Giochi olimpici e paralimpiadi. Riflessione sui valori dello sport
Scuola Media Maria Ausiliatrice di Bibbiano: possono questi eventi contribuire alla pace? Il vero vincitore? Colui che rispetta il regolamento, il proprio corpo e non ricorre al doping
Può lo sport contribuire alla costruzione di un mondo di pace? Come sapete, si sono appena conclusi i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 e i Giochi Paralimpici. Atleti di ogni paese — alcuni dei quali provenienti da contesti sociali difficili — si sono impegnati per promuovere il valore dello sport, dimostrando che grazie a esso si possono realizzare sogni e obiettivi che per molti sembrano irraggiungibili. Le Olimpiadi sono un evento che unisce i popoli, sottolinea l’uguaglianza tra gli esseri umani al di là dei confini geografici. Un momento che ci ha particolarmente colpiti è stata la cerimonia di chiusura nell’Arena di Verona: qui tutti gli atleti sono entrati insieme, senza distinzione di bandiere o gruppi, in un unico grande abbraccio collettivo.
Purtroppo, a differenza delle Olimpiadi, le Paralimpiadi sono spesso meno seguite, nonostante non vi sia un reale motivo per questo disinteresse. Gli atleti paralimpici meritano lo stesso rispetto e la stessa attenzione dei colleghi olimpici: le loro sfide fisiche o mentali non rendono le loro imprese meno straordinarie. In questa edizione invernale, l’Italia ha brillato, battendo il proprio record di medaglie (30 in totale) e classificandosi al quarto posto, dietro a Norvegia, Stati Uniti e Paesi Bassi. Per quanto riguarda i Giochi Paralimpici il nostro Paese si è distinto restando stabilmente nella top ten del medagliere.
Sebbene questa competizione sia stata all’insegna della correttezza, la storia dello sport non è sempre stata esemplare. Alcuni atleti hanno tradito il concetto di fair play utilizzando sostanze illecite o trattamenti medici non terapeutici per migliorare le prestazioni. Abbiamo approfondito il tema del doping grazie a una lezione del nostro professore di educazione fisica, che ha coinvolto tutta la classe in un dibattito vivace.
Questa riflessione ci ha portato a una conclusione chiara: il vero vincitore è colui che rispetta il regolamento e il proprio corpo. L’uso di sostanze dopanti non è solo una violazione etica, ma un pericolo gravissimo per la salute. Nel vero sport vince chi si impegna con le proprie forze, rispettando le regole e il proprio corpo senza portarlo allo sfinimento.
Come diceva Papa Francesco: «Il doping annulla la dignità. Niente scorciatoie». Il nostro sogno di ragazzi è che lo sport possa davvero contribuire a salvare il pianeta da guerre e tensioni, convincendo chi detiene il potere a sospendere le ostilità durante questi grandi eventi. Perché la vera vittoria non è una medaglia, ma la pace.
Classe III A
Oggi è la giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime. Istituita il 21 dicembre 2010 dalle Nazioni Unite, questa giornata ricorre il 24 marzo, giorno in cui nel 1980 a San Salvador fu assassinato Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo noto per la sua instancabile denuncia delle violenze compiute dalla giunta militare nel suo Paese, El Salvador.
Questa giornata ha l’obiettivo di onorare la memoria delle vittime, promuovere l’importanza della verità e della giustizia e ricordare chi ha dedicato o perso la vita per la tutela dei diritti umani. Inoltre vuole sottolineare l’obbligo degli Stati di garantire che le vittime e le loro famiglie conoscano la verità delle circostanze delle violazioni, inclusi i responsabili.
Classe III B
Lo scorso martedì 3 marzo noi, alunni delle classi seconde della scuola Maria Ausiliatrice di Bibbiano, abbiamo assistito alla mostra «Dante profeta di speranza», allestita nella sede Unimore di viale Timavo. Le nostre guide speciali sono state due studentesse del liceo San Gregorio Magno di Sant’Ilario d’Enza, che ci hanno fatto rivivere l’avventura del sommo poeta, dimostrandosi preparate, chiare e coinvolgenti. La mostra è arricchita da illustrazioni di Gabriele dell’Otto, fumettista della Marvel. Queste immagini sono estremamente espressive e realistiche grazie allo stile artistico dettagliato, ricco di ombre e colori.
Siamo riusciti a immaginare il dolore dei dannati dell’Inferno dantesco empatizzando con le storie più emozionanti. Le frasi riportate sui pannelli fanno riflettere sul significato profondo di bene e male. Dante è considerato un profeta di speranza perché con la Commedia invita gli uomini a ritrovare la diritta via, ovvero la strada giusta, del bene, anche dopo un periodo difficile nella nostra vita. Quindi quello di Dante non è solo un viaggio ultraterreno, ma anche un percorso di crescita e di miglioramento nella vita. Le nostre guide ci hanno lasciato una domanda: perché Dante deve attraversare l’Inferno e il Purgatorio e non va direttamente in Paradiso? In realtà non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma se dovessimo trovarla per forza, secondo voi quale sarebbe?
Classi II A e II B