Dodò, vittima della malavita. «Sognava di diventare un calciatore»
Gli studenti della classe 2ª H della scuola media Dante Arfelli di Cesenatico si sono recati, con altre classi, a Villamarina nel giorno del ‘Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno contro la mafia’ per non dimenticare
Il 21 marzo, ’Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie’ (riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano dal 2017) a Villamarina di Cesenatico, alcune classi della scuola secondaria di primo grado Dante Arfelli e dell’istituto superiore Leonardo Da Vinci hanno partecipato alla commemorazione, insieme al sindaco Matteo Gozzoli, alle forze dell’ordine e all’associazione ‘Libera’. Noi alunni della classe 2ª H della scuola media Dante Arfelli abbiamo conosciuto questa iniziativa, promossa da Libera ogni anno, nata dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e che non sentiva mai pronunciare il suo nome.
un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. La data del 21 marzo è diventata una ricorrenza ufficiale nel 2017, dopo l’approvazione della Camera dei Deputati. L’iniziativa a cui abbiamo preso parte si è svolta a Villamarina davanti alle Libere Residenze; un edificio confiscato alla criminalità organizzata, nello specifico la Banda della Magliana, e che oggi è stato trasformato in un insieme di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica: ogni appartamento dell’immobile è dedicato ad una vittima innocente di mafia. Noi ragazzi abbiamo ricordato queste vittime leggendone i nomi e le rispettive date di morte, illustrando le vicende di alcuni di loro anche attraverso dei cartelloni, che avevamo elaborato a scuola nelle settimane precedenti.
In particolare abbiamo approfondito la tragica storia di Domenico Gabriele, detto dagli amici Dodò. Domenico era un bambino solare e gioioso, vivace e bravo a scuola. Gli piaceva il calcio e il suo idolo era Alessandro Del Piero. Ogni giovedì sera lui e suo padre andavano a giocare al campetto. Aveva undici anni, quando quella maledetta notte del 25 giugno 2009 qualcuno lo privò del sogno di diventare calciatore.
Quella sera nel cielo volarono grida e pallottole, e due di queste colpirono Dodò, che il 20 settembre, dopo tre mesi di speranza, si spense. E’ morto per sbaglio, vittima innocente di un regolamento di conti della malavita locale.
E’ stato doloroso conoscere da vicino la sua storia e abbiamo capito quanto possa essere terribile interrompere la vita di un ragazzo, di un sognatore. Altre classi hanno ricordato le storie di Graziella Campagna, assassinata il 12 dicembre 1985 all’età di 17 anni, di Giuseppina Savoca, colpita da un proiettile vagante mentre giocava sotto casa il 19 settembre 1959, all’età di 12 anni e di Paolino Riccobono, ucciso il 19 gennaio 1961 a soli 13 anni. Le vittime che abbiamo citato sono tutte vittime innocenti, casuali e senza colpa: ci ha commosso ed emozionato leggere i loro nomi anche perché erano tutte molto giovani. Speriamo che questa iniziativa vada avanti, come un abbraccio affettuoso a tutte le famiglie che hanno sofferto così tanto per colpa delle mafie.
Da questa esperienza abbiamo imparato tanto: siamo rimasti profondamente colpiti dal numero di vittime, che non appartengono solo al passato, ma siamo anche stati positivamente impressionati dal numero di persone che si sono offerte di leggerne i nomi, di ricordarli e di impegnarsi per non dimenticarli.
Gli alunni della classe 2H della scuola media Dante Arfelli di Cesenatico