ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado G. Fassi di Carpi (MO) - 2B

Il mestiere dello scrittore. raccontato tra i banchi di scuola

Incontro con Morosinotto alla media ’Guido Fassi’: dalla carriera alle tecniche per realizzare un best seller «Non si deve stare tutto il giorno a studiare, chiusi in casa. Bisogna vivere esperienze e collaborare con un team»

Giovedì 5 febbraio 2026, alla scuola media ’Guido Fassi’ di Carpi, noi alunne e alunni delle classi seconde e terze abbiamo partecipato ad un incontro con un famoso scrittore italiano, autore dei best seller ’ Il rinomato catalogo Walker and Dawn’ e ’Il leggendario tesoro di Hell Gate’.

Se non avete ancora capito di chi stiamo parlando ve lo diciamo noi: è Davide Morosinotto.

Prima dell’incontro, abbiamo letto tutti insieme in classe un suo romanzo, attività che ci ha accompagnato per diverse settimane e che ci ha preparato all’evento.

Per comprendere bene il libro, abbiamo fatto numerosi laboratori di scrittura grazie ai quali abbiamo potuto formulare diverse domande da fare allo scrittore durante l’incontro.

Domande inerenti non solo al libro, ma anche alle tecniche di scrittura per poterle poi applicare.

Durante l’evento, di circa due ore, abbiamo avuto modo di parlare faccia a faccia e confrontarci con un eccellente scrittore. All’inizio Morosinotto ha fatto una breve introduzione sulla sua carriera, poi abbiamo cominciato a esporgli le nostre domande un po’ per volta e le risposte ci hanno sorpreso molto perché erano diverse da come ce le aspettavamo. Pensavamo che quello dello scrittore fosse un lavoro in cui trascorri tutta la giornata chiuso in casa sui libri, invece non è così: per scrivere non basta studiare, bisogna vivere esperienze, provare emozioni, collaborare con un team e non scoraggiarsi davanti alle difficoltà; solo in questo modo si può portare a casa un risultato.

Si può dire che l’avventura non è solo nel libro, ma anche nello scriverlo.

Questo è un mestiere molto impegnativo, ma presenta tante parti positive: il processo di scrittura in cui ti affezioni al tuo libro e ai personaggi che vivono le avventure, ma anche i rapporti che si formano tra colleghi in un team.

Questa che abbiamo vissuto è stata un’esperienza molto divertente e siamo grati che la nostra scuola ce l’abbia proposta, non capita tutti i giorni di incontrare uno scrittore e di poter conoscere alcune curiosità e i suoi segreti.

Uno di questi è il metodo particolare adottato da Morosinotto che lui chiama ’metodo del giardiniere’ che consiste nello studiare e poi iniziare il racconto, senza pianificarlo prima, e vedere dove lo porta la storia.

Ma da questo progetto, lontano da banchi e lavagne, abbiamo portato a casa non solo tecniche e strategie ma anche qualcosa di più importante, ovvero tanta voglia di fare.

Grazie a ciò abbiamo vissuto la scuola in modo differente, in maniera più libera, divertente, rendendoci partecipi e facendoci sentire una parte importante della lezione.

Ci ha spinto a metterci all’opera, a impegnarci, a prendere una penna in mano e farla scorrere su un foglio, a raggiungere un obiettivo e a sperimentare cose nuove.

Secondo noi è questo che dovrebbe fare la scuola, farci venire voglia di fare e non obbligarci.

Ora vi chiediamo: per voi quanto sono veramente importanti i progetti a scuola e qual è il loro vero obiettivo? Miselli Federica, Rossi Alessia e Stassi Mattia, classe 2B, Scuola’ G. Fassi’ – Carpi

 

In seguito all’incontro con Davide Morosinotto abbiamo intervistato i nostri compagni di classe per scoprire che cosa hanno amato di più e di meno dell’iniziativa.

Ciò che ci hanno raccontato i nostri compagni è davvero interessante, alcuni hanno espresso solo pareri positivi altri hanno aggiunto anche qualche critica.

«Il progetto con Morosinotto è stato fantastico e molto divertente, ci ha aperto un mondo nuovo sulla scrittura e abbiamo anche appreso tantissime curiosità.

Di questa attività ho amato tutto e non trovo nessuna critica da fare.

Mi piacerebbe molto partecipare di nuovo a progetti simili, magarianche con scrittori diversi per confrontare i vari metodi che utilizzano nei loro libri», dice il nostro compagno Safwane, grande appassionato dei libri di Morosinotto.

La nostra compagna Sofia la pensa come Safwane ma rivolge alcuni pareri e desideri per i futuri incontri: «Grazie a questo progetto mi sono venute tantissime nuove idee per dei racconti che vorrei presto mettere su carta.

Durante l’attività mi sono sentita molto felice ma anche incuriosita, per questo avrei voluto avere più tempo a disposizione per rivolgere a Morosinotto altre domande con magari risposte ancora più dettagliate». Intervistando i nostri compagni ci siamo accorti di come alcuni pareri siano contrastanti, non tutti la pensano allo stesso modo. Per esempio Lorenzo afferma che l’incontro sia stato troppo lungo diventando a un certo punto addirittura noioso.

Altri ancora, come la nostra compagna Malika, avrebbero voluto fare meno domande e lasciare lo scrittore parlare liberamente. Mentre tutti concordano sul fatto che Morosinotto sia stato molto amichevole e che le sue risposte siano state molto chiare e sincere.

Ognuno la pensa diversamente, ed è proprio questa la parte migliore, vedere le prospettive differenti di tutti e confrontarle.

Ma la cosa che di più abbiamo apprezzato è come questo incontro abbia lasciato in ognuno di noi bellissimi ricordi e ci abbia offerto un modo diverso di fare scuola.

Federica Miselli, Alessia Rossie Mattia Stassi classe 2^B, Scuola ’G. Fassi’ – Carpi

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