ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Giacomo Leopardi di Grottammare (AP) - 2A

L’Ue e le politiche di coesione. «Il confronto con Piergallini»

Gli studenti dell’Ic Leopardi di Grottammare: «Far squadra per cercare soluzioni condivise è un tema centrale, a maggior ragione in un momento storico come questo»

Discutere di UE e politiche di coesione è stata una sfida complessa ma in fondo avvincente: ci ha permesso di capire verso quali orizzonti l’UE guarda e come i fondi europei cercano di migliorare la vita delle comunità, allo scopo di promuovere solidarietà e pari opportunità. Per far ciò, ci siamo interrogati sulle parole, su cosa significhi secondo noi una «società più equa», ossia per noi una comunità dove i cognomi e i luoghi di nascita non decidano irrimediabilmente il nostro futuro, dove ci siano leggi e anche aiuti per chi parte più indietro, dove sbagliare non marchi per sempre e dove tutti possano avere opportunità, a partire dalle diverse specificità. Abbiamo approfondito poi l’idea di solidarietà come legame attivo dato che le persone non vivono isolate, ma fanno parte di collettività in cui è bene offrire e ricevere sostegno.

Ed è proprio una società come questa che l’UE si pone di favorire anche attraverso le politiche di coesione; ma cosa sono? Ad aiutarci a rispondere è stato Enrico Piergallini, professore, ex sindaco della città di Grottammare e oggi consigliere regionale e vice presidente del Consiglio regionale delle Marche, con cui abbiamo avuto il piacere di dialogare lo scorso 24 aprile. Piergallini ci ha subito invitato a riflettere sul prefisso «co» che rimanda ad un’idea di «unione», a differenza di «dis» che invece implica «separazione». Dunque «coesione» come unione, nel sostegno e nell’integrazione. Infatti, le politiche di coesione puntano, tramite risorse economiche che in parte provengono dal bilancio europeo e in parte dal cofinanziamento nazionale, a incentivare uno sviluppo sostenibile e a ridurre, seguendo il metodo dell’addizionalità (sostegno aggiuntivo alle regioni che ne hanno più bisogno), le disuguaglianze tra le diverse aree e i vari Paesi dell’UE, così che si possa crescere insieme. Durante il confronto ci si è chiesti come una comunità come quella di Grottammare si colleghi a una realtà grande come l’UE.

Si è aperta allora una finestra sull’essere cittadini europei e sul sistema di elezione dei rappresentanti italiani per il Parlamento europeo; si è fatto riferimento ad iniziative di cooperazione del comune con altre città anche estere (come Timeless Adriatic, su finanziamento europeo, per la valorizzazione degli orologi da torre storici, elementi artistici e risorsa per il turismo) e ai fondi del Pnrr alle scuole.

Insomma, quello del far squadra per cercare soluzioni condivise è un tema centrale, a maggior ragione in un momento in cui sembra che «la legge del più forte» voglia prendere il sopravvento e in cui ci sono conflitti alle porte dell’Europa orientale, nel vicino e Medio Oriente e non solo. E allora è nutrendo tutte le radici, fatte di Paesi e persone, che il futuro dell’UE può essere più solido.

Classe 2A

 

Il laboratorio di lettura che da due anni svolgiamo è riuscito a sorprenderci e a farci affezionare ai libri letti per noi ad alta voce dalla professoressa («Il lupo» e «La schiappa»), che ci hanno fatto vivere la stessa narrazione in modo condiviso. Ora abbiamo intrapreso, grazie a una biblioteca di classe, anche la lettura individuale: ognuno si immerge, anche solo per pochi minuti a lezione, nella propria storia, percependo la lettura come pratica e motivo di gratificazione. Nelle storie ritroviamo spesso coetanei alle prese con sfide e paure quotidiane; un libro però non comunica solo questo, ci fa fronteggiare termini nuovi quali: rettificare, arenarsi, meticoloso e spartana. Siamo anche stimolati a cogliere citazioni forti come «Sono un codardo e codarde sono le mie soluzioni», che ci colpisce. È soddisfacente terminare un libro: si ripensa all’impegno e al tempo investiti, poi si entra a contatto con l’estro che, si sa, è contagioso.

Classe 2A

 

In vista della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 2007 e che cade il 2 aprile, la nostra classe ha partecipato il 30 marzo al teatro Kursaal a un incontro promosso dall’organizzazione Omphalos, in collaborazione con il Comune di Grottammare, l’associazione Praesentia e l’IC Leopardi per ampliare le conoscenze di noi studenti e contrastare la discriminazione e l’isolamento dei ragazzi autistici. Ci hanno guidato gli esperti Dajana Carbonari, Raniero Di Gregorio e Jessica Silenzi. Inoltre molto importante è stata la testimonianza di Nicolò Scarnato, ragazzo autistico che si impegna in prima persona a sensibilizzare su questo tema. Gli interventi ci hanno permesso di mettere in discussione tanti stereotipi sul disturbo dello spettro autistico e di avvicinarci a delicati concetti ad esso collegati, come ad esempio: neuro divergenza, Stimming e Meltdown. Per far ciò, ci hanno proposto una potente metafora tratta da una serie tv che ha appassionato tanti ragazzi, «Stranger Things», proprio per comunicare che, dietro a tutto ciò che è visibile e considerato spesso «strano» nei comportamenti di una persona autistica, c’è un mondo sommerso che, per esser compreso e rispettato, va conosciuto. Opportunità come queste sono dunque preziose: ci consentono di conoscere, comprendere e sentire l’altro sempre un po’ di più.

Classe 2A

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