Suolo e clima sotto pressione. Come prevenire disastri e allagamenti
Gli alunni della scuola media San Domenico hanno incontrato Sergio Saia, docente dell’Università di Pisa «Il terreno può assorbire molta acqua ma si può proteggere grazie a determinate tecniche agricole»
Si parla molto di cambiamento climatico e spesso si pensa che i disastri naturali, come alluvioni e frane, siano causati solo da questo fenomeno. Ma secondo l’agronomo Sergio Saia non è così. Molti di questi problemi dipendono anche da come l’uomo gestisce il territorio, soprattutto il suolo. Sergio Saia, professore all’Università di Pisa, insegna agronomia e scienze veterinarie. «All’inizio studiavo chimica – ha raccontato agli alunni di san Domenico – ma già dal primo anno ho capito che mi piaceva molto di più l’agronomia. Ho deciso di approfondire questo campo, soprattutto per quanto riguarda la protezione del suolo e dei terreni vicino ai fiumi».
Durante la sua vita ha assistito a diversi disastri naturali in Italia (in Sicilia e Toscana) e all’estero (in Turchia e Marocco). Da queste esperienze ha capito che il Mediterraneo è una zona molto vulnerabile. Ma non è solo colpa del clima: spesso la responsabilità è anche dell’uomo che non gestisce bene il territorio. I fattori principali da prendere in considerazione sono l’erosione del suolo e il cambiamento climatico. Il meteo si può prevedere per pochi giorni, ma i disastri naturali sono molto difficili da prevedere. Per questo è più importante prevenire. In alcuni Paesi, come il Giappone, si investe molto nella prevenzione. In Italia molto meno. Però prevenire è fondamentale per evitare danni ancora più grandi. Un grosso problema è rappresentato dall’urbanizzazione: quando si costruisce utilizzando troppo cemento, l’acqua non riesce più a entrare nel terreno e aumenta il rischio di alluvioni. Anche alcune tecniche agricole non aiutano. L’aratura toglie le radici delle piante e rende il terreno più fragile. Quando piove tanto, senza radici il terreno frana più facilmente. Esistono soluzioni migliori. Negli Stati Uniti, già dagli anni ’50, sono state inventate macchine che permettono di seminare senza distruggere il terreno: fanno un piccolo buco per il seme, lasciando le radici delle altre piante nel terreno. Sergio Saia lavora anche con gli agricoltori e viaggia grazie al sostegno della Comunità Europea ai suoi progetti Sharing Med e Agro-Salute. Come divulgatore è stato in Tunisia, Algeria, Grecia e Marocco. In questi luoghi c’è uno scambio di conoscenze: per esempio in Tunisia hanno imparato a coltivare anche con poca acqua. Alcuni agricoltori preferiscono continuare con i metodi tradizionali e non vogliono usare nuove tecnologie. Per far capire meglio l’importanza del suolo, Saia ha mostrato anche ai ragazzi un esperimento pratico: ha preso della terra secca che pesava 447 grammi e poi ha aggiunto acqua, arrivando a 556 grammi. Questo dimostra che il terreno può assorbire molta acqua, ma solo se è in buone condizioni. Il cambiamento climatico resta comunque un problema notevole, anche a causa dell’aumento della CO. Infatti, abbiamo determinato questo fenomeno danneggiando il clima e l’ambiente con comportamenti inadeguati che si ripetono tutti i giorni, da secoli, ma adesso bisogna dare ogni giorno un contributo importante adottando tutti insieme atteggiamenti corretti per migliorare le cose. I comportamenti individuali, come usare meno la macchina o inquinare meno, possono aiutare, ma non bastano da soli. Servono azioni più ampie e organizzate, con l’aiuto della politica. «In conclusione – osserva il professore – i disastri naturali non dipendono solo dal clima, ma anche da come l’uomo tratta il territorio. Per questo è importante gestire meglio il suolo e investire nella prevenzione. Gli agronomi, infatti, sono come medici delle piante e aiutano a proteggere l’ambiente e il nostro futuro».
Classe 3ª E: Almerigi Brando, Bassiti Ilyas, Ben Faiza Aya , Betti Martina, Caminati Andrea, Carestia Matteo, Dorado Paz Eleonora, Doto Adriano, Esposito Diego Carlo, Gioacchini Vittoria, Lapthorne Nicolò, Lorenzi Arianna, Magnani Jody, Malagoli Matteo, Manuzzi Giacomo, Marino Alessandro, Nunziatini Mattia, Paiano Marco, Ravaioli Filippo, Sbrighi Greta, Spylka Polina, Diego Siboni, Venturi Giorgia.