Addio alle vacanze di tre mesi? Alunni, prof e famiglie dicono no
Revisione del calendario scolastico, la 2C della media ’Severino Ferrari’ di Molinella ha indetto un sondaggio Il 60% degli intervistati non vuole la riduzione della pausa estiva per introdurre uno stop in primavera
Negli ultimi mesi si è rinfocolato il dibattito sulla possibile revisione del calendario scolastico, a partire dall’idea di ridurre la durata delle vacanze estive a favore di pause in altri periodi dell’anno. La proposta, finalizzata a promuovere il turismo interno, è stata avanzata a inizio 2026 dall’ex ministra al turismo, Daniela Santanchè. In precedenza, anche l’assessora alla scuola della Regione Emilia-Romagna, Isabella Conti, aveva dato parere positivo a proposito di una riorganizzazione, ipotizzando di portare a 12 le settimane di stop (contro le attuali 14). Ma cosa ne pensano studenti, professori e più in generale la comunità scolastica? Per scoprirlo, la classe 2C della scuola secondaria di I grado ’Severino Ferrari’ di Molinella ha indetto un sondaggio. Hanno partecipato all’indagine 127 persone tra studenti (45,7%), famiglie (39,4%), docenti (14,2%) e personale scolastico (0,7%). Tra loro, circa il 60% valuta come adeguata l’attuale durata delle vacanze, tanto che, anche potendo scegliere tra configurazioni alternative, più della metà degli intervistati (54,3%) preferirebbe mantenere invariato il modello.
Questo nonostante il 59,1% delle persone ritenga che durante l’estate i ragazzi conservino solo in parte le competenze acquisite.
C’è d’altro canto molta incertezza a proposito dell’efficacia didattica di una riorganizzazione del calendario: il 22% pensa che ciò potrebbe migliorare l’apprendimento, il 35,4% lo considera solo possibile, il 18,1% lo esclude e il 24,4% non si sbilancia.
Il sondaggio mostra che oltre un terzo degli intervistati (37,8%) si adeguerebbe volentieri a vacanze estive più brevi, con stop di una settimana in primavera e in autunno. Sostanzialmente in pareggio la preferenza verso i papabili periodi di pausa. È apprezzata sia l’ipotesi di alcuni giorni di riposo nella seconda metà di febbraio (48,8%) sia quella di posizionarli a fine marzo o inizio novembre (52%).
Non stupisce poi che ci sia grande accordo sulla necessità di installare condizionatori nelle aule per tenere aperte le scuole nei mesi più caldi: il 63,3% degli intervistati la ritiene una misura indispensabile.
Le idee si fanno meno chiare se si guarda all’impatto economico e alla gestione della vita familiare e lavorativa: su entrambi i fronti solo il 40% sembra persuaso che le conseguenze sarebbero positive. Ma in ogni caso, la vera domanda è: l’Italia potrà mai attuare un progetto che, oltre a richiedere interventi onerosi, inciderebbe su consuetudini profondamente radicate?
Classe 2C
In Europa l’organizzazione dell’anno scolastico cambia molto da Paese a Paese. Le vacanze estive possono essere molto brevi, intorno alle 8 settimane, come avviene ad esempio in Francia, Belgio e Norvegia, oppure più lunghe, con sospensioni che sfiorano i 3 mesi come in Spagna, Grecia, Portogallo e, naturalmente, Italia.
Anche la data di inizio delle lezioni varia parecchio: nel Nord Europa si rientra già in agosto, mentre altrove si rimanda l’inevitabile suono della campanella a settembre.
Se invece si amplia lo sguardo, si vede che anche nella lontana Cina le scuole iniziano a settembre per poi terminare a luglio; in questo caso particolarmente sentite sono le festività associate al Capodanno cinese, a cadenza variabile.
In India, invece, la scuola prende di solito il via ad aprile per concludersi a marzo dell’anno successivo.
Al posto delle lunghe vacanze in stile europeo, si programmano periodi di pausa tra i mesi di maggio e giugno, e poi di nuovo in inverno. Ancora diverso il caso della Corea del Sud, dove la scuola inizia a marzo e prosegue fino a metà luglio.
Solo due settimane di sospensione delle attività, per ricominciare ai primi di agosto, continuando fino alla metà di febbraio, quando sono previsti altri 14 giorni di stop.
Al di là del calendario, il sistema scolastico coreano è famoso soprattutto per l’estrema competitività. Un approccio che non è il caso di prendere come esempio.
Classe 2C
Sono Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, le numerose le Regioni che hanno già deciso come organizzareilcalendario2026-27,considerandol’obbligo dei 200 giorni di scuola e l’intoccabile chiusura per le festività nazionali come il Natale, il 25 aprile e, dal prossimo anno, il 4 ottobre.
Per ora, i primi a partire saranno i ragazzi della provincia autonoma di Bolzano, zaini spalla già il prossimo 7 settembre. Proprio loro, oltre alle vacanze natalizie e pasquali – che per tutte le Regioni oscillano tra il 23 dicembre e il 7 gennaio e il 25 e il 31 marzo – hanno in programma altre due pause significative durante l’anno. Scuole chiuse dal 31 ottobre all’8 novembre e poi di nuovo dal 6 al 14 febbraio. Pegno da pagare per questi pitstop intermedi, la prosecuzione delle ore sui banchi fino al 16 giugno 2027.
Classe 2C