ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado E. Mattei di Marina di Ravenna (RA) - 2A, 2C

Il bullismo in laboratorio. Si sconfigge con l’empatia

I ragazzi della classe 2^A della media ‘Mattei’ raccontano del progetto curato da Stefano Pelloni L’attore di Officina della Musica ha realizzato scenette teatrali per sviluppare la riflessione

Tra il mese di novembre e quello di dicembre, la nostra classe ha avuto l’onore di prendere parte al laboratorio ‘La poesia del diverso’, guidato da Stefano Pelloni, attore e regista di Officina della Musica, che nel corso degli incontri ci ha aiutato a sensibilizzarci su un argomento scottante e molto discusso di questi tempi: il bullismo.

Durante le lezioni, dopo aver delineato un quadro generale dell’argomento, ci ha fatto mettere in campo i nostri talenti artistici allo scopo di capire come affrontare e cercare di sconfiggere il bullismo.

Ci siamo divertiti a sperimentare, creando fumetti, musica, videogiochi, poster e video animati, ma allo stesso tempo le attività ci hanno anche fatto riflettere.

Pelloni ci ha mostrato, tramite alcune scenette teatrali, create insieme a noi, i vari aspetti del bullismo: dagli spettatori al bullo ai problemi che, anche senza volerlo, possono portare tutti noi a diventare bulli, ma soprattutto abbiamo parlato del punto di vista della vittima che, se portata al limite, come spesso tristemente vediamo e sentiamo, c’è il rischio che possa commettere un gesto estremo.

Stefano Pelloni ci ha poi letto la lettera scritta ai suoi ormai ex-compagni di classe da una certa Andrea che, dopo essersi stancata degli atti di bullismo costantemente ripetuti da parte loro nei suoi confronti, ha deciso di trasferirsi lontano, cambiando anche scuola e dimostrando una grande forza d’animo.

Successivamente Pelloni ci ha chiesto in che modo avremmo potuto far arrivare a tutti, e in particolare ai bulli, un messaggio contro il bullismo, utilizzando in modo creativo proprio la lettera di Andrea.

Allora ci siamo divisi in gruppi, abbiamo provato a far emergere qualche idea e il risultato è stato incredibile: c’è stato chi ha portato cartelloni, chi canzoni, chi idee per libri, film o fumetti. Tutti noi abbiamo contribuito alla realizzazione di questa attività e alla fine abbiamo imparato una cosa davvero fondamentale: l’importanza dell’empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni degli altri e sentire cosa provano, le loro emozioni e i loro sentimenti. Abbiamo infatti capito che nel momento in cui il bullo attacca una vittima lo fa e basta, senza pensarci davvero. Abbiamo anche imparato che gli spettatori non sono meno colpevoli dei bulli, perché osservano tutto restando indifferenti, spesso per paura che poi succeda anche a loro qualcosa di simile.

Per tirare le somme, La poesia del diverso, combinando leggerezza e serietà, ci ha fatto comprendere a trecentosessanta gradi il bullismo, illuminando ogni sua sfaccettatura.

A nostro parere, questo laboratorio dovrebbe essere realizzato in molte altre scuole, per far riflettere i ragazzi come noi su questioni di cui spesso sentiamo parlare, ma che non sempre capiamo davvero fino in fondo.

 

Nel laboratorio ‘Alle origini del libro moderno: dai manoscritti ai libri a stampa nelle collezioni antiche della Biblioteca Classense’, a cui la mia classe ha partecipato a dicembre 2025, mi ha colpito scoprire l’evoluzione che c’è stata dalla pergamena alla carta, ma soprattutto la realizzazione di quest’ultima, con lino e canapa, le stoffe più diffuse nel Medioevo, che venivano tagliate e macerate. La carta, prima di essere pronta all’uso, aveva bisogno di tempo. La sua realizzazione mi ha impressionata: ho pensato a quanto tempo occorresse nell’antichità per dare vita anche al materiale su cui si scriveva un libro.

La produzione della carta non è stata la sola cosa che mi ha colpito; per me è stato bello e interessante anche scoprire come si scrivevano i libri nel passato.

Il primo metodo “veloce” fu la stampa a caratteri mobili, inventata da Gutenberg, che può essere paragonata a un timbro, perché si incidevano le lettere dell’alfabeto su dei blocchetti di legno o metallo, che poi si riempivano di inchiostro e sui quali si imprimeva il foglio con un torchio. Se facessimo un confronto tra un libro antico e uno moderno, noteremmo altre differenze sul carattere di scrittura, sul metodo di illustrazione e tanto altro ancora. Riuscire a vedere dal vivo dei libri antichi, realizzati secoli fa e trovarli oggi ancora integri, ha suscitato in me un profondo senso di connessione con il passato, che chiunque di voi può vivere recandosi alla Biblioteca Classense.

 

L’articolo a sinistra, intitolato ‘Il bullismo in laboratorio. Si sconfigge con l’empatia’, è stato preparato e scritto da un gruppo di allievi della classe 2^A della scuola media ‘Mattei’ di Marina di Ravenna. Si tratta di Andrea Magnanensi, Sofia Ranieri e Rebecca Rizzo.

I cronisti in erba sono stati coordinati dalla professoressa Giulia Minori. L’articolo pubblicato sotto, invece, intitolato ‘La storia dei libri alla biblioteca Classense’ è stato realizzato dall’allieva della classe 2^C della scuola media ‘Mattei’ di Marina di Ravenna, Margherita Mazzanti. La baby cronista è stata guidata dalla professoressa Alessandra Grilli. Le pubblicazioni degli articoli dei ragazzi sono ogni martedì sul Carlino, escluso martedì 7 aprile, e con l’aggiunta di giovedì 14 maggio.

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