ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

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IC Leopardi di Pesaro (PU) - 2A, 3B, 3C

Un sogno chiamato ’Talia’. Così Ismael cercò il suo destino

Il tema delle migrazioni visto attraverso gli occhi un ragazzo Cronaca di una speranza che non affonda nemmeno quando tutto il resto scompare tra i flutti

In questo periodo a scuola abbiamo letto «La storia di Ismael, che ha attraversato il mare» dell’autore Francesco D’Adamo, su proposta della nostra prof di Italiano, che tratta di un tema sempre molto attuale: l’emigrazione, e abbiamo avuto modo di fare delle riflessioni. Abbiamo conosciuto un personaggio di poco più grande di noi, il protagonista, figlio di genitori che erano un pescatore e una donna delle sabbie che non lavorava ma stava a casa. Ismael inizia a pescare con il padre dall’età di 9 anni, e impara da lui tutte le tecniche della pesca, e impara anche a nuotare. Poi però durante un’uscita notturna a causa di una tempesta in mare, il padre non torna più a casa e la barca fa naufragio. Così la sua famiglia ora composta da sua madre e due sorelle più piccole, diventa ancora più povera e lui unico uomo di casa vorrebbe lavorare per aiutare la sua famiglia, ma non c’è lavoro presso la bottega del suo amico né al ristorante del villaggio ormai poco frequentato.

Ismael decide di ascoltare il consiglio e cercare fortuna in «Talia», cosi lui chiamava l’Italia. Il luogo in cui era nato si è rovinato dopo l’arrivo delle ciminiere e il mare non dà più pesce, lui non ha più un lavoro, né la barca, né il padre. Per Ismael partire sembra l’unica soluzione, per guadagnare dei soldi per aiutare la sua famiglia. Cosi con i soldi prestati da un amico tenta il viaggio della speranza con mille timori. Sale su una barca dopo ore di attesa insieme a tantissima gente. La barca è piccola e contiene molte più persone di quelleche avrebbe potuto. La barca non sopporta una tempesta ed ad ogni onda qualcuno cade in mare ed anche Ismael è in attesa della sua onda. La barca affonda, tutti muoiono davanti a lui ma Ismael sopravvive perché lui sa nuotare e un pezzo di legno lo aiuta a galleggiare tutta la notte finché lo salvano dei pescatori italiani e lo portano a riva. Viene soccorso e rimesso in piedi. Quando ha la possibilità di guardarsi allo specchio non si riconosce più perché è sbiancato nella pelle e nei capelli e sembra un vecchio, tanto che quando rivela la sua età nessuno gli crede.

Nonostante sia sopravvissuto e sia stato fortunato rispetto a tutti gli altri, il suo destino non è quello di rimanere, perché non ha i documenti, visto che in mare ha perso veramente tutto; quindi viene rimpatriato secondo la legge e in poco tempo si ritrova al punto di partenza, di nuovo a casa con la sua famiglia. Secondo noi ha comunque fatto bene a provare a cercare fortuna altrove. Il suo villaggio era povero e senza opportunità di lavoro e noi avremmo fatto lo stesso, perché bisogna sempre cercare di migliorare le proprie condizioni di vita. La scelta è stata di certo molto difficile, i rischi tanti, di sicuro un’esperienza che lo ha segnato, ma almeno ci ha provato!

 

A scuola in questo periodo abbiamo studiato sul libro di Storia, Galileo Galilei, l’inventore del metodo scientifico o sperimentale. Il nuovo metodo ideato da Galileo consiste nell’osservazione diretta dei fenomeni naturali o simulati in laboratorio con esperimenti. Da essa si passa alla formulazione di ipotesi e la loro verifica attraverso un numero elevato di misurazioni di precisione. Infine si arriva all’individuazione delle relazioni matematiche che regolano tali fenomeni e quindi la formulazione delle leggi che permettono di prevederli e controllarli. Quindi ogni teoria ha bisogno di prove ricavate da osservazione e studio.

Al giorno d’oggi ci troviamo davanti moltissime informazioni, notizie e teorie che ci arrivano dai social, dai video o riportate dagli amici che non sempre sono vere; possono farci credere il falso, ingannarci o addirittura truffarci! Galileo ci ha insegnato che dietro ogni notizia o affermazione ci deve essere osservazione, ricerca e studio per dimostrarla, altrimenti vuol dire che non sono provate e quindi spesso fasulle! Molti di noi non si fanno queste domande e ci credono subito e così vengono ingannati! Noi abbiamo imparato da Galileo che bisogna applicare il metodo scientifico o capire se qualcuno l’abbia fatto per noi, che abbia verificato le fonti e ci dia quindi le prove per credere.

 

Settimana sportiva fuori dall’aula Dal 5 al 10 gennaio 2026 molti studenti dell’Istituto Leopardi di Pesaro si sono recati alla località sciistica del Passo del Tonale, dove hanno passato una settimana di scuola interamente sugli sci. I ragazzi hanno alloggiato in una struttura proprio davanti all’impianto sciistico e per quattro giorni hanno seguito lezioni di sci per quattro ore al giorno, con maestri specializzati. Il primo giorno sono stati divisi in 3 grandi gruppi basati sul livello di competenza sugli sci: base, intermedio e avanzato, poi sono stati ulteriormente divisi in vari sottogruppi. L’ultimo giorno è stata organizzata una piccola gara di fine corso che consisteva nel fare una discesa a slalom fra alcuni ostacoli. Nel pomeriggio si sono tenute le premiazioni e così si è conclusa la fantastica esperienza di scuola sugli sci.

Geminiani, Federico Panajoli, classe III C 

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