Un film sulla piaga del bullismo «Solo se lo affronti, lo sconfiggi»
I ragazzi della 2ª A hanno realizzato a Rimini un lungometraggio: dedicato a un ragazzo che si è tolto la vita dopo le violenze subite
«Il silenzio protegge il bullismo.
Ogni parola lo indebolisce. Queste sono le voci di chi ha scelto di parlare. Oggi si rompe il silenzio».
Anche noi abbiamo contribuito a rompere il silenzio attraverso la nostra partecipazione alla realizzazione di un lungometraggio sul bullismo, realizzato a Rimini, insieme ad altri 600 ragazzi provenienti dalle scuole di diverse regioni italiane. Dal tre al cinque novembre gli alunni delle classi seconde del nostro Istituto hanno partecipato ad un’iniziativa molto significativa e importante. Fare questa esperienza ci ha fatto capire che il bullismo è una piaga che va sconfitta, non scappando dal problema, ma affrontandolo. Questo è quello che ci hanno insegnato durante la nostra permanenza a Rimini, dove siamo stati protagonisti sul set cinematografico di un progetto che ha trasformato studenti in attori, in tecnici, in comparse e soprattutto in testimoni di una realtà che non può più essere ignorata.
Il 7 febbraio, in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo, Mondo Rec ha deciso di proiettare in tutte le scuole d’Italia la pellicola intitolata “Il cielo che si spegne nel mare”, per sensibilizzare sulle tematiche che purtroppo molti ragazzi affrontano quotidianamente. Questo lungometraggio è stato dedicato a Paolo Mendico, un ragazzo in provincia di Latina, che l’11 settembre 2025, all’età di soli quattordici anni, si è tolto la vita perché sin dalle scuole elementari subiva violenze psicologiche e fisiche, veniva spesso deriso per la sua sensibilità e i capelli lunghi. Il film racconta la storia di due fratelli: Giorgio e Andrea.
Dopo la morte di Giorgio, la famiglia decide di trasferirsi in Romagna per provare a ricostruirsi una vita lontana dai ricordi e dalle sofferenze subite. Ma neppure a Rimini riescono a scappare da questa orribile piaga che è il bullismo, perché anche qui incontreranno persone che faranno rivivere loro quei momenti di terrore e paura già drammaticamente vissuti. Quindi il bullismo è ovunque e anche noi ne siamo testimoni, perché anche nelle nostre piccole realtà si sono verificati casi di vessazioni con atti di prepotenza e violenza a soggetti considerati più deboli. Questo film racconta anche il coraggio di chi trova la forza di chiedere aiuto, di chi sceglie di schierarsi, di chi decide di non restare indifferente, di chi anche solo con un piccolo gesto decide di fare la differenza. Essere protagonisti sul set è stata un’esperienza straordinaria, ma essere protagonisti nella vita è una responsabilità che noi abbiamo deciso di assumerci, perché il bullismo vive nel silenzio, ma muore quando qualcuno trova il coraggio di dire “basta”. E noi, da oggi, abbiamo scelto di essere quella voce, “di rompere il silenzio”. Non possiamo cambiare quello che abbiamo fatto in passato, ma possiamo migliorare il futuro.
Classe 2ª A, Raffaello Sanzio
I dati dicono che circa 7 ragazzi su 10 hanno subito bullismo o cyberbullismo e che quest’ultimo colpisce di più le ragazze. Abbiamo intervistato alunni e docenti della nostra scuola che in passato sono state vittime: si sono sentiti soli e tristi, ma per fortuna non hanno mai pensato di farsi del male.
Ma questo come si risolve? Uno ha detto di essere stato meglio capendo che i bulli dicevano solo cose false. Tanti hanno detto che è più facile parlare con gli amici che con i genitori, ma che solo loro e la scuola possono risolvere la cosa. Molte vittime hanno detto di aver bullizzato a loro volta, ma ora sono pentiti. Un prof rivela di essere stato bullizzato e di ricordarlo ancora, un altro confessa di essere stato vittima e bullo e spiega come combattere il bullismo a scuola. Secondo la gran parte degli intervistati il bullismo è aumentato anche per via dei Social.
Classe 1ª A “R. Sanzio”
Gli alunni della scuola secondaria di I grado “Raffaello Sanzio” hanno partecipato in maniera differente alla realizzazione del lungometraggio “Il cielo che si spegne nel mare”. Alcuni di loro sono stati intervistati. Tommaso ha recitato nel ruolo di Marco, vittima di Bullismo: “Interpretare questo personaggio mi ha aiutato a capire cosa prova la vittima nel momento di sofferenza – dichiara – perché dietro a un sorriso si può celare un dolore immenso”. Shadi ha interpretato un ruolo molto diverso, cioè quello del prepotente. “Il ruolo mi ha fatto riflettere sul fatto che bullizzare è sbagliato. Vestire panni che non mi appartengono è stato strano – dice – ma sono stato contento di aver avuto un ruolo”. Anche Cesare ha recitato la parte di un bullo: “Ciò mi ha fatto capire che una vittima può soffrire anche a causa di una piccola parola – afferma ammetto che mi sono sentito a disagio ad interpretare questo ruolo, ma ho riflettuto molto.
L’esperienza è stata molto interessante”. Altri ragazzi hanno realizzato alcuni spot di sensibilizzazione sul tema. Tra questi Crishelle che ha dato un’opinione sul lungometraggio: “Penso che possa aiutare a contrastare il fenomeno del bullismo – risponde – perché manda un messaggio visivo, quindi diretto e più interessante per noi giovani”.
Classe 2ª B Raffaello Sanzio