in Uganda attraverso Avsi, ‘Associazione Volontari Servizio Internazionale’. Per questo vengono organizzati piccoli eventi, a scopo benefico, durante l’anno. Durante il periodo che precede il Natale si propone per esempio la vendita delle Stelle di Natale all’uscita di scuola ai genitori: i ragazzi di una classe escono cinque o dieci minuti prima del suono della campanella per vendere le piante. È un’attività divertente, perché gli alunni collaborano e spesso si innesca una sana competizione tra loro per chi vende più Stelle di Natale e per chi raccoglie più soldi da dare in beneficenza. Durante il Presepe Vivente, organizzato ogni anno dalla scuola in Piazza del Popolo, viene allestito uno stand che vende oggetti realizzati dagli studenti durante le ore di arte. Il ricavato delle vendite va sempre in beneficenza. Dopo Natale poi viene invitata a scuola una responsabile dell’Associazione Avsi per consegnarle il ricavato della vendita delle Stelle di Natale e dei prodotti venduti allo stand. In quella occasione i rappresentanti di ogni classe fare domande per approfondire la conoscenza dei vari progetti nel mondo. Durante l’anno la scuola riceve poi una lettera dall’Uganda dai bambini in cui si legge tutta la loro gratitudine e felicità per la possibilità che è stata data loro di andare a scuola.
Attività interessante è la ‘Corsacontro la fame’. Un progetto gratuito aperto a scuole primarie e secondarie, promosso da ‘Azione Contro la Fame’, un’organizzazione umanitaria internazionale che opera da oltre 40 anni nella cooperazione. Ogni anno viene trattato nelle classi il tema della ‘fame nel mondo’, andando a scoprire le sue cause e le sue conseguenze attraverso l’approfondimento di una nazione del mondo: l’anno scorso era la Costa D’Avorio, quest’anno il focus è sulla Repubblica centrafricana. Lo scopo della corsa è di raccogliere una somma che possa essere utilizzata dall’organizzazione per l’acquisto di cibi terapeutici pronti all’uso, alimenti in pasta a base di arachidi e biscotti dall’alto valore nutritivo, per i bambini malnutriti che inizialmente non riescono a mangiare subito cibi solidi.
Le indicazioni per la corsa sono poche ma importanti: occorre trovare sponsor (come parenti, amici o conoscenti) e si può scegliere se camminare o correre. Nei giorni successivi, gli studenti, raccolte le quote dagli sponsor, inviano la somma totale ad ‘Azione Contro la Fame’. Questa iniziativa, molto divertente e coinvolgente, ci permette di aiutare gli altri, di conoscere ciò che accade nel mondo e di comprendere il valore di ciò che abbiamo e che molto spesso diamo per scontato.
Elena Ricci, qual è il suo lavoro in Avsi e di cosa si occupa? «Lavoro nell’area fundraising, che segue i donatori che organizzano eventi per raccogliere i fondi necessari a sostenere i numerosi progetti umanitari di Avsi nel mondo. Ogni anno organizziamo degli eventi, in particolare nel periodo di Natale con la campagna ‘Tende Avsi’, quest’anno il titolo è ‘La pace è una via umile, percorriamola insieme’.
Ha mai seguito personalmente dei progetti nel mondo? «Sì, sono in contatto con i colleghi che vivono in paesi lontani, li incontro quando vengono in Italia per brevi periodi oppure quando io viaggio per andare a vedere i progetti: questi viaggi si chiamano ‘missioni’. Durante gli incontri mi colpisce come certe persone spendano la vita per aiutare gli altri, a volte vivendo anche in luoghi di guerra. Incontrarli è arricchente e mi rimane impressa soprattutto la gratitudine delle persone aiutate dai colleghi di Avsi. Per queste persone non è importante solo il bene materiale, ma anche il rapporto umano: da qui imparano che la loro vita è importante e ha un valore nonostante la povertà. Incontri persone dignitose e felici, la cui vita non è determinata da quello che hanno».
Le piace il suo lavoro? «Il mio lavoro mi piace, ma mi sfida molto, perché non deve diventare una routine. Il motivo per cui lo faccio è per aiutare le persone a cercare il senso della vita».