Erasmus, scambio oltre i confini. La nascita del progetto culturale
Gli studenti e le studentesse della scuola Marconi raccontano l’idea di Sofia Corradi, ’madre’ del piano La testimonianza della dirigente Vitale: «Con questo percorso si apre la mente verso il rispetto e il dialogo»
«La curiosità verso l’altro è l’antidoto più efficace contro il fanatismo». Questa citazione dello scrittore Amos Oz ci ricorda quanto sia importante conoscere culture diverse per superare i pregiudizi e le paure soprattutto per noi ragazzi. Aprendo i quotidiani, leggiamo di intolleranza, politiche restrittive e ostilità verso immigrati e stranieri. Gli scambi culturali, soprattutto per i giovani, possono essere un modo per imparare i valori del rispetto e del dialogo. A sottolineare il valore di queste esperienze è anche la dirigente scolastica del nostro istituto, Lucia Chiara Vitale, che ha vissuto uno scambio in Germania nel suo percorso professionale: «Confrontarmi con una realtà scolastica diversa dalla nostra mi ha permesso di crescere sia dal punto di vista professionale che umano. Conoscere altre culture significa imparare il rispetto, il dialogo e l’apertura mentale valori fondamentali oggi, in un periodo storico segnato da intolleranza e discriminazione».
Per esempio, «ho avuto la conferma che in Italia siamo all’avanguardia sull’inclusione delle persone diversamente abili che sono completamente integrate nelle scuole, a differenza di quanto accade ad esempio in Germania».
Questo approccio ci ha dato la spinta per approfondire la conoscenza con una figura fondamentale per l’istruzione europea: Sofia Corradi, soprannominata ’Mamma Erasmus’. Il progetto Erasmus è un programma che consente agli studenti di trascorrere un periodo di studio o tirocinio all’estero supportato da una borsa di studio. Corradi nel 1957 vinse una borsa di studio che le aprì le porte della Columbia University. Al suo ritorno in Italia, presentandosi alla segreteria della sua università per convalidare gli esami, scoprì con grande amarezza che i suoi sforzi all’estero non potevano essere riconosciuti. Invece di abbattersi, fece una promessa a sé stessa: nessun altro studente avrebbe dovuto subire una ingiustizia simile. Iniziò così a immaginare un sistema per permettere agli studenti di studiare all’estero senza perdere il riconoscimento degli esami.
Negli anni Ottanta incontrò Franco Lenarduzzi: entrambi credevano fortemente nella mobilità studentesca come strumento di crescita e integrazione. Grazie al ruolo di Lenarduzzi alla Commissione Europea, il progetto di Corradi venne riconosciuto come una soluzione concreta per unire l’Europa attraverso l’istruzione. Così finalmente nel 1987 grazie a tutti gli sforzi congiunti di Corradi e Lenarduzzi, il progetto Erasmus fu finalmente approvato da tutti gli stati membri dell’Unione europea.
Professoresse: Annalisa Foresta, Manuela Bonadei. Cronisti: Aeyanah Louise Herrera , Sara Morgante, Marysol Gonzalez, Mariapaola Scaglioni 3C, Alice Grandi, Ianelli Anna Clorinda, Leone Castellani 1A
Per capire quanto sia conosciuto l’Erasmus abbiamo proposto un sondaggio a 200 persone di età diverse.
La maggior parte di loro, tra i 14 e i 30 anni, conosce il progetto, ma il 10% circa non ne ha mai sentito parlare. Categoria sotto i 14 anni: il 70% lo conosce, mentre il 20% no.
Le persone con piú di 50 anni hanno risposto di non averne mai sentito parlare, perché quando erano più giovani il progetto non esisteva.
In pochi hanno partecipato all’Erasmus e chi non lo ha fatto lo avrebbe voluto vivere e quasi tutti conoscono qualcuno che ne ha preso parte. Abbiamo sentito alcune persone che trovano il progetto formativo e consigliano di farlo. Tra le risposte, ci ha colpito quella di un ragazzo tedesco che ha fatto l’Erasmus a Bologna: «Durante il soggiorno ho conosciuto quella che poi è diventata mia moglie dalla quale ha avuto due figli. Un’esperienza iniziata come progetto di studio che si è trasformata in un progetto di vita».
Nilva Monte 1A, Sara Vecchia 2A, Mariapia Infantile, Stella Chiapperino, Frida Venturi, Nala Aisha Sow 2C, Camilla Tormen 2E
Alcuni studenti delle scuole Marconi hanno avuto l’opportunità di intervistare la professoressa Lucia Degli Esposti che ci ha raccontato in cosa consisterà il progetto di scambio culturale con la Germania attivato da quest’anno nella nostra scuola.
Qual è il progetto attivato quest’anno e in cosa consiste? «Il progetto inizierà a marzo e consiste nell’accoglienza di studenti di un altro Paese da parte degli studenti della nostra scuola. In un secondo momento, i partecipanti italiani accoglieranno gli ospiti aprendo le porte delle loro case.
Un’importante occasione per gli studenti, sia per potenziare le competenze linguistiche sia per vivere un’esperienza di crescita e autonomia. Un’ottima opportunità per confrontarsi con un’altra cultura».
Quale Paese sarà coinvolto? «Lo scambio è con la Martin Luther Schule Gymnasium di Rimbach, in Germania. L’obiettivo è proprio uno scambio a livello linguistico, utilizzando come lingua veicolare l’inglese, con cui gli studenti dovranno esprimersi durante tutte le attività».
E l’accoglienza? «Gli alunni italiani verranno accolti dalle famiglie tedesche degli studenti abbinati in base alle passioni e attività sportive, tenendo conto anche di caratteristiche personali quali eventuali allergie o paure legate alla presenza di animali domestici».
Quali sono le attività extrascolastiche organizzate? «Per gli studenti tedeschi abbiamo pensato, tra le altre cose, a un’attività legata alla nostra città: realizzare i tortellini, entrando in contatto con una tradizione gastronomica tipica del territorio; due gite in città italiane e una visita a Bologna. Allo stesso modo, gli studenti italiani in Germania avranno l’occasione di frequentare alcune lezioni nella scuola partner e di visitare alcune città tedesche, favorendo il confronto culturale e linguistico».
Elena Lolli 2C, Maé Colazzo 2E, Emma Borgatti e Alice Calzolari 2C, Eleonora Caselli 2B, Agata Festi 1A