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IC Giacomo Leopardi di Grottammare (AP) - Redazione

Rispetto e inclusione nello sport. La lezione di Simone Vagnozzi

Gli alunni dell’istituto Leopardi di Grottammare hanno intervistato il coach di Sinner: «La vittoria ti dà fiducia ma saper perdere e analizzare la sconfitta è ancora più importante»

Lo sport è una delle passioni più diffuse tra i ragazzi, ma alcuni comportamenti scorretti rischiano di offuscare le grandi opportunità educative che offre ai giovani. Le istituzioni hanno adottato leggi specifiche per contrastare, ad esempio, le scommesse illegali, la corruzione, il doping e la violenza tra tifoserie, promuovendo anche numerose campagne di sensibilizzazione sul fair play. I benefici dell’attività fisica, individuale o di squadra, non riguardano soltanto la salute; una buona disciplina e la costanza sono preziose per la crescita educativa dei ragazzi, utili anche per favorire una visione del mondo basata sul rispetto e sull’inclusione. Ne sono una prova le Paralimpiadi invernali di Cortina, che in questi giorni hanno regalato all’Italia grandi soddisfazioni: 16 medaglie, di cui 7 ori. Questa competizione è molto amata, perché dimostra che la diversità è ricchezza e che la resilienza è la chiave principale per superare le difficoltà. Per capire in che modo lo sport contribuisce positivamente all’educazione delle nuove generazioni, abbiamo intervistato Simone Vagnozzi, allenatore di Jannik Sinner, uno dei più grandi tennisti italiani di tutti i tempi. Il coach, che già da bambino desiderava diventare uno sportivo, a 16 anni si è trasferito dalle Marche a Bolzano per inseguire il suo sogno e oggi aiuta i giovani tennisti a realizzare i loro. Vagnozzi è orgoglioso del percorso di Sinner e dell’esempio che dà ai ragazzi, dimostrando un comportamento sempre corretto verso gli avversari, il team, gli spettatori e gli amanti del tennis. Come si accompagna un atleta nella crescita tecnica e personale? «Il ruolo di un coach è fondamentale», risponde, «deve dare il buon esempio ai suoi allievi, saperli motivare e individuare il giusto percorso per ognuno di loro». L’allenatore non ha dubbi: impegno, equilibrio, umiltà e tenacia sono fondamentali nella carriera di uno sportivo. Per raggiungere traguardi importanti bisogna allenarsi con serietà, collaborare con gli altri e riconoscere il valore dell’avversario; così come è necessario imparare ad affrontare un insuccesso.

«La vittoria», continua Vagnozzi, «ti dà fiducia e ti fa capire che stai lavorando bene, ma saper perdere e analizzare la sconfitta è ancora più importante, perché ti aiuta a migliorare». Un altro principio a cui tiene molto il coach è il rispetto per le decisioni arbitrali, anche se l’atleta ritiene di aver subito un’ingiustizia. «In questi casi», dice l’allenatore, «l’unica cosa da fare è accettare la valutazione del direttore di gara e mantenere la concentrazione sulla partita». Vagnozzi conclude ricordando ai giovani che fare sport non significa diventare per forza dei campioni; va vissuto come un gioco, divertendosi e godendo degli insegnamenti e delle emozioni che trasmette.

La pagina di oggi è stata curata dagli alunni e dalle alunne dell’Istituto comprensivo ’Leopardi’ di Grottammare.

 

Il 20 gennaio il Consiglio comunale dei ragazzi ha animato una giornata dedicata al rispetto, in ricordo di Willy Monteiro Duarte, vittima di bullismo. I consiglieri della scuola primaria e secondaria hanno presentato le attività svolte in classe con i docenti, per promuovere uno stile di vita non violento e più inclusivo. Il sindaco di Grottammare Alessandro Rocchi e la dirigente scolastica Luigina Silvestri hanno conferito a tutti i partecipanti il riconoscimento di ‘Ambasciatori del rispetto’. Nello stesso periodo si è svolto anche un incontro con l’Arma dei Carabinieri sui temi del bullismo e del cyberbullismo. Con il progetto ‘A scuola di non violenza’ anche la Polizia di Stato ha dato il suo contributo per l’educazione alla legalità nell’IC Leopardi. Durante le attività, organizzate dal Soroptimist International e dalla Questura di Ascoli, gli agenti hanno invitato gli alunni a riflettere sulle varie forme di violenza e sui comportamenti responsabili che possono evitarla.

 

L’offerta sportiva grottammarese è ampia e diversificata grazie alle 44 associazioni sportive presenti, tanto che un cittadino su tre fa sport. Per molti aspetti il Comune è in linea con i dati nazionali del settore. Tra le discipline più praticate (in tutte le loro varianti) si confermano il calcio, il nuoto, la pallavolo, la ginnastica e la danza. Gli sport in crescita sono le arti marziali, il basket, il tennis e il rugby, che suscita sempre più interesse grazie alla serie A sambenedettese. Molto diffusi anche il pattinaggio e il ciclismo. Sebbene i giovani vivano l’attività fisica con entusiasmo, a 14 anni molti interrompono lo sport per impegni scolastici, nuovi interessi o difficoltà economiche. Il fenomeno dell’abbandono riguarda soprattutto le ragazze, per le quali molte realtà hanno pensato di avviare progetti o corsi che possano coinvolgerle di più. Il problema del costo delle quote associative dipende, invece, dalle ingenti spese che le associazioni devono sostenere per garantire sicurezza e qualità delle attività. Un’alternativa è praticare lo sport libero nei parchi e negli impianti; prossimamente saranno disponibili anche cinque spiagge per il beach volley o beach tennis. Anche la scuola permette agli alunni di fare numerose esperienze nelle varie discipline motorie, grazie a progetti come i Campionati studenteschi, il trekking in ambiente urbano e il Parco avventura.

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