ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Falcone G. e Borsellino P. di Monterenzio (BO) - 1A, 1B

A tu per tu con… Monterenzio. Domande in memoria della frana

Gli studenti della 1A delle scuole medie “Falcone Borsellino“ intervistano il paese colpito Una comunità unita, che si interroga: «Sei stato orgoglioso dei tuoi cittadini durante l’alluvione?»

Caro Monterenzio, siamo la 1A della scuola Secondaria di Primo Grado Falcone Borsellino. Sei finito molte volte sul giornale. 

Adesso come ti senti? «Di cose ne sono successe parecchie: sono cadute forti piogge, il fiume è esondato, il terreno è diventato instabile, le frane hanno ceduto e hanno dovuto abbattere molte abitazioni. Tutto ciò ha lasciato un grande vuoto nel mio cuore».

Come hai reagito dopo che le frane hanno invaso il tuo territorio? «Le persone mi hanno ricostruita e hanno riparato le mie ferite più grandi. Ora sono pronto a iniziare un nuovo viaggio».

Sei orgoglioso di quello che hanno fatto i tuoi cittadini? «Sì, hanno collaborato tutti».

La comunità sta lavorando per non commettere lo stesso errore? «La comunità sta facendo un buon lavoro, ha reso sicure le montagne sulle quali ci sono state le frane».

Qual è la cosa che ti ha fatto più male durante l’alluvione? «Più cose mi hanno fatto male: le frane, i massi, le piene del fiume, ma anche e soprattutto i miei abitanti».

In che senso? «Quanto accaduto è riconducibile al cambiamento climatico, dinanzi al quale ciascuno è chiamato a farsi carico delle proprie responsabilità».

Ma, il fiume è tuo amico? «Sì, il fiume è un mio carissimo amico però, durante l’alluvione, non ha passato dei bei momenti, infatti sono dispiaciuta per lui».

La frana ha colpito anche te non solo esternamente, ma anche nel profondo: pensi ancora ai cittadini sfollati o a chi vive nel disorientamento di aver perso tutto? «Sì, certo. Penso sempre a quelle persone, soprattutto a chi ancora non ha potuto disporre della propria casa».

Un’ultima domanda: della frana ne siamo a conoscenza un po’ tutti; è stata traumatica e ha causato problemi alla strada e ai tuoi cittadini. Secondo la tua opinione, questa catastrofe rimarrà nella storia di Monterenzio? «Ovvio! Questa frana rimarrà nella storia, con esattamente 142 sfollati, 18 persone evacuate, molti edifici rovinati, comprese le abitazioni private, e… tanta, tanta speranza per il futuro».

A. A. Aiderdada, A. Alvisi, M. Babini, V. Capitani, S. Carpio,T. Chitu, A. Cusceac, S. Ferretti, N. Foca, J. Kaur, P. Kuthaisong, L. Marzaduri, F. Mastromattei, A. Mboumeden Dieupe, C. Moise, S. Paonessa, G. Salamone, L. Spanò, A. Yaqoob, M. Zini e Prof.ssa Ilaria Cristiani, Prof.ssa Chiara De Bellis e Prof.ssa Simona Sandrolini

 

Mi chiamano Idice, scorro e attraverso Monterenzio da sempre.

Ho visto passeggiate, risate, bambini giocare lungo le rive. Sono stato un luogo di incontro, di pace, di vita.

Poi sono arrivati giorni difficili. La pioggia cadeva senza sosta e io crescevo, sempre di più. Non volevo fare del male, ma non riuscivo più a fermarmi: sono uscito dagli argini, ho invaso strade e portato via pezzi di terra e ricordi.

Ho visto paura negli occhi delle persone.

Oggi, però, vi rivedo camminare accanto a me. Mi osservate, mi fotografate, mi ascoltate. State imparando a conoscermi davvero.

Io posso essere un amico ma ho bisogno di rispetto.

Se vi prenderete cura del territorio e seguirete le regole, potrò tornare a essere ciò che sono sempre stato: un compagno silenzioso, non un pericolo.

Classe 1B prof. Patrizia Ferrara

 

Noi ragazzi delle classi prime della scuola ’Falcone-Borsellino’ partecipiamo al progetto ’Alphabetica’, un’ attività che ci sta aiutando a conoscere Monterenzio, il paese in cui viviamo.

Dopo l’alluvione raccontata nell’intervista della 1A, abbiamo osservato il nostro paese con occhi diversi, per capire non solo cosa è accaduto, ma anche cosa oggi sta cambiando. Nel corso dell’uscita lungo il fiume Idice abbiamo raccolto immagini, oggetti, e piccoli dettagli: tracce del passato, segni della piena, ma anche fiori, colori e scorci che raccontano la rinascita.

Ogni elemento diventa parte di un ’alfabeto del territorio’, che costruiamo insieme in classe con cartelloni e materiali creativi. Non è solo un lavoro artistico: è un modo per riflettere e non ripetere gli stessi errori. In questo percorso entra in gioco anche la legalità: rispettare l’ambiente, evitare costruzioni in zone a rischio e prendersi cura degli spazi comuni. Piccoli gesti che, insieme, fanno la differenza. Con Alphabetica abbiamo scoperto che Monterenzio non è solo un luogo da raccontare, ma un bene da conoscere e da difendere. Perché il futuro di un paese dipende dalle scelte consapevoli dei suoi cittadini, a partire dai più giovani.

Classe 1B Aguebor Clinton Eghosa, Angelo Emma Sofia, Bautista Torres Jeczel AbdielIzam, Chencheci Lorentio, De Gregorio Aurora, Faizan Muhammad, Ferretti Manuel, Gherghina Andrea Raluca, Godin Marie Cloe Lorna, Hassan Samir, Hrytsiuk Stanislav, Ivanova Daria, Nadeem Anabia, Neri Lorenzo, Olteanu Aurora, Ruscelli Sofia, Selleri Alan Marco, Stefanelli Aaron, Tentenni Sofia, Vincenzini Margherita, Zorzetto Carlotta prof. Patrizia Ferrara 

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