ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria I grado Fracassetti di Capodarco (FM) - 1A, 2D

L’intervista al signor Rispetto. «Senza di me non si può vivere»

L’originale e interessante lavoro svolto dagli alunni dell’Istituto Fracassetti di Capodarco «Se vengo messo in campo ho la possibilità di rendere migliore il mondo e tutti i rapporti umani»

Abbiamo intervistato il signor Rispetto. Ci dica, come fa ad essere così importante? «Costituisco il fondamento di relazioni sane, sicure e durature, senza di me non si potrebbe vivere».

Cosa significa ‘rispetto’? Dove si trova? «Il rispetto è come l’aria, non ti accorgi della sua importanza, finché non ti manca. Deriva dal latino, «guardare indietro, voltarsi a guardare», cioè avere attenzione e considerazione degli altri. Io vivo nei gesti e nelle parole, sono nelle persone, cresco con esse. La prima volta che mi utilizzi, rimango dentro di te e vivo insieme a te. Se vengo messo in campo nelle relazioni, riesco a far vivere meglio le persone, ho anche la possibilità di rendere migliore il mondo e tutti i rapporti umani».

Cosa fa se vede qualcuno che non rispetta gli altri? Cosa direbbe a chi pensa che lei non serva? «Intervengo immediatamente. Cerco di capire la situazione, di mettermi nei panni delle altre persone e comincio ad elargire consigli utili. Farei comprendere loro che senza di me questo mondo non esisterebbe. Sono come una bussola, se io non ci sono, non si va da nessuna parte. Il problema è che in questo mondo mi stanno oscurando, perché ci sono persone che compiono azioni non propriamente rispettose».

Nella vita cosa si dovrebbe principalmente rispettare? «Tutto ciò che ti circonda: animali, luoghi, persone, regole. Ogni persona, diversa in carattere, colore della pelle, religione, lingua, ha il diritto di essere rispettata. Trattate gli altri come vorreste essere trattati voi. Si può cominciare a rispettare la natura. Fin da piccoli bisogna imparare a rispettare i sentimenti di chi ci sta vicino, le differenze di genere, i sogni degli altri e soprattutto i propri. Bastano anche piccoli gesti, parole gentili da utilizzare tutti i giorni. Rispettare significa non prendere in giro chi è diverso o chi la pensa in modo differente da te. Si deve evitare di usare parole che feriscono, è importante saper ascoltare l’altro anche quando si ha un’idea che non ci piace. Essere rispettosi significa dire ciò che si pensa, ma senza offendere».

Potrebbe darci dei consigli? «Cerca sempre di discutere in maniera responsabile, senza insultare o offendere, prova a metterti nei panni degli altri e capire come ti sentiresti tu al suo posto. Ama te stesso, sii gentile con tutti, non essere critico, senza aver appurato prima l’opinione altrui, non giudicare il prossimo, cerca di capire che ogni persona ha un suo valore e dei sentimenti. Sii un esempio nel rivolgerti a chi ti circonda: il cameriere al bar, l’autista del bus, uno sconosciuto. È soprattutto in voi giovani che confido per non essere dimenticato, solo grazie a voi potrò crescere per un mondo migliore».

 

Dalle letture affrontate durante questo anno scolastico per l’educazione civica è emerso che il rispetto è essenziale per la convivenza democratica, per l’inclusione e la riduzione di conflitti, stimolato dall’attenzione nei confronti degli altri e delle regole di vita, è alla base delle relazioni, astenendosi da comportamenti che ledono gli altri, in quanto è accompagnato da empatia, tolleranza, onestà, accettazioni delle diversità e sincerità senza ferire o svalutare. L’importanza del rispetto dei sentimenti, in occasione dei primi amori, è valorizzata in Mezzamela di M. Bussola. ‘Viola e il blu’ dello stesso autore affronta il tema del rispetto degli stereotipi di genere e la libertà di essere se stessi, al di là del giudizio altrui. In ‘Un salto nel cielo’ di M. Esposito si valorizza il rispetto dei sogni. Rispettarli e perseverare nel raggiungerli, alimentando le proprie passioni, sulla base dell’incoraggiamento e dell’aiuto reciproco, senza lasciarsi fermare dal giudizio altrui e dall’incomprensione, sono i temi centrali che abbiamo individuato in ‘Il Gabbiano Jonathan Livingston’ di R. Bach. In ‘Zanna Bianca’ di J. London emerge l’importanza del rispetto sostenibile verso gli animali che vengono costretti a lottare per denaro o a partecipare a gare clandestine. Con ‘Mio fratello rincorre i dinosauri’ di G. Mazzariol si impara a rispettare e ad accettare le diversità e la disabilità, superando molti pregiudizi.

 

Nella nostra classe multietnica le differenze non sono un ostacolo, ma un’occasione di crescita che un gruppo di soli italiani non potrebbe offrire.

Siamo tutti diversi, eppure ci siamo accorti che esistono ponti invisibili che uniscono ogni cultura. Chi è, per esempio, che non ama la pizza? O chi non prova quell’ansia per le verifiche che accomuna Oriente e Occidente, vecchie e nuove generazioni? La sfida più grande, però, non è stata lo studio, ma il timore di non trovare amici e di restare soli. Un anno fa eravamo immersi negli stereotipi, che spesso innalzavano muri e limiti tra di noi. Fortunatamente, oggi il clima è cambiato: abbiamo capito che condividiamo gli stessi interessi e le stesse fragilità. Quei muri che prima sembravano impossibili da superare ora stanno diventando scale. Sono gradini che ci permettono di salire più in alto, di aiutarci a vicenda e di guardare, finalmente insieme, oltre ogni confine.  

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