Le scoperte dell’archeologo:. la terra è un libro pieno di storie
L’incontro con il professionista Cenerelli: «Siamo sempre molto attenti a scartare ciò che è fuori contesto, per capire il periodo cronologico e storico esatto»
Professione archeologo. Nelle giornate di arricchimento a scuola è stato allestito un laboratorio di archeologia con il professor Cenerelli, in arte conosciuto come ‘Cene Jones’. Attraverso le sue esperienze sul campo ci ha mostrato le basi dell’archeologia. L’archeologia è lo studio della storia dell’uomo attraverso i resti materiali del suo passato: l’aula si è improvvisamente popolata di riproduzioni di scheletri, vasi, monete antiche e manufatti provenienti dalle più svariate epoche storiche. Il prof ci ha spiegato che nell’archeologia c’è una regola generale per indagare il passato e attribuire ad ogni porzione di terreno un periodo storico. La terra si può leggere come un libro, partendo dalla pagina uno, il nostro presente, per poi scoprire lentamente il resto della storia, sfogliando gli strati di terra come le pagine di un racconto da rivelare. Non è però così semplice: la cronologia non è immediata e non sempre segue un ordine preciso. Per orientarsi nelle età del sottosuolo e comprendere ogni porzione di terreno, racconta il prof, sono proprio i reperti a fare da guida in una storia che può apparire bizzarra. Se si trova una spada medievale, un vaso medievale, una moneta medievale e una lattina di Coca Cola, ovviamente non significa che nel medioevo bevessero Coca Cola: ciò è dovuto agli spostamenti del terreno, a causa dell’attività sismica, a cantieri edili e simili, che portano alcuni reperti in epoche non coerenti con gli stessi. Quindi l’archeologo come un investigatore deve trovare tutti gli indizi correlati e scartare ciò che è fuori contesto.
Solo allora può attribuire ad uno strato di terreno un periodo cronologico preciso. Inoltre il professionista Cenerelli ci ha spiegato quante informazioni si possono ricavare da una sepoltura antica. Dall’analisi chimica delle ossa si può ricavare il periodo della morte del defunto e dal tipo di deposizione e dagli oggetti presenti nella sepoltura si possono ottenere informazioni sulla cultura del suo popolo. Un corredo con armi può indicare una popolazione guerriera e quelli che sono gli elementi importanti di una determinata società, come l’esercito nella società longobarda. Una sepoltura priva di corredo può indicare una cultura che non impronta i suoi valori sulla materialità degli oggetti, come il cristianesimo. Insomma, la terra è davvero un libro pieno di storie, l’archeologo deve semplicemente metterne in ordine le pagine.
La classe III D ha partecipato all’incontro al Teatro della Regina di Cattolica con il giornalista Luca Pagliari, autore del libro ‘Il silenzio dopo la neve’. Ci ha raccontato la storia di Kristel Marcarini, giovane campionessa dello sci italiano. Nel marzo 2008 una sera Kristel andò in discoteca e le venne offerta una pasticca di ecstasy. La accettò. Durante la serata cominciò ad accusare malori, gli amici decisero di non portarla al pronto soccorso per paura delle conseguenze ma la mattina dopo, quando si svegliò, Kristel andò in bagno e perse i sensi. Venne trasportata d’urgenza in ospedale, dove i medici compresero subito la gravità della situazione: la sostanza aveva scatenato un’emorragia cerebrale. La giovane entrò in coma e lottò tra la vita e la morte per due giorni ma morì il 15 marzo 2008. In queste situazioni gli amici svolgono un ruolo fondamentale e in alcuni casi possono salvarti la vita. Gli amici di Kristel non chiamarono i genitori per paura. Se invece avessero chiesto aiuto, lei sarebbe ancora viva. Molti ragazzi quando assumono droga pensano che per una volta non possa accadere niente, ma quella volta può cambiare drasticamente tutto e finire in tragedia.
Per una sola pasticca l’Italia ha perso un giovane talento dello sci.
Le truffe informatiche sono molto diffuse: esistono oltre 2 milioni di siti di phishing e ogni giorno vengono inviate 3,4 miliardi di mail truffa.
Colpiscono non solo tramite email ma anche con messaggi o chiamate e siti falsi. I truffatori sfruttano anche le informazioni che condividiamo sui social: un semplice post può rivelare indirizzi, nomi e legami, facilitando i truffatori. Per difendersi è utile usare un buon antivirus, evitare di pubblicare dati personali e verificare sempre la fonte dei messaggi. Se qualcuno chiede soldi o password, è fondamentale controllare l’identità del mittente, chiamando direttamente la persona o verificando che l’email provenga davvero da quel sito.