Muri e ponti, ma quanti significati. Chi unisce, chi protegge e chi divide
Gli alunni dell’istituto di Montegranaro sottolineano che nella vita di tutti i giorni «possiamo scegliere cosa costruire. Ma da sempre l’uomo ha sentito il bisogno di difendersi dall’altro»
Muri e ponti non sono solo costruzioni, spesso possono avere un significato simbolico. I muri possono proteggere, ma anche impedire l’incontro e il dialogo tra le persone, dividono e separano, possono essere invisibili e rappresentare le pareti che abbiamo dentro di noi, possono rispecchiare la paura per il diverso, i pregiudizi e l’egoismo. I ponti, al contrario, uniscono ciò che è diviso; servono a superare ostacoli naturali o, in senso metaforico, rappresentare il dialogo, la comprensione e la collaborazione. Costruire un ponte significa cercare un incontro e spesso trovare soluzioni pacifiche, creare legami nonostante le differenze e favorire il rispetto. Nella vita di tutti i giorni possiamo scegliere se costruire muri o ponti. Da sempre l’uomo ha sentito il bisogno di difendersi dall’altro: i cinesi iniziarono ad erigere la Grande Muraglia nel VII sec. a.C. per proteggersi dall’invasione mongola ed oggi si estende per ben 21196 chilometri; Adriano fece costruire il ‘suo’ Vallo, un’imponente fortificazione in pietra, nella prima metà del II sec. per prevenire le incursioni dei Pitti in Britannia. Nel 1961 venne innalzato il Muro di Berlino, lungo 150 chilometri, per separare Berlino Est da Berlino Ovest e le loro rispettive ideologie. Di recente ricordiamo, in particolare, le Peace Lines dell’Irlanda del Nord, serie di muri di separazione costruiti nel 1969 dopo gli scontri tra i protestanti lealisti e i cattolici indipendentisti; il muro di sabbia lungo oltre 2720chilometri eretto dal Marocco nel 1982 per tenere fuori il popolo Sahrawi; la Barriera di separazione israeliana, lunga 730 chilometri, che ha lo scopo di impedire l’infiltrazione di terroristi palestinesi; il muro di 175 chilometri voluto dal Presidente dell’Ungheria Orbàn per impedire l’accesso agli immigrati e, con lo stesso fine, la barriera che divide gli Usa dal Messico.
Anche la Dingo Fence in Australia, recinzione lunga 5614 chilometri, se da un lato ha protetto gli allevamenti di pecore dai dingo, dall’altro ha alterato l’ambiente naturale. Facciamo in modo, allora, che i muri diventino ponti, come oggi sono i resti del Muro di Berlino, trasformati in memoriali e attrazioni storiche, o il Muro di John Lennon a Praga, simbolo della libertà di espressione e della resistenza o ancora il Wall of Dolls, il muro delle Bambole installato a Torino contro la violenza sulle donne. Anche lo sport può rappresentare un ponte: le attuali immagini delle Olimpiadi ci riportano gli abbracci degli atleti provenienti da ogni parte del mondo e nel film ‘I bambini di Gaza’ due ragazzini diventano amici accomunati dall’amore per il windsurf, contro ogni pregiudizio inculcato. Vogliamo concludere con una frase di Italo Calvino: «Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori».
Scuola media Montegranaro, coordinata da Antonella Cerquetti.
Un ponte tra mare e terra e tra terra e cielo è rappresentato dalla Riserva Naturale Regionale Sentina, le cui attività sono finalizzate ad interventi di recupero e valorizzazione ambientale, come il ripristino della zona umida, il restauro di casolari e la difesa della costa dall’erosione.
Può essere visitata a piedi o in bici ed è possibile osservare piante rare utilizzate in cucina, come medicinali, per produrre carta o per la costruzione di oggetti come canne da pesca, bastoni da passeggio e strumenti musicali, ed una ricca fauna: gli uccelli migratori vi sostano per rifocillarsi, nidificare e allevare prole. Sono presenti pure rettili, come la biscia dal collare; anfibi, come il rospo smeraldino; mammiferi, come la lepre ed invertebrati come le libellule. Fondata nel 2004 alla foce del fiume Tronto, misura circa 180 ettari ed ha una storia affascinante: nel 1500, quando la zona venne attaccata dai pirati, vi venne costruita una torre milita-re a pianta cilindrica. Nel 1600, quando si diffuse la peste, diventò un alloggio per le guardie, un deposito di merci e un carcere. Nel XVIII sec. appartenne allo Stato Pontificio che poi la passò ad altri proprietari fino a diventare, grazie ad opere di bonifica, un borgo per pescatori e contadini. Oggi è sede del Centro di Educazione Ambientale, nato per sensibilizzare adulti e bambini alla conoscenza della natura e al rispetto della sua biodiversità.
Anche le parole possono diventare muri se feriscono o escludono o trasformarsi in ponti quando portano a comprensione. «Ma io stavo solo scherzando» è la frase più ricorrente per giustificare offese, ‘meme’, battute pesanti, soprattutto nei confronti dei più deboli o dei più sensibili. E se un tempo la casa rappresentava un rifugio sicuro, oggi, a causa dei social, i problemi ci inseguono ovunque e una notifica può distruggerci. Questo è il momento di dire ‘no’ ai leoni da tastiera, di non restare in silenzio ma usare le parole per denunciare e difendere. Sabato 7 Febbraio, in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, il nostro istituto ha voluto sensibilizzare chi ci sta intorno sul tema della non violenza e su ogni forma di prevaricazione attraverso delle riflessioni in classe, decorando tshirt blu con slogan e firme di tutti noi alunni.
Classi I e III B: Amina Afif, Aurora Guardiani, Camilla Nasini, Maria Tirabasso