’Il giorno della memoria’. «La nostra storia americana»
Gli alunni in scena con un recital, in lingua inglese, ispirato al racconto degli ospiti americani La scrittrice e docente universitaria Margaret McMullan e suo marito, il regista Patrick O’Connor
Per il giorno della memoria, il 27 gennaio 2026, nell’aula Baiocchi dell’Istituto Tecnico ‘Enrico Mattei’ di Amandola, abbiamo realizzato un recital, in lingua inglese, ispirato alla storia che ci hanno raccontato i nostri ospiti americani.
La scrittrice e docente universitaria Margaret McMullan e suo marito, il regista Patrick O’Connor, sono venuti in visita alla scuola secondaria di primo grado ‘RicciSpadoni’ di Amandola, all’inizio dell’anno scolastico in corso. ‘Per ricordare nomi, sogni e famiglie ebree’, in particolare per mantenere viva la storia di Richard Engel de Janosi, abbiamo voluto presentare quanto appreso dalla lettura del libro di Margaret ‘Where the Angels Lived’. Attraverso bigliettini fatti volare in aria e raccolti da alcuni di noi, abbiamo raccontato l’infanzia del protagonista: «My name is Richard. I was born in Pécs, Hungary. I loved books. I loved learning.» E poi abbiamo tratteggiato l’attaccamento che provava per la sua famiglia: «I had brothers and sisters. We celebrated together. We dreamed of our future.» La sua vita cambiò con l’emanazione delle leggi razziali del 1935: «Then the laws changed. Our rights disappeared. Our freedom disappeared. People stopped saying my name.» Ecco ci siamo sentiti chiamati in causa per abbattere il silenzio che ne seguì e per questo abbiamo raccontato la sua storia, «In the end, I was alone. My story almost disappeared. But memory has a way of coming back.» Proprio come Margaret ci siamo sentiti in dovere di ricordarlo compiendo così un atto d’amore e, al tempo stesso, di giustizia. Disposti in semicerchio abbiamo gridato ai presenti che abbiamo il dovere di non dimenticare quella famiglia distrutta e ricordare il coraggio di quanti furono uccisi senza motivo, le loro voci scomparse, i sogni svaniti. Ricordare è il compito che abbiamo per fermare l’odio, convinti che il silenzio è la peggiore condanna che può essere inflitta a chi è stato costretto a morire per volontà di un’idea sterminatrice senza senso e, soprattutto, vorremmo evitare che si compiano di nuovo azioni del genere. In classe abbiamo disegnato un albero per apporvi il nome delle vittime dell’olocausto. Nel Giorno della Memoria lo abbiamo mostrato agli altri compagni della scuola e vi abbiamo posto il nome di Richard Emgel De Janosi. Infine abbiamo acceso una candela come impegno a non dimenticare Richard e chiunque sia stato travolto da quella stessa sorte. Tutto questo è stato possibile grazie a Margaret McMullan, scrittrice americana venuta in Italia per una breve vacanza. Grazie al progetto ‘My American Penpal’ avviato dalla prof Baglioni, abbiamo incontrato la scrittrice insieme al marito Patrick O’ Connor, un documentarista, da cui è nata una bellissima esperienza condivisa.
Scuola media di Amandola, classe III A, coordinata da Daniela Baglioni e Ornella Virgili
La storia di Richard è stata trascurata dal mistero dell’Olocausto fin quando McMullan non visitò il museo di Yad Vashem a Gerusalemme. Come racconta in ‘Where the Angels Lived’, Margaret ritrovò il cognome di sua madre negli archivi dei prigionieri deceduti nei campi di concentramento. Leggendo il nome ‘Richard Engel de Janosi’, si sentì in dovere di saperne di più. Richárd Engel de Jánosi nacque a Pecs, in Ungheria, il 31 luglio 1882. Era un ingegnere che nel 1944 divenne il proprietario dell’azienda di legname di famiglia, la Adolf Engel & Figli.
Un giorno Richárd vide un’auto nera con svastiche sulle portiere parcheggiata davanti casa sua (oggi Rákáczi ut a Pécs). Lì due uomini in uniforme nera lo rapirono insieme a suo padre; entrambi furono deportati al campo di Mauthausen, in Austria. Richard morì il 30 aprile 1944, cinque giorni dopo l’arrivo al campo e a Pecs non rimase più nessun membro della famiglia. Durante le ricerche, Margaret entrò in contatto con l’unica parente sopravvissuta di Richard, Anne Stein, una lontana cugina che viveva a Parigi. Nel libro racconta il commovente incontro di sua madre con questa parente. Le due donne condivisero il dolore per la morte dei membri della loro famiglia ma anche la speranza che far conoscere quelle vite perdute potesse contribuire a resistere all’oblio e a mantenere viva la loro memoria nel tempo a beneficio delle generazioni future.
Classe III A
Margaret McMullan, scrittrice americana nata nel Mississippi e suo marito, ci hanno raccontato della fuga della mamma di Margaret dall’Austria, occupata dai nazisti nel 1939 e con questa esperienza ci hanno restituito un pezzo di storia. Madeline Engel de Janosi, nacque nel 1929 ed era ebrea. Madeline, lavorando per la Cia, non aveva rivelato alla figlia la sua origine. Nel libro ‘Where the Angels Lived’, Margaret racconta di una visita al museo di Yad Vashem, in Israele dove scoprì il nominativo di Richard. Iniziò così le ricerche che la portarono a conoscere le sue origini, come ci ha riferito in classe svolgendo una lezione interessantissima sulla Shoah. E’ stata un’occasione per apprendere alcuni fatti della storia del Novecento attraverso testimonianze provenienti da altri Paesi, quindi con altri punti di vista. Il contatto con Margaret McMullan è avvenuto tramite Carol, un’attivista dell’Associazione di Evansville.
Classe III A