Raccontare la guerra per la pace. La testimonianza di Giudetti
Gli studenti della scuola media di Riolo Terme hanno incontrato l’operatore umanitario Lui ha parlato della situazione a Gaza, raccontando cose che la stampa non può menzionare
Chi è un operatore umanitario? Che cosa fa? Soprattutto: che cosa c’entra con noi? Lo scorso 17 marzo noi ragazzi delle seconde e terze di Riolo Terme abbiamo incontrato Gennaro Giudetti, un operatore umanitario. Di mestiere va in zone di guerra per aiutare i civili, portare cibo e medicine. Ha scritto anche due libri intitolati ‘Con loro come loro. Storie di donne e bambini in fuga’ e ‘Con i miei occhi. Quello che ho visto a Gaza’.
Gennaro ci ha dato la possibilità di ascoltare la sua testimonianza sulla situazione a Gaza. Ci ha spiegato che la stampa internazionale non sempre può fornire informazioni sulla vita degli abitanti e così lui ha cercato anche da lì di raccontare il più possibile, però ci ha raccontato che proprio per aver fatto questo non potrà più tornare nella Striscia. Eppure raccontare è importante, ci ha spiegato, proprio per costruire una cultura di pace e per questo ha deciso di andare nelle scuole e di scrivere libri.
Ci ha raccontato che a Gaza bambini, donne, anziani possono essere vittime di bombardamenti in ogni momento. La maggior parte dei bambini ha un arto amputato oppure muore durante l’intervento, fatto sotto i bombardamenti, a causa del troppo dolore perché non c’è l’anestesia.
Non ci sono protesi, stampelle o sedie a rotelle, così usano tubi idraulici per sostenersi. Le persone mangiano solamente tre volte a settimana con pane, riso o olio. Per i bambini più piccoli non possono entrare cibi terapeutici o latte in polvere. Bevono acqua salmastra filtrata e la usano anche per lavarsi così hanno prurito e si sentono sempre «sporchi».
I bombardamenti a Gaza, ci ha raccontato Gennaro, li fanno spesso di notte, per tenere sveglia la città e far sentire sempre il rumore dei droni così da essere sempre in ansia.
Come è possibile tutto questo? Gennaro ci ha spiegato che anche in una guerra ci sono delle regole: non distruggere scuole, ospedali, case degli operatori umanitari, magazzini per le scorte di farmaci. Eppure in questa guerra le regole so-no saltate. Proprio per questo Gennaro ha sentito il bisogno di fare la sua parte. Lui che da piccolo era un ragazzino «ribelle» ha trasformato la sua energia in voglia di aiutare gli altri. «Noi siamo liberi e possiamo diventare ciò che desideriamo – ci ha detto –. La pace è nel quotidiano, nelle azioni e nei nostri comportamenti».
Gennaro dice che molte persone censurano la verità raccontando molte meno cose di quelle che accadono, ecco perché noi vogliamo ringraziare chi ci ha permesso di incontrarlo e il Resto del Carlino che ci ha permesso di raccontare agli altri con questo articolo ciò che lui ha detto a noi.
Che cos’è l’Iliade? È un poema epico attribuito a Omero, scritto nell’VIII secolo a.C. e diviso in 24 libri. Racconta gli ultimi 51 giorni della guerra di Troia, ambientata nell’Asia Minore. In classe abbiamo letto diversi brani e abbiamo capito che non è solo una storia antica, ma un testo che può ancora dire molto anche a noi.
Nel 2026, infatti, vale ancora la pena leggere l’Iliade. Anche oggi, purtroppo, esistono guerre, come quelle in Ucraina e in Palestina, e tante vite e valorose anime (“generose travolse alme d’eroi”) sono morte per colpa di queste. Un esempio simile nel poema è la morte di Patroclo, ucciso da Ettore, che provoca grande dolore e cambia il destino di Achille.
L’Iliade, poi, non parla soltanto di guerra, armi e vendetta, ma affronta temi importanti come l’amicizia, l’onore, la fedeltà e il dolore per la perdita di una persona cara. Nei brani letti in classe abbiamo visto per esempio Glauco e Diomede, uno Acheo e l’altro Troiano, che smettono di combattere per rendere onore alla Xenìa, cioè l’ospitalità, dato che i loro nonni si erano reciprocamente ospitati. O ancora la descrizione di una città in pace, in cui esistono incomprensioni e litigi, ma essi vengono risolti con l’uso della parola e della ragione.
L’Iliade, quindi, non è solo un racconto del passato, e la Musa continua a cantare a noi, come già ha cantato ad Omero. Basta sapere ascoltare.
L’articolo a sinistra, intitolato ‘Raccontare la guerra per la pace. La testimonianza di Giudetti’, è stato preparato e scritto da un gruppo di allievi della classe 2^A IC della scuola media ‘G. da Riolo’ di Riolo Terme. Si tratta di Matteo Sabini, Matilde Frassineti e Una Lekic, coordinati dalla professoressa Maria Letizia Di Deco. L’articolo pubblicato sotto, invece, intitolato ‘Cantami, o Diva, anche oggi, come ieri’ è stato realizzato da un gruppo di studenti della classe 1^A IC: Sidorela Guga, Ilma Hodzic, Rayane Khouirgou, Samuele Lafauci, Nathan Melandri, Gabriele Soldano, Denisa Toska, coordinati dal prof Mirko Lorenzi.