ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Santa Filomena di San Giovanni in Marignano (RN) - 1A, 3A

Quel messaggio di inclusione. lanciato da Valentina Sagnibene

Gli studenti hanno incontrato la scrittrice, autrice tra gli altri di ‘Bes Friends’: «Dalla storia emerge che la diversità è qualcosa di prezioso»

La Santa Filomena ha incontrato Valentina Sagnibene, scrittrice e ghostwriter di origini siciliane, nata 33 anni fa a Gorgonzola, in provincia di Milano, e le ha posto qualche domanda.

Dove prendi l’ispirazione per scrivere i tuoi romanzi? «Noi scrittori siamo un po’ dei ladri perché rubiamo dalla realtà, da quello che vediamo intorno per creare le nostre storie. La metropolitana, i miei viaggi e le uscite con le amiche mi danno sempre un sacco di spunti».

Abbiamo letto Bes Friends. Come è nato? «Bes Friends è nato da una storia reale, quella di Lorenzo che aveva un disturbo attentivo e a scuola non rendeva. Io gli facevo ripetizioni, ma non sono stata abbastanza brava e con questo libro ho voluto dare ai ragazzi come lui un’altra possibilità creando una storia piena di speranza dove la presenza di figure adulte positive possa aiutare a superare momenti difficili. È una storia di amicizia in cui dominano fiducia, sincerità e diversità che sono gli ingredienti di un rapporto vero: un amico è una persona con la quale si può essere completamente se stessi e non aver paura di chiedere aiuto nel bisogno».

Come hai costruito i personaggi? «Quando parliamo dei personaggi, noi autori veramente dobbiamo conoscere di loro non solo l’aspetto fisico, ma il loro carattere, il loro modo di fare le cose e per questo curiamo ogni dettaglio. Le persone come Aurora, una dei due protagonisti, hanno la mente come un cielo pieno di stelle: non sempre facili da leggere ma difficili da ignorare. Lei è diversa, ma essere diversi non è un difetto, è una ricchezza perché la diversità è qualcosa di prezioso».

Quando hai capito che da grande avresti fatto la scrittrice? «A casa mia non c’erano libri: c’erano riviste di gossip e tanta televisione con le soap opera americane e turche e Maria De Filippi. Io mi sono chiesta: ‘Ma è tutto qui o c’è qualcosa in più?’ Leggere per me è stato come spalancare una finestra sul mondo e la mia saga preferita è stata Harry Potter. Quando ho letto quei libri ho pensato: ‘Da grande voglio dare a tutti i ragazzi la stessa possibilità che ho avuto io di viaggiare, di vedere altri mondi, di conoscere altre storie».

Ringraziamo Valentina Sagnibene per il messaggio d’inclusione contenuto nel libro e le sue parole così toccanti che ci hanno fatto capire l’importanza di sentirsi accettati dagli altri, far valere le proprie diversità ed essere consapevoli che nessuno è sbagliato.

 

Quest’anno ricorre l’ottocentenario della morte di San Francesco di Assisi (3 ottobre 1226) e in occasione di questa ricorrenza la nostra professoressa di italiano ha deciso di raccontarci la mirabile storia del cipresso di San Francesco, ancora oggi visitabile a Villa Verucchio. Un freddo giorno d’inverno il Santo poverello d’Assisi, dopo un lungo viaggio, giunto nei pressi di Rimini si stava scaldando a un fioco fuocherello, e poiché la legna scarseggiava decise di sacrificare il suo bastone di appoggio. Tuttavia quest’ultimo si ostinava a non bruciare, e allora il Santo disse: «Se non vuoi bruciare allora vivi!». Così piantò a terra il bastone che germogliò e oggi è diventato gigantesco essendo sopravvissuto non solo alle intemperie, ma anche a circostanze dannose per la sua sopravvivenza create dall’uomo: l’esercito napoleonico che voleva abbatterlo e i tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale che ne bruciarono una parte per riscaldarsi. Per ricordare questo magnifico avvenimento, noi della redazione della Santa Filomena abbiamo avuto la splendida occasione di piantare insieme alla prof. tre cipressini, nati dallo storico cipresso di San Francesco, ed ogni giorno (se non li bagna la pioggia) andiamo ad annaffiarli con cura e amore. E chi lo sa… magari tra 800 anni diventeranno grandi e maestosi come quello del Santo.

 

Il 23 aprile è la giornata mondiale del libro, un appuntamento speciale che ci ricorda l’importanza di sfogliare le pagine di un semplice libro per scoprire nuovi mondi. I libri hanno l’infinito potere di farci sognare ad occhi aperti.

Noi studenti della Santa Filomena conosciamo bene la magia della lettura. Abbiamo un’intera aula ad essa dedicata per immergerci nella narrativa e rilassarci a pieno tra coperte e cuscini in racconti e romanzi di ogni tipo: fantasy, gialli, avventura, mito. Quando le insegnanti iniziano a leggere, le parole prendono vita nell’aria e mirabilmente tutto il resto scompare. I libri ci fanno piangere, ridere e anche un po’ commuovere perché scopriamo che i protagonisti hanno le nostre stesse paure e i nostri desideri. I libri sono davvero speciali perché ci fanno viaggiare senza alcun mezzo di trasporto, semplicemente leggendo. 

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