Un viaggio nella città del futuro. Senza smog e immersa nella natura
Gli studenti di Bertinoro hanno immaginato come vorrebbero il 2050: biciclette al posto delle auto e giardini «Non dobbiamo aspettare per cambiare. Iniziamo facendo delle piccole iniziative, come piantare un albero»
Mi sveglio improvvisamente immaginando di ritrovarmi nel futuro e precisamente nel 2050. Provo una grande confusione, sento un odore di rose accompagnato dall’aria effervescente che mi accarezza il viso. Stranamente non sento l’odore dello smog causato dalle macchine e fabbriche. Non ricordo cosa sia successo prima. Decido di alzarmi dal letto, vado alla finestra della mia camera e vedo alberi ovunque io guardi, tetti verdi e palazzi avvolti dalla natura che sembrano giardini verticali. Le strade sono piene di fiori e non ci sono macchine né traffico. Apro le finestre e sento il calore del sole sulla mia pelle, ascolto il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie e il rumore leggero delle biciclette che riempie l’aria silenziosa.
Respiro profondamente e sento il profumo dell’erba bagnata e dei fiori. Decido di uscire di casa per fare una passeggiata, approfittando del momento di tranquillità, e vedo edifici che insieme formano un bosco: ogni palazzo ha balconi pieni di alberi e piante che filtrano lo smog e mantengono le case fresche d’estate, diminuendo così l’uso dei condizionatori. Le pareti esterne dei palazzi sono trattate con materiali speciali che, grazie alla luce del sole, trasformano gli agenti inquinanti in sali innocui. Ogni tetto è coperto da pannelli fotovoltaici trasparenti per produrre energia pulita. Decido di fare una camminata al parco e mentre cammino per le stradine ricoperte di verde mi ritrovo ancora una volta a respirare il forte odore che impregna l’aria: è molto dolce come le nuvole di zucchero filato che ti si sciolgono in bocca. Non riesco però a capire da dove provenga e nel frattempo una piccola panchina marrone, anch’essa immersa nel verde mi attrae, sembra chiamare il mio nome e indicarmi di sedermi.
Così mi avvicino cautamente e mi siedo per sentire ancora una volta il canto soave degli uccelli. Più il tempo passa più sento le mie palpebre pesanti, tanto che cedo alla stanchezza e mi distendo involontariamente sulla panchina facendomi cullare dal venticello che sfiora lievemente la mia pelle. Tuttavia, quando riapro gli occhi i miei sogni si infrangono e le illusioni svaniscono: non ci sono più gli odori intensi dei fiori a invadermi le narici e tutto quello a cui inconsciamente ho creduto fosse la realtà si è dissolto nel nulla. Apro il calendario e mi ritrovo nuovamente nel 2026, in un mondo in cui non si è avvolti dal verde e dalla natura, ma da smartphone, tecnologia e smog. Il tempo passa inesorabile, ma se ci impegniamo e lo vogliamo veramente possiamo davvero migliorare il mondo in cui viviamo, anche se in un futuro lontano.
La città del futuro che immagino non può restare solo una fantasia.
La città del futuro è una città dove la natura non è così lontana ma è parte della quotidianità. È proprio la città dei miei sogni nella quale camminando per le strade posso respirare aria pulita e godermi il cielo azzurro senza la nuvola dello smog.
È una città dove le persone si incontrano, parlano, leggono e fanno sport mentre sono circondati dalla natura. È una città dove tutti, sin da piccoli, imparano quanto sia importante rispettare l’ambiente che li circonda. Immagino la città perfetta come un luogo dove le persone possono fermarsi, parlare e respirare un po’ di natura. Questa città forse oggi sembra un sogno ma non è impossibile. Non dobbiamo aspettare il 2050 per cambiare ma potremmo iniziare facendo delle piccole iniziative come, ad esempio, quella di piantare un albero per ogni abitante: questo aiuterebbe a contrastare le conseguenze del cambiamento climatico considerando il fatto che gli alberi sono indispensabili per la vita in quanto ci danno l’ossigeno rendendo l’aria più fresca e pulita.
Invece, di aspettare che sia il passare del tempo a cambiare il mondo dovremmo impegnarci noi oggi per migliorare il futuro che è qualcosa che dobbiamo costruire con ogni nostra piccola azione quotidiana. E noi crediamo che il futuro, grazie alla collaborazione di tutti, possa essere raggiante.
classe 2ªD di Bertinoro