Gli studenti immersi nel verde. Piccoli gesti fanno la differenza
C’è anche la mano dei ragazzi nel trionfo della località romagnola in Canada con un progetto sulla sostenibilità ambientale
Anche gli studenti di Bellaria Igea Marina hanno contribuito alla vittoria della città romagnola in Canada, con un progetto sulla cura del verde urbano e sulla sostenibilità.
Lo scorso ottobre il Comune di Bellaria Igea Marina ha partecipato infatti a una manifestazione in Canada, sulla valorizzazione degli spazi pubblici. Un’esperienza che ha dimostrato come anche una scuola possa dare un contributo concreto alla tutela dell’ambiente. Il progetto «Fiori, piante e fantasia», coordinato dalla professoressa Cammarano, è nato con l’obiettivo di far conoscere la biodiversità locale e far comprendere agli alunni quanto sia semplice, ma allo stesso tempo fondamentale, prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo.
Le piante, infatti, non solo abbelliscono spazi, ma favoriscono anche il benessere delle persone che li vivono. Noi studenti ci siamo immersi nel mondo della botanica come veri giardinieri, lasciandoci guidare dalla curiosità e dalla fantasia. Abbiamo trasformato alcuni spazi della scuola con fiori e piante, rendendoli più colorati e sostenibili. Questo lavoro ci ha insegnato che anche piccoli gesti possono fare la differenza e che ognuno di noi può contribuire alla salvaguardia del pianeta. Dopo alcune lezioni teoriche introduttive, siamo usciti in giardino per l’attività pratica. Toccare la terra, sollevare mattoni, trasportare vasi, annaffiatoi e sacchi di terriccio, sono state esperienze coinvolgenti, capaci di farci sentire parte di qualcosa di concreto. Lavorare all’aria aperta ha fatto bene al corpo e alla mente, rafforzando anche la collaborazione tra compagni. La professoressa ha già in programma molte nuove idee per quest’anno, con l’intento di ampliare il progetto e coinvolgere sempre più studenti.
Tutto il gruppo di lavoro si è detto molto soddisfatto dei riconoscimenti ricevuti dagli esaminatori canadesi. A chi ama le piante consigliamo di coltivare questa passio-ne, perché rappresenta il nostro legame più autentico e primordiale con la Terra.
Il progetto si è concluso con una bella premiazione durante la cerimonia finale: Bellaria Igea Marina è stata incoronata vincitrice assoluta di «Communities in Bloom» nella propria categoria. Un risultato che ci rende orgogliosi e che dimostra quanto l’impegno condiviso possa portare a grandi traguardi.
Giovanni Guerriero II Fe Lorenzo Nanni II B IC Montalcini Bellaria Igea Marina
Chi l’avrebbe mai detto che una gatta potesse affrontare un argomento così importante come la Shoah e accendere l’attenzione di intere scolaresche? Ebbene sì. Lo scorso 30 gennaio tutte le classi terze della scuola media Panzini di Bellaria Igea Marina si sono recate al teatro Astra, per assistere allo spettacolo «Il valzer della bugia», monologo teatrale tratto dal libro ‘Una bugia che salvò il mondo’ di Nicoletta Bortolotti. Uno spettacolo che ha l’obiettivo di ricordare le vittime della Shoah e in particolare un centinaio di ebrei salvati da una bugia: essere affetti dal ‘morbo K’, malattia contagiosissima ma inesistente. Tutti i personaggi sono stati interpretati da Francesca Zoccarato.
La narrazione è stata poi affidata alla Gatta de Roma. Altri personaggi molto importanti nella storia sono Cloe, figlia di un maestro fascista, e l’ebreo Amos, due bambini molto amici costretti a separarsi a causa delle leggi razziali introdotte in Italia da Benito Mussolini. Un ruolo di primo piano è stato assunto anche da Fernanda, caposala e personaggio reale, che contribuì alla missione del dottor Giovanni Borromeo, primario dell’ospedale Fatebenefratelli a Roma. Borromeo riuscì a salvare oltre un centinaio di ebrei inventando il morbo K. Questo monologo ci ha fatto riflettere sull’importanza della scelta: scegliere il male o avere il coraggio di fare la scelta giusta, anche rischiando la propria vita. Camilla Baiardi e Sofia Rosato III G
È giusto fare usare il cellulare ai bambini fin da piccoli? Ultimamente vedo molti bambini anche di sei anni chiedere ai propri genitori di usare il telefono. Anche quando sono al parco, in spiaggia o in piazza. Alcuni hanno già un cellulare tutto loro e ci passano ore davanti, dimenticandosi di ciò che li circonda. Dimenticandosi di giocare, come tutti i bambini fanno, con una palla al parco o con la sabbia in spiaggia. I bambini davanti ai piccoli schermi, non guardano contenuti utili o interessanti: passano il tempo su YouTube, Tik Tok, piattaforme simili.
Una volta si usciva alle 15 e si tornava, tra un pianto e l’altro, alle 18.30. Oggi, invece, per molti uscire sembra una tortura. Mi chiedo: è davvero così brutto stare all’aria aperta solo perché esiste il telefono? Forse i genitori dovrebbero dire qualche «no» in più ogni tanto. E ora pensate: quando eravate piccoli, passavate davvero ore e ore davanti al telefono?
Giovanni Guerriero II F