ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Monsampolo di Monsampolo del Tronto (AP) - 3A, 3G

Tra uguaglianza e solidarietà. «Ecco la scuola del futuro»

L’intervista degli alunni della 3G di Monsampolo: «I docenti sostituti dall’AI? Potrebbero esserci dei problemi: i robot non hanno empatia né emozioni e questo porterebbe distanza»

Come sarà la scuola del futuro? Le politiche di coesione dell’Unione Europea possono aiutare a migliorarla? Se lo sono chiesti gli alunni della 3G di Monsampolo, che hanno elaborato un’auto-intervista condivisa.

Tutte le scuole hanno accesso ai fondi? «I soldi non sono distribuiti uniformemente: l’Europa ne dà di più alle scuole del Sud e a quelle in aree svantaggiate per ridurre le disuguaglianze».

I fondi UE sono sufficienti? «L’UE ha erogato 3,8 miliardi, ma non bastano a causa del divario tra Nord e Sud. Anche se la maggior parte dei fondi è destinata al Sud, ci sono problemi che non ne permettono il pieno utilizzo, come carenza di personale, errori, rinuncia delle scuole».

L’uso delle tecnologie in classe ha migliorato l’apprendimento? «È un’arma a doppio taglio: le tecnologie migliorano l’apprendimento rendendo i concetti più chiari, ma diventano una distrazione se non sono guidate, riducendo la concentrazione».

Le pareti vanno a pezzi, i soffitti crollano: la politica può fare qualcosa? «Sì, aiutando milioni di scuole in condizioni critiche. Il divario tra Nord e Sud riguardo la sicurezza degli edifici scolastici è sconcertante: in Sicilia il 45% degli edifici richiede manutenzione. Servono più fondi destinati al miglioramento delle infrastrutture».

Cosa si può fare per rendere la scuola più ecologica? «Nonostante i tanti progressi, c’è ancora molto da fare. Solo il20,9% delle scuole utilizza le energie rinnovabili, ma c’è sempre un forte divario tra il Nord al 24,3% e le isole al 14,1%. L’efficienza resta critica».

La scuola prepara davvero gli studenti per il loro futuro? «Non abbastanza: non ci insegna a diventare pienamente autonomi.

Una soluzione? introdurre una nuova materia che prepari l’alunno al futuro».

E se i docenti fossero sostituiti dall’AI? «Potranno esserci dei problemi: i robot non hanno empatia né emozioni e questo porterebbe distanza, freddezza e indifferenza nel rapporto docente-alunno. Inoltre, i robot non saprebbero gestire le dinamiche di classe».

Cosa può fare la scuola italiana per accogliere al meglio gli alunni stranieri? «Potenziare i corsi di lingua (L2) .

Inoltre gli studenti italiani dovrebbero stare con il nuovo alunno per farlo integrare. Oltre a questo dovrebbe essere affiancato da un insegnante di sostegno».

Molti studenti lasciano la scuola prima della maturità: cosa fare? «La situazione è critica, specialmente al Sud, con un picco di dispersione del 16,7% . Crediamo sia necessario rendere la scuola più piacevole, officina di uguaglianza e solidarietà e così facendo garantirci futuro e dignità».

3G di Monsampolo

 

Un compagno aiutato, una parola gentile, un gesto di inclusione. È così che uguaglianza e solidarietà prendono forma nella vita quotidiana scolastica. In classe con il professore abbiamo affrontato un concetto potente: i diritti inalienabili. Sono diritti come la dignità e l’uguaglianza che possiedono tutti gli uomini e non possono essere ceduti o tolti.

Eppure questi valori devono spesso combattere contro pregiudizio e indifferenza; il vero freno a una società equa è spesso culturale. Un episodio accaduto nella nostra scuola ci ha fatto capire che la solidarietà non è un concetto astratto. Una mattina abbiamo assistito a due compagni che rivolgevano insulti pesanti verso una nostra amica, diventata così bersaglio di risatine e battute soffrendone moltissimo. Alcune tra noi l’hanno consolata scegliendo la strada dell’aiuto. Il mondo che vorremmo deve investire sulle diversità.

Nicholas Felicioni e Diego Malizia della 3A di Pagliare del Tronto

 

L’Europa lavora per ridurre le disuguaglianze e nonostante le difficoltà una società più giusta e solidale è un obiettivo possibile. Cosa significa davvero essere uguali e solidali? Non si tratta solo di grandi azioni, ma di piccoli gesti che ognuno di noi può fare ogni giorno dentro o fuori la scuola. Ma non è così semplice. Essere uguali significa avere le stesse opportunità anche se si parte da situazioni diverse o svantaggiate. Ci sono ragazzi che hanno tutto e altri che devono fare molta più fatica. In alcune città ci sono più opportunità mentre in altri luoghi mancano i servizi fondamentali, come scuole attrezzate o mezzi pubblici efficienti. A questo si aggiungono ancora oggi i pregiudizi e le discriminazioni. Una volta nella nostra scuola dei ragazzi si sono divertiti a prendere in giro una ragazza con disabilità, non permettendole di essere uguale agli altri e di studiare con facilità come accade alla maggior parte di noi. Invece di abbandonarla noi compagni le siamo rimasti vicino aiutandola a ritrovare la fiducia in se stessa. L’obiettivo delle politiche di coesione europea è investire nei territori e nelle persone che hanno meno possibilità. Guardando al futuro immaginiamo una società più giusta in cui tutti abbiano le stesse opportunità. Le istituzioni devono continuare a investire nei giovani, nei territori e nel lavoro. Forse non possiamo cambiare tutto, ma possiamo iniziare a poco a poco, intorno a noi.

Carol Gabrielli e Davide Marinelli (3A Pagliare)

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