ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Calamandrei di Sogliano al Rubicone (FC) - 3A

È importante essere se stessi. «Non c’è bisogno di apparire sui social»

Gli studenti della scuola Piero Calamandrei di Sogliano al Rubicone invitano i coetanei a non seguire la moda solo per sentirsi più ‘popolari’ o per essere inclusi all’interno di gruppi di amici. Puntare sulla propria autenticità

I giovani hanno valori veri: l’amore, la famiglia, il rispetto. Io non ho bisogno di apparire sui social, né di seguire la moda. È importante essere se stessi e non seguire per forza quel gruppetto di amici alla «moda» o «popolare» solo per essere inclusi al suo interno. Ho sentito molti adulti che fra di loro parlano degli adolescenti, dicendo che sono vagabondi, stanno al telefono sempre, sono maleducati, e trascorrono la maggior parte del loro tempo libero sui socia. Per loro, quindi, gli adolescenti mettono da parte alcuni veri valori, quali l’amore, la famiglia, il rispetto, mentre attribuiscono importanza al mondo dei social, agli abiti firmati e più cool, ai cellulari più nuovi e ai selfie oppure ai video, sempre più originali da pubblicare, per ottenere like. Quando i nostri genitori avevano la nostra età, i social non c’erano e non esisteva neanche il cellulare o, meglio, esisteva, ma a quell’epoca si faceva fatica ad acquistarlo: primo, perché costava abbastanza e non si avevano tanti soldi; secondo, perché i genitori facevano fatica a essere d’accordo nel dare il permesso dell’acquisto. Quindi, dato che il telefono era l’unica cosa a cui si dava meno importanza, di conseguenza si facevano altre attività.

Secondo me, non è giusto incolpare tutti i ragazzini, perché alcuni si impegnano, studiano, ci tengono alla famiglia e sì, magari, guardano il cellulare, ma non sciupano tutta la giornata! Anch’io non sono d’accordo con il fatto di stare tutto il giorno davanti allo schermo, come fanno in tanti. Stare davanti a uno schermo per molto tempo ti può provocare male alla testa e danni, perciò sarebbe meglio fare altre attività, come cruciverba, sudoku, disegnare, colorare, ma soprattutto leggere. La lettura è molto importante, perché ti aiuta a imparare e a scoprire nuove parole. I miei genitori fin da piccola mi hanno insegnato a leggere, dicendomi che era un’alternativa, per quando mi annoiavo o per non guardare la tv o per sostituire qualsiasi schermo. A me leggere non fa impazzire, però lo faccio comunque, come mi hanno suggerito mia mamma e mio babbo, perché so che è importante.

Riguardo al cellulare io ho un limite di due ore al giorno, tranne il sabato e la domenica. Nel week end lo posso utilizzare quanto voglio.

Nel fine settimana, anche se non ho un limite, non ne approfitto così tanto, perché non perdo il mio tempo online.

Riguardo alle ragazzine che si fanno foto o video, e poi li postano sui social, non è detto che non diano importanza alla famiglia o che non siano rispettose oppure che vogliano diventare per forza famose. Forse, alcune di loro tengono semplicemente al fatto che alcune persone mettano ‘mi piace’ ai loro post.

Poi, sicuramente, ci sono ragazze a cui interessa diventare famose e, per me, sono libere di provarci: non c’è nulla di male. Io non ho bisogno di apparire sui social e non ho bisogno di seguire la moda.

Certo, nel mio armadio ci sono un sacco di vestiti o di scarpe che quest’anno o che l’anno scorso sono andate di moda, ma perché, quando sono uscite sul mercato, a me piacevano talmente tanto che le ho acquistate. È importante essere se stessi e non seguire per forza quel gruppetto di amici alla ‘moda’ o ‘popolare’ solo per essere inclusi al suo interno. Se si è un ragazzo o una ragazza estroversa, simpatica, educata e gentile, sono sicura che, anche se non si indossano vestiti alla moda, si verrà sicuramente inclusi. Riguardo agli adulti che dicono male di noi adolescenti, dovrebbero conoscerci meglio, perché dietro a un ragazzo o a una ragazza, che sta sempre al telefono, si nasconde una persona. Quindi, a parer mio, sarebbe meglio non generalizzare, perché non tutti i ragazzi hanno lo stesso carattere e lo stesso modo di comportarsi.

Martina Galbucci della III A della Piero Calamandrei di Sogliano al Rubicone

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