L’Avis in classe: «Ecco come si dona»
Gli studenti hanno incontrato i volontari per capire l’importanza della solidarietà verso gli altri
Nell’ambito delle attività di Educazione Civica messe in atto dalla nostra scuola, il 6 febbraio scorso noi alunni della 2A del Plesso Manzoni dell’Isc Nord abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con Marco Lorenzetti, presidente dell’Avis di San Benedetto, e con la dipendente Ilenia Marinelli, che da più di vent’anni si occupa di donazioni.
Non si tratta di doni a cui noi ragazzi siamo soliti pensare ma di qualcosa di davvero speciale: il nostro sangue, un elemento che ci accomuna ma che allo stesso tempo ci rende differenti gli uni dagli altri.
Abbiamo infatti appreso che non esiste un solo tipo di sangue ma diversi; il più importante è lo 0- che può donare a tutti i gruppi sanguigni ma può ricevere solo dal suo stesso gruppo. Oltre ad esso anche il gruppo AB+ può ricevere da tutti i gruppi sanguigni. L’ A+ e lo 0+ invece sono i più comuni. Possono donare sia gli uomini che le donne, dai 18 ai 70 anni d’età, con un peso minimo di 50 kg; servono, inoltre, la giusta quantità di ferro ed emoglobina, presenti all’interno dei globuli rossi. Gli uomini possono donare ogni novanta giorni per un massimo di quattro volte l’anno mentre le donne in età fertile per un massimo di due. Oltre al sangue si può donare anche il plasma. Prima di donare i volontari devono compilare, in modo del tutto sincero, un modulo per la rilevazione delle informazioni di salute essenziali. Viene poi misurata la pressione arteriosa e si sostiene un colloquio con il medico competente; infine ci si sdraia su una comoda poltrona. Il sangue prelevato, raccolto in apposite sacche, è pesato e tenuto in movimento da bilance basculanti con funzione di prevenire la formazione di coaguli. Esse vengono poi «clampate» e dopo la lavorazione, depositate nell’emoteca, un apposito frigorifero, fino ad un massimo di quarantadue giorni.
Adesso passiamo alle curiosità: si può donare avendo fatto uso di sostanze? Sì, in caso di uso occasionale ma dipende da quali: se si è fatto uso di cannabis si può tornare a donare dopo un periodo di sospensione mentre se si è fatto uso di droghe «pesanti», come la cocaina, allora non si può più farlo. Anche con il diabete si può donare, ma solo se ben controllato e se non curato con l’insulina. Non dobbiamo infine dimenticare che quello che rende la donazione una «macchina perfetta» è ciò che la mette in azione: ossia un atto gratuito. I donatori sono volontari e quindi non vengono pagati; ricevono solo un buono per la colazione post-donazione. Ma l’Avis non manca di ricompensare i suoi membri: radicata sul territorio dal 1947 oggi conta ben 3100 associati, una comunità con una forte identità, che mette in atto iniziative sociali importanti come la concessione di borse di studio ai giovani più meritevoli che hanno conseguito il diploma. Ricordiamoci sempre che non serve essere supereroi per salvare una vita: basta un braccio!
L’articolo su ’CANminando’ è della IA e quello sul metodo Montessori della VA Montessori plesso Caselli. In azione i prof Scilla Scarpantoni, Anna Laura Presutto, Tanya Angela Vicoli e Maria Magliulo.
Nel mese di gennaio abbiamo partecipato al progetto ’CANminando insieme’, un’iniziativa di grande valore educativo. Le conduttrici dell’incontro, la dottoressa Mercy De Donatis, addestratrice ed educatrice cinofila e referente provinciale delle Guardie zoofile Legambiente Marche, insieme alla volontaria Maria Pia Bianchini, ci hanno spiegato come avvicinarci e comportarci correttamente con i cani, sia nostri sia sconosciuti. Vere protagoniste della giornata sono state, ad ogni modo, due splendide labrador: Ola e Miral.
Ola, cane da dog therapy, è dolce e tranquilla e abbiamo potuto accarezzarla; con il suo essere accogliente, trasmette serenità e aiuta le persone più fragili. Miral, più vivace ed impetuosa, è invece addestrata per il recupero di persone scomparse. Abbiamo anche assistito a una affascinante simulazione: un professore si è nascosto e Miral lo ha ritrovato seguendo una sua traccia, predisposta in precedenza da Mercy. È stata una dimostrazione della grande competenza e dell’empatia necessarie nel prezioso rapporto tra uomo e animale. Questo progetto ci ha insegnato, infatti, quanto sia importante il legame tra cane e uomo e quanto questi animali possano compiere azioni straordinarie, a volte persino eroiche.
Questi 5 anni sono un sacco pieno di ricordi che vogliamo condividere trasportandovi nell’universo montessoriano. Non possiamo non citare Maria Montessori e i principi cardine del suo metodo, sintetizzandolo con uno dei suoi insegnamenti: «Quello che la mano fa, la mente ricorda». Qui abbiamo imparato ad apprendere in modo coinvolgente e stimolante con l’esperienza dei materiali e i compiti di realtà, è stato un percorso avventuroso ed emozionante. Intervistiamo i protagonisti di questo viaggio cosmico, domandiamo cosa desiderano portarsi alla scuola secondaria. Eccoli qui tutti seduti ad isole felici. «Buongiorno a tutti! Cosa vi piacerebbe portare con voi del metodo Montessori?». «Sicuramente l’aver imparato ad apprendere attraverso l’uso dei materiali, in modo interattivo e divertente. Abbiamo un ricordo speciale che porteremo sempre con noi: il nostro Jeremy, un simpatico scheletro, maestro di scienze.» E vai in missione verso nuove stelle!
La pagina di oggi è a cura dell’ Isc Nord di San Benedetto. L’apertura è di Alessia Alessia, Emma Castelletti, Giulia Ciabattoni, Martin Ciovacco-Silveri, Ylenia De Angelis, Sirio Fumato, Nicole Gabrielli, Paolo Granato Raggi, Jacopo Grazioli, Davide Iannelli, Daria Andrea Ionita, Yasser Khelifa, Stefano Marino, Samuele Napoletani, Sara Neri, Andrea Patrizi, Beatrice Rosati, Elisa Rosati, Achille Stampatori, Zoe Vaccaro, Nicole Vannicola, Giulia Venturini, Daniel Xhaferri, Alessandro Zaccaria, Ilaria Maria Zaccaria, Alessandro Zanchè (IIA plesso Manzoni).