«Attore e regista col teatro nel cuore». Maci racconta la passione di una vita
Dopo l’articolo di cronaca i reporter della 4 B della scuola Tumiati propongono la loro l’intervista a Massimiliano Piva «Quando vedo un bambino come voi che dopo aver superato una paura sta meglio è come se rinascessi»
Dopo l’articolo di cronaca scritto dai cronisti della 4 B della scuola Tumiati, ecco l’intervista a Massimiliano Piva attore, regista, formatore, ideatore di Cosquillas Theatre Metodology. I cronisti della 4 B sono seguiti dall’insegnante Eleonora Rossi.
INTERVISTA A MASSIMILIANO ‘MACI’ PIVA Come ti chiami? «Massimiliano Piva, ma tutti da sempre mi chiamano ‘Maci’» Chi è Maci? «Maci è una persona fragile, molto innamorata della vita, che ha imparato a trasformare le proprie fragilità in forza, acquisendo delle antenne per capire le fragilità degli altri» Da quanto tempo fai questo lavoro? «Da quando ne ho memoria. Il lavoro che faccio è la ricerca di tutta la mia vita. Da quando ho iniziato a chiedermi quale fosse il mio canale artistico: ho sperimentato il disegno, la danza, l’architettura, la musica, finché un giorno mi sono trovato ad essere attore e poi regista. Un film al quale ho collaborato – contro il cyberbullismo – ha vinto il festival Giffoni» La tua passione per il teatro? Ero arrivato a ricercare nelle arti la mia forma di espressione e mi sono ritrovato all’interno di un laboratorio del teatro Nucleo; dopo pochi giorni mi hanno fatto debuttare in uno spettacolo. Avevo 18 anni. Ero un enfant prodige.
Da quanto tempo fai teatro? «Da 33 anni…» Come ti trovi a fare questo lavoro? «Bene! Perché io lavoro solo dove sto bene. A 52 anni posso dire che se non mi trovo a mio agio in un posto non ci vado più. Ma per fortuna non succede mai, perché il percorso che sto facendo mi appartiene» Come ti sembra insegnarci a diventare un gruppo? «Io non insegno: il mio metodo si vive, non si insegna» Qual è il tuo approccio al teatro? Maci ci pensa un po’, al posto suo risponde Michelangelo, che frequenta da tre anni il suo corso pomeridiano di teatro: «Maci è scherzoso, poche volte si arrabbia. È gentile. La sua punizione, se proprio lo fai arrabbiare, è… riempirti di baci!» Qual è il tuo colore preferito? «Mi piace il nero, perché amo i colori. Così mi vesto di nero per dare risalto ai piccoli colori, come quelli delle mie calze a strisce arcobaleno. Molte persone che fanno percorsi con me ‘vedono tutto nero’… quando viene scoperto un piccolo colore, cambia la giornata» Le tue emozioni preferite? Amo dare ascolto alla tristezza. Solo dopo aver affrontato la tristezza divento davvero felice. Un’altra emozione per me importante è la paura: la manifesto, la faccio uscire in ogni modo perché la mia paura più terribile è il silenzio.
Come ti sentivi nella tua famiglia? «I miei genitori mi hanno avuto presto, avevano appena 17 anni. Mi hanno sempre amato molto» Quando eri piccolo come passavi le giornate? «Ero molto solo, vivevo di quella fantasia che oggi mi ha concesso di diventare un artista» A quanti anni hai adottato tuo figlio? «È mio figlio che mi ha adottato! L’ho conosciuto cinque anni fa e mi ha scelto lui» Da quanto sai che sei dislessico? «Quando ero bambino io non si conosceva la dislessia. Per me la scuola è stata un incubo. Sono venuto a conoscenza della dislessia a contatto con i ragazzi delle scuole e mi sono riconosciuto nelle loro difficoltà.
Sono anche distonico: mi si ‘girano’ le note» Quali strumenti musicali suonavi? «Frequentavo le scuole medie quando erano annesse al conservatorio e ho scelto il violino; avrei voluto suonare il sax, ma non esisteva un corso. Poi ho suonato il piano con un maestro che mi umiliava. Ma mi è servito: ho capito come non ci si deve comportare con gli alunni. Ho vissuto tanta paura da bambino.
Quella paura oggi è la mia forza.
Quando vedo un bambino come voi che dopo aver superato una paura o un dolore sta meglio, è come se Maci rinascesse».