La resistenza al femminile. «Esempi di forza e coraggio»
Gli studenti della classe 3ª C della scuola media di Cesenatico hanno intervistato le autrici del libro ‘Donne nella Resistenza. Cesenatico 1943-1945’, per non dimenticare la storia
Durante una mattinata in classe, due autrici del libro ‘Donne nella Resistenza.Cesenatico1943-1945’ Carla Belletti e Pascale Budale, ci hanno raccontato la storia delle donne di Cesenatico che hanno aiutato la Resistenza durante la Seconda guerra mondiale. Tra queste, Wally Cortesi faceva la staffetta partigiana. Portava messaggi e aiuti ai partigiani. Era un compito molto pericoloso, perché se veniva scoperta poteva essere arrestata e uccisa. Questo racconto ci ha colpito perché, anche se Wally Cortesi era giovane, ha avuto molto coraggio.
Tra le tante donne che si sono contraddistinte per altruismo e generosità, c’è anche Pia Battistini che aiutava i partigiani in vari modi, dando supporto e aiuto. Il suo lavoro era importante perché permetteva ai partigiani di continuare a lottare portando loro messaggi e benzina. Fu deportata in Germania dopo essere stata denunciata e arrestata il 25 agosto dell’anno 1944. Ci ha colpito perché anche con piccoli gesti quotidiani ha dato un grande aiuto a chi ne aveva bisogno. Maria Fantini ha scelto di stare dalla parte della Resistenza e di opporsi al fascismo. Ha aiutato anche lei i partigiani con il compito di trasmettere le posizioni delle batterie dell’artiglieria tedesca. Ci ha colpito perché rappresenta tante donne comuni che hanno deciso di fare la cosa giusta nel momento di necessità.
Pia Buratti si dedicava ad azioni di sabotaggio. Teresina Farnedi recuperava materiale clandestino. Venne perseguitata per sospetto trasporto d’armi. Emigrò in Franciadopo la guerra, la nipote non sapeva neanche che sua zia fosse una partigiana. Deve essere stata una bella scoperta quando le autrici l’hanno contattata. Iris Casadio si occupava di fare la staffetta, e si occupava del trasporto di medicine e della cura ai feriti. Venne deportata in Germania e, dal 12 settembre 1944 al 25 settembre 1945, venne internata nel campo di Buer Hassel per poi essere rimpatriata.
Suo marito divenne il primo sindaco di Cesenatico nominato dal Comitato di Liberazione Nazionale.
Ci sono tante altre storie interessanti e vi invitiamo a scoprirle tutte. Tante storie di altre donne di Cesenatico che hanno contribuito alla Resistenza. Queste donne ci hanno colpito perché hanno mostrato coraggio, impegno e un grande amore per la libertà.
Grazie al libro ‘Donne nella Resistenza. Cesenatico 1943-1945’ abbiamo scoperto il loro contributo prezioso e la loro storia merita di essere ricordata, perché il loro esempio di forza e determinazione non venga mai dimenticato.
Inoltre, le loro storie ci hanno insegnato che la libertà di cui godiamo oggi è nata soprattutto dal sacrificio silenzioso di tante donne che hanno scelto di resistere, anche quando nessuno le avrebbe ricordate.
Gli studenti della classe III C della scuola media Dante Arfelli di Cesenatico
Quattro donne che hanno messo in luce un movimento tenuto nell’ombra. Carla Belletti, Fiorella Casali, Antonella Armuzzi, Pascale Buda, autrici del libro ‘Donne nella Resistenza. Cesenatico 1943-1945’ ci hanno raccontato la storia di Wally Cortesi, Pia Battistini e Maria Fantini, e di tante altre donne del nostro territorio impegnate nella Resistenza. Noi abbiamo scoperto così quanto fosse difficile e pericoloso il loro lavoro. Queste donne rischiavano la vita ogni giorno. Molto spesso non avevano armi e non combattevano, ma bastava poco per essere scoperte dai fascisti o dai soldati tedeschi. Potevano essere arrestate, picchiate o addirittura uccise. Alcune vennero deportate nei campi di concentramento.
Molte facevano le staffette: portavano messaggi, cibo o armi ai partigiani. Viaggiavano in bicicletta o a piedi, anche di notte.
Sembrava una cosa normale, ma era pericolosissima.
Aiutare partigiani o famiglie ebree significava mettere in pericolo anche la propria famiglia. Nonostante tutto, queste donne non si fermarono. Avevano paura, ma continuavano a lottare.
Non cercavano premi o gloria, volevano solo la libertà e un futuro migliore. Sono state davvero coraggiose. Le donne della Resistenza hanno contribuito a costruire la democrazia italiana, e a lottare per ottenere i diritti fondamentali. E possono essere un esempio per le donne italiane che ancora oggi continuano a combattere per la parità e contro la violenza di genere.
Gli studenti della classe III C
Noi, studenti e studentesse della classe III C della scuola media Dante Arfelli di Cesenatico, nel mese di febbraio abbiamo riflettuto su queste domande: Chi erano le donne che hanno partecipato alla Resistenza? Perché nei libri di storia si parla così poco di loro? Grazie a un incontro speciale che ci ha fatto scoprire un lato della storia spesso dimenticato, attraverso racconti ed esempi concreti, abbiamo visto che la Resistenza è stato un evento durante il quale le donne hanno giocato un ruolo importante.
E quindi abbiamo compreso quanto il silenzio che per anni ha circondato le donne nella storia sia ingiusto. Per fortuna c’è chi ancora oggi, a distanza di ottant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, dà voce a queste persone. Riflettere su queste storie ci ha permesso di guardare alla Resistenza con occhi diversi e con uno sguardo più maturo e consapevole.
Gli studenti della classe III C della scuola media Dante Arfelli di Cesenatico