L’ansia del primo giorno di scuola. «La paura ha lasciato spazio ai sorrisi»
Gli studenti della III A della scuola Piero Calamandrei di Sogliano raccontano l’esperienza all’inizio delle medie Ora hanno terminato le iscrizioni alle superiori e pensano già all’ultimo ostacolo: la prova finale dell’esame
Si sono chiuse le iscrizioni alle scuole secondarie di secondo grado. E, ognuno di noi, dopo scambio di opinioni e consigli ha scelto l’incipit del suo futuro. Presa la decisione, ci siamo sentiti più leggeri; così la nostra memoria è volata al passato, a ricordare come abbiamo vissuto la vigilia dell’ingresso alle medie. Molti di noi erano preoccupati. Tutti avevamo delle aspettative. Si sono realizzate? Gloria ci ha parlato del giorno che ha preceduto l’inizio delle medie: aveva paura, perché i maestri dicevano che erano molto difficili; oggi le trova bellissime e facili. Temeva che l’avrebbero presa in giro e di non esserne all’altezza. Ricorda ancora di essere stata pensierosa sul letto a rigirarsi per parecchie ore la notte prima. Il rapporto con i compagni nel tempo, è cambiato: in prima veniva trattata un po’ male, non per l’estetica ma per il carattere e ciò l’ha cambiata molto; poi si è fatta degli amici, che ha tuttora; piano piano si è abituata alla scuola e ha imparato a stare bene con se stessa, diventando più sorridente e scherzosa. Del resto la scuola non è un carcere, ci sono aule spaziose, libri nuovi, laboratori funzionali. Secondo lei l’unica fatica che si fa è quella di alzarsi dal letto. Le sue aspettative si sono realizzate, perché ha appreso molto: negli anni anche i voti si sono alzati, grazie a un metodo di studio, che si è via via consolidato (fatto di attenzione in classe; sottolineatura delle parole chiave nel testo; ripetizione dell’argomento a casa).
Anche Atanasia al suo ingresso nelle medie era abbastanza agitata, perché veniva da una scuolina in cui, in quinta, erano solo in quattro, e pensare che sarebbe entrata a far parte di un gruppo di una ventina di alunni le ha creato ansia. In prima media era un po’ timida, poi si è aperta, e oggi ha legato tantissimo con tutti. In questi tre anni ha imparato il francese, ha scoperto tecnologia, materia che le piace molto. La scelta delle scuole superiori si è basata proprio su quest’ultima disciplina; ha potuto fare arte in maniera molto più seria. Il rapporto con i prof è quasi sempre andato bene.
Riguardo al primo anno ha condiviso il ricordo di una prof di matematica estremamente severa, ma tutta la classe con i suoi insegnamenti è migliorata. Il percorso delle medie l’ha fatta crescere, ha capito che le difficoltà incontrate sono servite per imparare ad affrontarle e a superarle con successo. Pertanto, ai compagni di quinta direbbe che è normale avere agitazione, perché sarà una nuova esperienza ma, allo stesso tempo ‘non preoccupatevi troppo, perché sicuramente vi troverete bene e farete nuove amicizie’.
Martina ha riferito che la vigilia dell’ingresso alle medie l’ha vissuta abbastanza tranquillamente.
Nel pomeriggio ha giocato, scherzato non pensando al giorno successivo. Quando è andata a dormire non riusciva a lasciarsi andare al sonno e pensava all’indomani, ai compagni, ai prof (esigenti o no?), al modo in cui si sarebbero svolte le interrogazioni, al numero delle verifiche. Del primo giorno ricorda ancora il ‘benvenuto’ dei prof (molto sorridenti), nell’aula i banchi disposti a isola, varie attività divertenti di presentazione per rompere il ghiaccio; quel giorno, tornata a casa, ha riferito tutto alla sua mamma. Durante la scuola media ha fatto amicizia con tutti, ha imparato nuove materie (Epica, Letteratura, Algebra, Francese, Tecnologia) e a suonare il flauto dolce; ha imparato a conoscersi meglio, a usare un lessico più appropriato per la sua età e, infine, a crescere grazie alle molte esperienze vissute a scuola. A un compagno di quinta primaria suggerirebbe di non aver paura, perché all’inizio è normale sentirsi spaesati, di organizzarsi con i compiti, di ascoltare i prof, di non scoraggiarsi davanti alle difficoltà, di non preoccuparsi se all’inizio si prenderanno voti bassi o se non si andrà bene nelle nuove materie, perché ai problemi si trova sempre una soluzione. Dopo l’intervento di Martina, dato che vogliamo essere sinceri fino in fondo, è necessario scrivere che per qualcuno di noi gli anni alle medie sono stati veramente difficili, ma anche questi compagni, per fortuna, pochi, sono soddisfatti dei traguardi raggiunti. Anche per Viola il primo giorno di scuola media è stato un cambiamento di vita enorme. Sentiva emozione e ansia: quest’ultima nasceva, principalmente, pensando alla bocciatura. Sapeva che si sarebbe dovuta impegnare al massimo. Sapeva della possibilità di prendere annotazioni e richiami. Abituarsi a dare del ‘lei’ ai prof è stato complicato, ma poi è diventata un’abitudine. Come è diventata un’abitudine trascorrere ricreazioni di dieci minuti. Ha imparato tanto di arte, la sua materia preferita, e di musica. Aveva sentito dire che le medie erano il periodo più difficile e, infatti, pensa ancora che lo siano, ma ora, che è alla fine dell’ultimo anno, è quasi certa che le mancherà tutto e soprattutto i compagni. Quello che vorrebbe dire a un alunno delle elementari è di stare tranquillo, perché non serve a nulla avere ansia: si è a scuola per imparare dagli errori. Lei ha imparato ad essere più responsabile: in quinta le faceva lo zaino la mamma, ma alle medie lo ha sempre fatto da sola.
Linda del primo giorno alle medie ha il ricordo di essersi sentita emozionata e un po’ nostalgica (al pensiero di non rivedere i maestri); aveva paura delle novità come il dare del lei, l’alzarsi in piedi quando i prof entrano in aula, dei troppi compiti. Col passare dei mesi le paure, le insicurezze sono piano piano diminuite, perché, anche se nel tempo il carico di studio è aumentato, ha imparato a organizzarsi meglio. Le è piaciuto apprendere due lingue straniere e imparare diversi sport (Hiba, pallavolo, yoga, basket, kung fu, tennis). Non ha dimenticato la fatica, che lo studio ha richiesto, ma ha scoperto che, quando si impegna, raggiunge gli obiettivi. Ha ammesso di non aver saputo sempre gestire lo stress, legato all’adolescenza, e la pressione dei risultati delle varie materie.
Ogni anno si è dovuta abituare a ‘nuovi’ metodi di insegnamento a causa del cambio dei prof, da cui si è sentita capita e compresa. Ha detto che, anche se a volte sono stati severi ed esigenti, si sono comunque dimostrati sensibili, che hanno dedicato tutto il lavoro agli studenti. Anche lei non può che tranquillizzare gli alunni della primaria; ha suggerito di organizzarsi bene con lo studio e di non sottovalutare i compiti in classe scritti (ha affermato lo stesso pensiero Gaia). Le medie l’hanno resa una persona migliore e più matura. Ed è con tristezza, e non è l’unica tra noi, che lascerà i compagni e i prof, ma il ricordo sarà sempre forte e non si cancellerà mai dal cuore. Resta solo un ultimo ostacolo, che insieme supereremo ossia l’esame di stato, ma siamo certi che ‘sarà un successo per ognuno di noi’!