La sfida cruciale dell’inclusione. «Servono sforzi e tanta pazienza»
Gli allievi della 2ª B raccontano le loro esperienze in classe Ad esempio con due ragazzi senegalesi, che riferiscono le loro difficoltà, e uno autistico
In questo articolo vogliamo affrontare un tema molto importante e sempre attuale in tutti i contesti scolastici, quello dell’inclusione.
Possiamo dire che nella nostra classe non sempre i rapporti sono distesi, perché come in tutte le “famiglie” possono esserci tensioni (non siamo angeli!) ma ci si sforza affinché noi tutti possiamo star bene fra gli altri. Nel nostro gruppo ci sono diversi ragazzini che hanno dovuto affrontare una fase difficile prima di sentirsi a casa e vorremmo riportare le loro testimonianze su cosa abbia significato entrare in un gruppo classe partendo praticamente da zero.
B: «Provengo dal Senegal – dice il nostro compagno – e inizialmente in questa classe nessuno mi parlava e io avevo timore di fare amicizia, però dopo un po’ ho cominciato a socializzare con quelli che sono diventati miei compagni e grazie a loro sto imparando l’italiano sempre meglio e giochiamo insieme».
M: «Sono senegalese e, arrivato qui, avevo molta paura di essere bullizzato per via del colore della mia pelle, invece nessuno mi ha mai preso in giro, anzi, ora sono amico di tutti e mi trovo molto bene». F: «Ho cambiato scuola e solamente quest’anno sono entrato a far parte dell’IC Marco Polo. Inizialmente mi sentivo a disagio e solo, ma subito sono stato accolto e ho socializzato velocemente, così posso dire di essere felice di essere capitato in questa classe».
Nel nostro gruppo poi c’è anche M. un ragazzo autistico che ama molto interagire e stare fra i suoi compagni. Non sempre siamo bravi a socializzare con lui ma in questi anni abbiamo fatto molte attività con i professori per aiutarlo a stare bene. Ogni mattina, ad esempio, lui fa l’appello e posiziona le foto dei presenti sulle opportune caselle con i nostri nomi, partecipa alle gite ed è contento, gli piace colorare e facciamo lavoretti di fantasia perché sa essere molto creativo, a volte quando urliamo si agita ma abbiamo imparato a calmarci, oppure si arrabbia se gli chiediamo di condividere la merenda, perciò evitiamo di turbarlo! In occasione della «giornata dei calzini spaiati», finalizzata a promuovere la diversità, l’inclusione e l’accettazione, M. ha elaborato un piccolo lavoretto pratico con l’aiuto delle sue insegnanti, adesso si trova esposto fra i corridoi di scuola, cosicché possa sentirsi a casa appena entrato.
È difficile – possiamo dire per concludere – per tutti essere inclusivi ed essere inclusi, ci vuole tanta pazienza. Speriamo, però, di essere stati di ispirazione per tante altre realtà complesse e piene di differenze come la nostra.
Classe II BT
La scuola negli anni è cambiata e sono mutati i rapporti tra docenti e studenti. Abbiamo raccolto delle testimonianze: una prof afferma che gli studenti sono difficili da gestire, un’altra che hanno meno senso di responsabilità e rispetto in confronto al passato. C’è chi riconosce in loro anche aspetti positivi, come dichiarano i collaboratori scolastici, che grazie agli alunni si sentono giovani.
E qual è il punto di vista degli studenti? Alcuni si lamentano di dover studiare in più perché le spiegazioni sono veloci, per altri non c’è alcun problema: a loro non piace studiare! C’è chi riporta che preferisce i professori che spiegano chiaramente e sono sorridenti, oppure quelli che fanno lezioni non solo usando il testo, o chi fa paragoni fra l’argomento di studio e la vita vera. Fra tutti, la tipologia di docente più apprezzata è quella del prof che ama ciò che fa!
Classe II D
La grande maggioranza di noi giovani studenti è ansiosa per via delle verifiche e, di conseguenza, delle valutazioni che spesso sembrano ingiuste. Per molti, i professori possono apparire severi, ma in pochi sono abituati a ragionare sulla qualità della propria “prestazione” in ottica autovalutativa. Ascoltiamo delle testimonianze.
Provi ansia per le verifiche? A: «Ne ho molta per il timore di un brutto voto e della reazione dei miei genitori che pretendono sempre voti alti». L: «Provo ansia quando penso di non aver studiato adeguatamente; se sono consapevole di essermi preparato bene, mi sento tranquillo». G: «Io temo di fare una cattiva impressione sui professori, anche se ho studiato».
Cosa pensi sia positivo delle valutazioni? A: «Penso che siano utili a capire se il metodo di studio è valido». L: «Sono utili per i professori per capire l’efficacia delle lezioni». E cosa negativo? G: «Una cosa negativa è il fatto che alcuni studiano solo per il bel voto e per accontentare i genitori». L: «Per me gli alunni che di solito raggiungono risultati bassi, vengono penalizzati anche se in una verifica meriterebbero un bel voto». Concludendo, esistono aspetti positivi nelle verifiche e nelle valutazioni, ma vorremmo sentirci più a nostro agio e imparare ad imparare dai nostri errori!
Classe II D