ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Santa Vittoria in Matenano di Santa Vittoria in Matenano (FM) - 3B

Pensieri sulla giornata della donna. «Colpiti dal caso di Aurora Tila»

Le riflessioni degli alunni della classe III B della scuola media di Santa Vittoria in Matenano «Una nostra coetanea precipitata dal balcone di casa, il suo ex ragazzo è stato arrestato»

Abbiamo da poco celebrato la giornata internazionale della donna, giornata dedicata al ricordo delle conquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile. Tuttavia, a causa delle tristi notizie che spesso leggiamo sui social, sui giornali o ascoltiamo in TV, più che essere orgogliosi degli obbiettivi raggiunti dalle donne, siamo portati a riflettere su quanto ancora sia diffusa la violenza di genere nelle sue varie forme. La violenza contro le donne è una spirale pericolosa che non colpisce solo il corpo, ma anche la mente e la libertà delle vittime. Oltre alle aggressioni fisiche e sessuali, la sopraffazione si manifesta con il controllo psicologico e lo stalking.

Queste violenze avvengono frequentemente in relazioni tossiche o in situazioni familiari in declino.

Il movente principale è la gelosia legata all’incapacità dell’uomo di accettare la fine di una relazione o l’indipendenza della ‘sua’ donna.

Ci ha colpiti particolarmente il caso di Aurora Tila, una nostra coetanea, uccisa il 25 ottobre 2024 a Piacenza, precipitata dal balcone del settimo piano del palazzo in cui viveva. Il suo ex ragazzo è stato arrestato con l’accusa di averla spinta oltre la ringhiera del balcone, colpendola ripetutamente per farle perdere la presa. In passato, il ragazzo aveva mostrato comportamenti ossessivi, gelosi e violenti.

Un altro caso di cronaca doloroso è quello di Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023 vicino Padova, sempre per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta. Questi sono solo due tra i più noti esempi di eventi tragici che vedono come vittime le donne. L’Istat, infatti, riporta che negli ultimi tre anni si sono registrati più di 355 femminicidi solamente in Italia. L’analisi degli autori conferma che la violenza è quasi esclusivamente interna alla rete di relazioni della vittima: uomini(88,8%), partner attuali (50%), ex partner (15-20%), parenti (figli/altri) (25-30%). Questi eventi possono sembrarci lontani, ma spesso coinvolgono persone più vicine a noi di quanto immaginiamo. Sappiamo che non sempre è semplice aprirsi e parlare quando si ha un problema, per vergogna o per timore di non essere capiti, ma dopo un’attenta riflessione su questo tema, aiutati dalle letture fatte in classe e dagli spunti derivatici dall’incontro ‘Oltre lo sguardo. Come trasformare le emozioni’ tenutosi ad Amandola lo scorso 10 marzo, ci sentiamo di condividere con i nostri coetanei questo pensiero: tutti noi possiamo dire ‘No’ a qualcosa che non ci va bene o ci fa stare male, dobbiamo dire ‘No’ se qualcosa ci fa soffrire senza avere paura di quello che pensano gli altri. Dire ‘no’ non è cattiveria, non è egoismo, ma una scelta personale.

 

Martedì 10 marzo, all’Auditorium ‘Virgili’ di Amandola si è tenuto l’incontro ‘Oltre lo sguardo. Come trasformare le emozioni’ promosso dalla Prefettura di Fermo e dalla Compagnia delle Ceneri d’Arte. L’evento ha rappresentato per noi studenti delle classi terze medie dell’IIS di Amandola e dell’IC Interprovinciale dei Sibillini, una preziosa occasione di riflessione sui tipi di violenza e, in particolare, sulla violenza di genere. Dopo i saluti istituzionali del Prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio e del sindaco di Amandola Marinangeli sono intervenuti rappresentanti della compagnia teatrale ‘Ceneri d’Arte’, il vice Questore della polizia di Stato Abbate, la psicologa e pedagogista clinica Orizi e l’avvocatessa Meconi. La Medusa che emerge dalla rilettura del mito classico proposta dal regista del musical ‘Medusa.

L’inganno degli dei’ Rossetti è una donna che supplica di essere guardata e non semplicemente vista, conosciuta per la vera natura e non per il mostro in cui è stata ingiustamente trasformata. Da qui l’invito a guardarci dentro e a chi ci è vicino, a conoscere e nominare le emozioni che proviamo per non farci dominare da esse, a stabilire dei confini e rispettare quelli posti dagli altri perché, come ci ha ricordato il Prefetto, la realizzazione dell’uguaglianza sostanziale di cui parla l’articolo 3 della Costituzione è una nostra responsabilità e noi non vogliamo sottrarcene.

 

All’immagine della donna-oggetto da possedere e su cui dominare vogliamo contrapporre le immagini delle donne proposte dai poeti incontrati durante il percorso di studi. Beatrice, la donna-angelo cantata da Dante, ‘venuta da cielo in terra a mira col mostrare’, al cui passaggio ogni uomo ammutolisce e abbassa lo sguardo, in grado di elevare a Dio l’animo del poeta. Angelica, protagonista dell’Orlando furioso, simbolo della femminilità che provoca turbamento, in grado di fuggire da ciò che non vuole e conoscere l’amore. Silvia, dagli occhi ridenti e fuggitivi, che con il suo canto melodioso fa nascere nel cuore del giovane Leopardi dolci pensieri e speranze luminose. Lina, che nella poesia ‘A mia moglie’, Umberto Saba paragona alle femmine di tutti i sereni animali che avvicinano a Dio, e in particolare alla rondine che annuncia una nuova primavera al poeta. Con la speranza che tutte le donne possano essere viste come foriere di vita e non come vite di cui disporre. 

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