C’è stato ’Il Safer Internet Day’. «Noi lo abbiamo trascorso così»
La giornata mondiale per la sicurezza in rete, istituita nel 2004 dall’Unione Europea, per la sensibilizzazione sui rischi del web è stata raccontata dalle classi II E e G dell’Isc Nardi
Il ‘Sid’ è la giornata mondiale per la sicurezza in rete, nota con la locuzione inglese Safer Internet Day ed è istituita nel 2004 dall’Unione Europea per la sensibilizzazione sui rischi che comporta l’uso di internet. Il Safer Internet Day quest’anno è stato celebrato martedì 10 febbraio in contemporanea in oltre 160 nazioni in tutto il mondo.
La nostra giornata è iniziata lunedì 9 febbraio alle 8.30, al teatro comunale di Porto San Giorgio per un incontro sull’uso corretto e consapevole della rete. Abbiamo ascoltato Emanuele Frontoni, professore di informatica Unimc e Codirector del Vrai Vision e Robotics e Artificial intelligence Lab, Giacomo Bacalini, studente, fotografo e Smm Afc Fermo e Paolo Nanni, comunicatore Ambito XIX, che ci hanno parlato anche dell’uso corretto dell’Intelligenza Artificiale.
Nel pomeriggio, invece, l’incontro era rivolto ai genitori e ai docenti, i relatori erano Lorenzo Lattanzi, presidente Aiart Marche, Stefania Garassini, docente universitaria alla Cattolica di Milano, e lo stesso Frontoni oltre a discutere dei rischi della rete, si sono interrogati sul perché lo smartphone sia così importante per le giovani generazioni al punto da essere ormai quasi un’appendice del loro corpo dal risveglio fino all’ora di andare a dormire e sulla necessità di tornare a guardare i ragazzi con cura ed amore. Il focus dell’incontro era sui Patti digitali che sono stati presentati alle famiglie presenti. Il 10 febbraio abbiamo assistito ad una Live di ‘Generazioni Connesse’ in cui hanno spiegato i rischi che si potrebbero correre in rete se usata non correttamente. Abbiamo assistito al racconto di un ragazzo e una ragazza su cosa è successo loro usando internet in modo sbagliato. Questa giornata è molto importante per conoscere i rischi di internet e dell’AI ed informarci sulle potenzialità di Internet se usato correttamente e in sicurezza. Sempre nella diretta di ‘Generazioni Connesse’ abbiamo scoperto che un gruppo di ragazzi ha creato un videogioco: ‘The game changers’, progetto che nasce con l’obiettivo di educare i più giovani a un uso consapevole e critico della rete, con un focus particolare sul gaming online. Da questi due giorni dedicati alla sicurezza in rete abbiamo capito che l’AI non è umana e come tale va trattata, che non può e non deve sostituire l’adulto e la relazione con gli altri, che al centro del processo educativo ci sono gli adulti, docenti e genitori, e fare rete sempre più perché insieme è più facile. I nostri genitori hanno sentito parlare invece di patti digitali, qualcuno per la prima volta, qualcun altro invece ne era già a conoscenza, perché anche per loro nella nostra educazione è importante fare rete. Il primo passo verso i patti digitali alla Nardi è stato mosso.
Il bullismo è un comportamento aggressivo verso vittime ritenute deboli, si manifesta con azioni fisiche, verbali o relazionali, ha lo scopo di creare danni e disagi. Le motivazioni sono complesse e possono essere sia psicologiche che sociali, i nostri insegnanti ci hanno spiegato come difenderci da questo fenomeno: chiedendo aiuto agli adulti; non rispondendo alle provocazioni; non lasciando mai sole le vittime ed aiutandole. Spesso il bullo è una persona fragile, sola, non empatica e molto aggressiva. A scuola ragazzi che sono visti come ‘diversi’ vengono presi di mira più facilmente.
Non è mai semplice ma bisogna avere la forza di segnalare a un genitore, un educatore, un insegnante che non deve restare in silenzio. Altro problema tipico della nostra fascia di età è il cyberbullismo, si tratta di una forma di bullismo che avviene tramite mezzi digitali, caratterizzato da atti di prevaricazione, molestia, diffamazione o minaccia. I nostri insegnanti per farci capire meglio questo fenomeno ci hanno spiegato che i social possono dare grande risonanza a fenomeni di cyberbullismo. Il bullismo e il cyberbullismo possono avere ripercussioni sulla salute mentale della vittima, causando depressione, ansia e disturbi da stress e in alcuni drammatici casi anche al suicidio di adolescenti, per questo è importante prevenire queste brutte bestie che a volte entrano nelle nostre classi.
Usare troppo un dispositivo digitale può causare dipendenza, stress e distrazioni soprattutto per via dei videogiochi e dei social. Pertanto è bene fare attenzione al nostro benessere digitale, utilizzando i dispositivi tecnologici in modo corretto e responsabile. In questo ultimo periodo, tra i ragazzi e tra adulti, è molto comune il fenomeno dell’hate speech, cioè il linguaggio dell’odio, di discriminazione legato a sesso, religione, origine e disabilità. Questo porta alcune persone ad esprimersi in maniere ‘estreme’. Si verifica specialmente sotto ad articoli, pagine social, post o storie. Confrontarsi con l’intelligenza artificiale, porta a chiudersi e se qualcuno ti insulta online la prima cosa da fare non è scrivere all’AI ma parlarne con un genitore, un amico o persona di riferimento.
Per il nostro benessere digitale è bene guardarsi anche da un uso scorretto dell’intelligenza artificiale che può dare origine al deepfake ovvero creazione di foto, video e audio modificati, ingannevoli.