ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Don Pasquino Borghi di Rivalta (RE) - 3A, 3D

Gli smartphone tra i banchi. Sono utili o distraggono?

Scuola media don Pasquino Borghi, Rivalta: una riflessione sull’uso dei dispositivi d’accesso all’Ai L’intelligenza artificiale può rendere la didattica più coinvolgente: ma attenti alle fake news

In questo periodo a scuola si parla tanto di smartphone e cellulari perché hanno un forte impatto cognitivo, sulla concentrazione, sull’apprendimento e anche sulla relazione sociale tra gli alunni. Infatti,dal2025,ilMinisterodell’Istruzione ha introdotto il divieto assoluto di utilizzo degli smartphone, tablet e smartwatch personali nelle scuole di ogni ordine e grado durante tutto l’orario scolastico, con l’obiettivo di migliorare la concentrazione, ridurre le distrazioni e alzare il rendimento scolastico, oltre a favorire la socializzazione. I dispositivi scolastici – come le lim, i pc e i tablet – forniti dalla scuola possono però essere usati sotto la supervisione dei docenti.

E l’uso è consentito per motivi di salute o disabilità. Spesso gli studenti usano i dispositivi per motivi scolastici usando l’intelligenza artificiale per fare i compiti o per copiare nelle verifiche. Infatti una ricerca recente ha scoperto che oltre l’80% degli studenti italiani usano l’intelligenza artificiale per fare i compiti, mentre arriva al 92% il dato che riguarda gli studenti universitari. Utilizzato nel modo corretto, può anche essere uno strumento scolastico positivo, poiché l’Ia può analizzare le difficoltà specifiche dello studente e proporre percorsi su misura, rendendo la didattica più coinvolgente, E strumenti di Ia generativa possono aiutare riassumendo testi, creando mappe concettuali, traducendo testi o spiegando concetti complessi. Da un punto di vista negativo, però, i sistemi dell’Ia possono generare informazioni false presentandole in modo autorevole, compromettendo la qualità del materiale didattico. Tra l’altro: l’uso eccessivo può ridurre il pensiero critico, la creatività e la capacità di sintesi personale degli studenti.

Inoltre, molti studenti si lamentano per il peso dello zaino. Secondo noi l’e-book non è ancora valorizzato a sufficienza, perché spesso si ritiene che il cartaceo sia migliore.

Pensiamo che la tecnologia sia il futuro dei giovani e che si debba imparare, sin da piccoli, a lavorare con i dispositivi digitali. Roberto Casati, un filosofo e studioso cognitivo italiano, si chiede: «I libri digitali non sono la soluzione ai problemi che attanagliano la scuola; anzi, ne disperdono la sua essenza, che è quella di sviluppare nei discenti le capacità di attenzione vigile e di lettura profonda. Come può un tablet, che altro non è se non il terminale di una catena di distribuzione commerciale, sviluppare in un bambino queste qualità?» Per educare i cittadini del domani è necessario garantire l’accesso al sapere. Il mondo digitale, invece, consente l’accesso all’informazione (che può essere infinita), ma non implica l’uso consapevole dell’informazione stessa.

 

Ciao Albi, come stai? Siamo gli alunni della classe III E, della scuola don Pasquino Borghi di Rivalta, a Reggio Emilia, di cui fa parte anche la tua amica Sofia, e stiamo partecipando a un progetto di giornalismo. Confrontandoci abbiamo deciso di affrontare il tema della guerra in Ucraina, e delle persone che stanno vivendo questa situazione. Tu e Sofia passavate le estati assieme a Kremenchuk ed è da un bel po’ che non vi vedete.

Tu sei a tantissimi chilometri da qui e a causa del conflitto non ci possiamo vedere. Ci sono tanti ragazzi della nostra scuola che vengono dall’Ucraina e hanno vissuto la tua stessa situazione.

Hanno ricominciato la loro vita da zero in un nuovo Paese, e hanno lasciato lì una parte di loro. Noi, oltre a esserti vicina, volevamo farti qualche domanda, per capire la situazione che stai vivendo. Soprattutto ora che stai attraversando l’adolescenza e dovresti divertirti invece che vivere una guerra. Innanzitutto ti volevamo chiedere: Timanca Sofia? (tu a lei manchi molto), Come è cambiata la tua vita da quando è iniziata la guerra? Com’è cambiato il tuo modo di andare a scuola? Cosa ti manca della tua vita di prima della guerra? Speriamo di poter pubblicare le tue risposte. Ricorda che ti siamo vicini e ti auguriamo il meglio.

Hikikomori – isolarsi indica un fenomeno di ritiro sociale volontario estremo. Nato in Giappone, ma ormai diffuso globalmente, il termine indica quei giovani che si chiudono nella propria stanza per mesi o anni, interrompendo studi e lavoro. Gli Hikikomori vivono un disagio adattivo sociale causato da forte pressione scolastica o lavorativa, timidezza o paura di non essere accettati e utilizzano internet come unica connessione con il mondo esterno. Scuola e famiglia hanno un ruolo fondamentale: creare ascolto, proporre relazioni positive e usare la tecnologia in modo equilibrato. Riconoscere i segnali di disagio è il primo passo per aiutare chi si sente invisibile a tornare, gradualmente, a far parte della comunità. 

Votazioni CHIUSE
Voti: 0

Pagina in concorso

20260317 c rem 13 pdf image