ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

Scuola Secondaria di I grado Ezio Comparoni di Bagnolo (RE) - 3C - 3F - 3G

Iran, libertà e diritti negati alle donne

Scuola Ezio Comparoni di Bagnolo: «La difficile vita delle studentesse a Teheran. Nonostante tutto, continuano a combattere»

Nonostante le limitazioni, le donne iraniane continuano ad opporsi coraggiosamente alle ingiuste e discriminatorie leggi del regime.

Il regime teocratico dell’Iran è rigido e oppressivo soprattutto nei confronti delle donne. Lo Stato è regolato da leggi antiche dettate dalla religione che, in un mondo globalizzato e in continuo cambiamento, sono diventate pesanti, soprattutto per la generazione Z. Ad esempio, durante la giornata internazionale della donna, cinque ragazze di Ekbatan, Teheran, si sono filmate mentre ballavano in strada a capo scoperto, infrangendo così due delle tante regole imposte dal regime.

Le ragazze sono attualmente ricercate dalle autorità e rischiano il carcere, ma non sono state le uniche a sfidare il regime. Tutto è iniziato con il caso della giovane Mahsa Amini, una ragazza curda di 22 anni, morta a causa delle percosse subite dalla polizia morale perché una ciocca dei suoi capelli fuoriusciva dal velo. Migliaia di ragazze iraniane sono scese in piazza a protestare nella sfida più audace alla Repubblica Islamica dalla sua fondazione. «Donna, vita, libertà» è diventato lo slogan delle donne, mentre bruciano i loro veli e si tagliano i capelli in segno di lotta contro le discriminazioni e le violenze subite. Violenze e discriminazioni che però purtroppo non accennano a diminuire come dimostrano i sospetti di misteriosi casi di avvelenamento, in corso da novembre nelle scuole femminili iraniane. Sostanze ignote che pare abbiano avvelenato nel giro di quattro mesi cinquemila ragazze e provocato due decessi.

Nonostante sembri chiaro che non si tratta di coincidenze, i canali ufficiali imputano i casi di avvelenamento a incidenti dovuti a insetticida scaduto o a carburante rilasciato da un’autocisterna. Recentemente le autorità hanno aperto un’indagine e hanno arrestato persone sospettate di aver utilizzato «sostanze innocue e maleodoranti» nei locali della scuola. Il Ministero dell’Interno ha parlato di possibili legami con organizzazioni terroristiche. L’agenzia di stampa americana The Media Line, ritiene invece che gli avvelenamenti siano stati compiuti dal governo, o con la sua complicità, per distrarre l’opinione pubblica dalle proteste nelle piazze contro il regime. Comunque siano andate le cose, resta purtroppo il fatto che molti genitori hanno smesso di mandare a scuola le proprie figlie per paura che siano intossicate, con la speranza che tutto questo finisca al più presto. Nonostante il regime opprima, tolga la libertà e sottometta le donne, loro continuano a combattere nella speranza di avere un futuro migliore in cui i loro diritti vengano rispettati, un futuro in cui le disuguaglianze siano eliminate. Essendo io una donna, questa è anche una mia speranza.

Sofia Viola III F, Disegno di Sofia Viola

 

In occasione della Giornata della Poesia, il 21 marzo scorso, lavorando ad un progetto di Religione Cattolica, noi alunni di tutte le classi terze della scuola Ezio Comparoni di Bagnolo abbiamo scoperto la tecnica del «Caviardage»: un metodo di scrittura artistica, inventata dall’artista Tom Phillips negli anni 60 del secolo scorso, che permetterebbe di dare nuova vita a qualsiasi testo letterario. Tutto si presta a questo tipo di lavoro: una pagina di un vecchio libro o di un articolo di un quotidiano, un’epistola, un foglio di diario e, per assurdo, anche la lista della spesa.

Con l’aiuto della docente, lavorando sugli eventi storici del Novecento, ci siamo soffermati, sulla lettura di alcune Lettere Encicliche di Papa Pio XI in opposizione ai grandi totalitarismi diffusisi in Italia e nel mondo, trasformando quei documenti pontifici in poesia. La tecnica, infatti, permette al lettore, di soffermarsi solo su alcune parole, quelle più evocative e pregnanti.

E lasciandosi trasportare dal proprio turbinio di emozioni si inizia a creare come se fosse ‘un flusso di coscienza’. Una volta ‘trovata’ la poesia nascosta, il resto del testo va annerito, come suggerisce l’etimologia del termine «caviarder». L’artista stesso, Tom Phillip – nato a Londra il 25 maggio 1937 – creò questo nuovo stile di «found poetry» ispirandosi al movimento del dadaismo il cui tema e filo conduttore è il caso come regola d’arte. Il primo libro di «poesie visive» fu realizzato nel 1966, quando il pittore inglese, acquistò un romanzo vittoriano di seconda mano «A Human Document» di W.H. Mallock e ne trasformò ogni pagina. Il testo fu pubblicato nel 1973 col titolo «A Humument: A Treated Victorian Novel» e divenne un vero «work in progress» in quanto, vi seguirono ben sei edizioni rivedute, l’ultima pubblicata nel 2016. Abbiamo così imparato che col caviardage, tutto è possibile e anche un’enciclica può diventare poesia.

Agnese Mori III G disegno di Gaia Lombardo III C

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