ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Volponi di Urbino (PU) - 2D

Giochi trasformati dal tempo. Ma almeno prima si stava insieme

Com’è cambiato il modo di divertirsi: nei decenni passati ci si incontrava all’aria aperta, ora prevale il digitale, non esente dalla violenza

Tra il passato e il presente esistono molte differenze, anche per quanto riguarda i giochi praticati dai bambini e dai ragazzi. Molti giochi tradizionali si sono trasformati nel tempo: le costruzioni si sono trasformate nei Lego, le bambole si sono evolute nelle Barbie, l’Acchiapparella è diventata Predator, il biroccino è stato sostituito da macchinine sofisticate, la fionda invece dalle pistole giocattolo.

Alcuni giochi sono riusciti a tramandarsi di generazione in generazione come il Gioco delle carte, il Gioco dell’oca e altri giochi da tavolo, la Campana, l’Impiccato, Uno due tre stai là e altri giochi con la palla. Altri sono sicuramente rimasti ma oggi sono poco praticati come la Cavallina, la trottola, le biglie, la cimola, i Quattro cantoni, le Cinque pietre, la cerbottana, lo scalpo, la lippa, il Gioco del re, Ruba bandiera, il Gioco del bracciale, il tiro ai tappini, il fucile ad elastico, la pesca delle rane, il Torello, la danza del serpente, il lancio dei sacchetti, la Caracalla, gli archi e lo yo-yo.

I bambini di una volta, che ora sono nonni o genitori, giocavano con oggetti casuali e costruiti con materiali differenti, spesso di recupero. Ai giorni d’oggi invece, i giochi sono più complessi e si tende ad ispirarsi al mondo digitale. Prima, per giocare, bisognava obbligatoriamente stare insieme si stava sempre all’aperto, in parchi o in piazzali; oggi invece ci si può trovare a chilometri di distanza e riuscire comunque a giocare insieme, grazie ai giochi online.

Un aspetto da non sottovalutare dei giochi del presente è che è molto diffuso e frequente l’uso della violenza; i giochi online infatti, non sono adatti a bambini di tenera età, ma sono pensati per persone più grandi. Nel tempo si è passati da giocare all’aria aperta a giocare davanti a uno schermo con amici virtuali, le differenze sono tantissime e molto profonde, quello che resta uguale è il divertimento che i bambini e i ragazzi cercano.

Alunni Ludovica, Mosci Matteo, Rossi Teresa, Zanfini Marilade

 

Partendo dalla definizione della parola amicizia e dalla sua etimologia, vorremmo illustrare le differenze tra l’amicizia di ieri e l’amicizia di oggi, e sottolineare come questo sentimento fondamentale per l’uomo sia cambiato nel tempo nel significato e nel modo di viverlo. Amicizia deriva dal latino “amicitia”, cioè affetto tra persone con affinità di sentimenti e di confidenza; e prima ancora dal greco “philia”, cioè amore fraterno e disinteressato che arricchisce chi lo coltiva.

Col passare del tempo e a causa delle trasformazioni sociali, ci sono stati moltissimi cambiamenti nel modo di vivere l’amicizia, soprattutto perché si è stravolta la comunicazione attraverso l’uso degli smartphone, del poco tempo libero e dell’eccessivo individualismo in cui oggi purtroppo viviamo. I nostri nonni vivevano l’amicizia in modo molto diverso da noi: non avevano niente, ma quel poco che era a loro disposizione lo condividevano volentieri con i loro amici. E le amicizie erano vere e durature.

Oggi cliccare un like, scrivere un messaggio o inviare uno smile ci fa sembrare di avere degli amici; tutto è molto più veloce ma allo stesso tempo più triste perché in questo modo non ci conosciamo veramente e spesso le amicizie durano poco.

Non vogliamo essere pessimisti, la vera amicizia esiste anche oggi, ma è rara e bisogna averne cura.

Chiuselli Tommaso, Gostoli Massimo, Rossi Ettore, Venturi Francesco 

 

I nostri nonni e genitori amavano incontrarsi in posti molto diversi rispetto a quelli delle nostre generazioni: il 94% dei ragazzi tra gli 8 e i 16 anni di oggi afferma che preferisce socializzare su internet piuttosto che uscendo con gli amici. Invece il 76% delle persone tra i 35 e i 50 anni afferma che, a quell’età, si incontravano al parco o in altri luoghi all’aperto. Ieri ci si vedeva poi al cinema e al teatro, per guardare film e spettacoli; la sala giochi, dove si giocava agli “arcade”, giochi molto diversi rispetto ai nostri; e l’oratorio, dove spesso c’era un campo da basket o da calcio. Oggi invece siamo più abituati a frequentare luoghi che in realtà non sono veri luoghi, soprattutto lo smartphone che usiamo per chattare o fare videochiamate con gli amici in tempo reale, per giocare online e per usare i social media. Creando un isolamento sociale tra i giovani e una riduzione della fruizione degli spazi all’aperto.

Betti Alessandro, Gallotta Londei Gioele, Magnani Leonardo 

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