Tra miti, disegni e solidarietà. «Il nostro arcobaleno di storie»
Gli studenti della scuola media Lelio Orsi di Novellara diventano autori di un libro unico Lo hanno presentato e portato ai piccoli della materna ‘Il Girasole’: «Una giornata magica»
Avete presente quelle aule scolastiche un po’ tristi, con i muri grigi che mettono sonno? Ecco, la nostra classe è l’esatto contrario. Se entrate da noi, vi sembrerà di essere in un museo allegro: le pareti sono decorate con diciannove cartelloni che raccontano chi siamo.
Non è solo per bellezza: avere intorno ciò che abbiamo creato ci fa sentire a casa, aumenta la nostra autostima e ci aiuta a concentrarci meglio. In un ambiente così colorato la fantasia non si ferma mai. Proprio qui è nato il progetto «L’arte di narrare e la meraviglia di illustrare«, partito mentre studiavamo i miti, quei racconti antichissimi nati per spiegare i segreti del mondo. Abbiamo deciso di raccontare come nasce l’arcobaleno e come spuntano le stelle. Ma perché proprio loro? Forse perché sono i simboli della luce che sconfigge il buio e della meraviglia che torna dopo la pioggia.
Sotto la guida delle nostre insegnanti di italiano e di arte, ci siamo messi alla prova: mentre alcuni scrivevano i testi, altri disegnavano cieli stellati e fatine colorate con pennarelli brillanti. Ne è nato un libro unico, costruito con fatica ma anche con tantissime risate tra i banchi. Il giorno tanto atteso è arrivato il 3 marzo scorso, quando siamo andati alla scuola dell’infanzia ‘’Il Girasole“. Sul bus eravamo tesi, ma appena entrati l’ansia è sparita. Al dirigente scolastico e alle insegnanti abbiamo consegnato il frutto del nostro impegno. È stato magico vedere i bambini rapiti dai racconti: i loro occhi brillavano quando mostravamo le fatine e quando narravamo la lotta epica tra Zeus e il drago. In quei momenti la nostra aula sembrava essersi trasferita lì, portando con sé tutto l’universo che avevamo immaginato. Ma la parte più bella è stata scoprire che il libro non era finito.
L’ultima pagina l’abbiamo dedicata a loro: i piccoli l’hanno riempita subito con scritte e disegni, spaziando con la loro fantasia. Vedere quei faccini così teneri e attenti è stato un regalo immenso. Davanti a tanta dolcezza tutti noi avremmo voluto strapazzarli di coccole. Vedere il libro passare dalle nostre mani alle loro è stata la ricompensa più grande. Questa esperienza ci ha insegnato che la scuola è più bella quando è colorata, ma è ancora meglio quando quello che impariamo serve a far felice qualcun altro.
Siamo tornati nella nostra aula con una consapevolezza nuova: quei cartelloni non sono solo decorazioni, ma il segno di quanto siamo cresciuti insieme. Non importa quanto sia piccola un’aula. Se contiene grandi sogni si può davvero colorare il mondo, un mito alla volta.
Gli alunni delle classi II A e II E quest’anno partecipano al concorso del Fai con un progetto dedicato alla riscoperta delle radici di Novellara, storicamente governata da un ramo cadetto dei Gonzaga. Durante la ricerca, hanno scoperto che molti dei luoghi raccontati nel Museo della Rocca sono oggi poco conosciuti o chiusi al pubblico. Da qui l’idea di riportarli alla luce.
Attraverso la lettura di antichi documenti d’archivio, gli studenti hanno approfondito cinque luoghi principali. Al Casino di Sopra hanno ricostruito digitalmente l’antico giardino all’italiana, al Casino di Sotto hanno realizzato didascalie per spiegare gli affreschi, nei panni di veri storici dell’arte. Il progetto ha valorizzato anche la Chiesa del Popolo, importante per la comunità, e ha riportato alla memoria l’ex Convento di Sant’Anna, un tempo centro culturale di pregio. Non è mancata l’attenzione per l’antica Spezieria dei Gesuiti, luogo legato alla produzione di rimedi e preparazioni, decorata con disegni di piante particolari.
I ragazzi hanno creato un dépliant e un sito web con contenuti anche in Caa (comunicazione aumentativa e alternativa), arricchito dai loro elaborati creativi e una simpatica mascotte: la rana. L’appuntamento è fissato per sabato 16 maggio, quando gli apprendisti ciceroni della Lelio Orsi guideranno i visitatori alla scoperta di questi splendidi luoghi.
Tutti sappiamo che la Terra è l’unico pianeta abitabile, ma quanto è veramente grande rispetto all’Universo? In classe ce lo siamo chiesti e abbiamo trovato risposta grazie a degli approfondimenti: la Terra ha un diametro di circa 13 mila km, mentre il Sole circa 73 mila volte maggiore, ovvero un milione e mezzo di km di diametro. Infine il nostro sistema solare ha un’ampiezza di 2 anni luce che corrispondonoall’incircaa1 8 . 9 0 0 . 0 0 0 . 0 0 0 . 0 0 0 km. Gli astronauti della spedizione spaziale Artemis II hanno descritto la Terra come una ‘grande astronave’, fragile, senza confini visibili dallo spazio e immersa nel vuoto cosmico. Affermano che vista dallo spazio appare preziosa e unica, un vero dono divino. E ribadiscono che non esiste un Pianeta B dove abitare, perciò farsi la guerra nuoce solo all’umanità, proteggerla è un nostro compito.