I giovani d’oggi non sono tutti uguali. «Stanchi di opinioni poco lusinghiere»
Gli studenti della scuola Piero Calamandrei dell’Istituto di Sogliano al Rubicone difendono il mondo dei ragazzi perché talvolta si sentono criticati dagli adulti. «Ci dicono che siamo maleducati e ci impegniamo poco a scuola»
A essere proprio sinceri, noi, ragazzi tredicenni di Sogliano al Rubicone, siamo un po’ stanchi di sentire opinioni poco lusinghiere da parte di anziani o adulti sui ‘giovani d’oggi’ cioè su di noi: dicono che siamo maleducati, poco impegnati a scuola e che trascorriamo gran parte del nostro tempo libero con lo smartphone, chattando, ascoltando musica, giocando ai videogiochi, e diamo poca importanza ai veri valori (quali amore, giustizia, famiglia, onestà, rispetto, coraggio, libertà), mentre ne attribuiamo a ciò che rientra nella sfera dell’ ‘apparire’ (abiti firmati e alla moda, cellulari ultimo modello, selfie perfetti da condividere online, per ricevere il maggior numero di like e approvazioni social). È vero che ci sono ragazzi, che trascurano lo studio e i propri doveri, e che non danno importanza all’amore che ricevono dalla propria famiglia, per concentrarsi sulle chat, sui like e su cosa postare in rete, e così sprecano le loro giornate a lodare se stessi e a non ascoltare i consigli dei genitori. I giovani, che si comportano così, finiscono spesso per essere maleducati e rispondere male. Si fidano solo dei loro coetanei e non ascoltano i consigli degli adulti. Però è vero anche che non siamo tutti così: ci sono tantissimi ragazzini diligenti, che tengono alle opinioni e ai suggerimenti della famiglia, che aiutano in casa, e che si impegnano per portare a termine i propri obiettivi. Perciò etichettare tutti i teenagers come degli sfaticati, che non fanno niente dalla mattina alla sera è sbagliato. Io sono stata educata davvero bene dai miei genitori e in tanti me lo dicono.
E’ vero che non riesco sempre a mettere in pratica tutte le buone maniere che mi hanno insegnato, perché, effettivamente, a volte, si fa molta fatica a comportarsi in certi modi, anche per la forte influenza degli amici. Anch’io tendo a seguire la moda: mi piace indossare vestiti, che mi valorizzano e che in quel momento sono scelti da parecchi giovani, però non ci baso la mia vita.
Ho ben altri obiettivi: come studiare per avere un futuro che mi piaccia, e cercare di apprezzare i piccoli momenti di gioia, perché non sono scontati e perché passano. Invece ad altri giovani non va mai bene niente. Se non possiedono l’ultimo modello dello smartphone più in voga o se non hanno tutti i vestiti di marca non sono contenti, e molto spesso queste insoddisfazioni sono causa di litigi. A parte i miei nonni, ultimamente nessun anziano o adulto mi ha né coperta di ‘gloria’ né criticata, ma ricordo che da piccola una vicina di casa di mia nonna faceva spesso i complimenti ai miei, perché io e mio fratello, contrariamente ai miei cugini, la salutavamo sempre, e la ringraziavamo tutte le volte che ci veniva fatto un complimento, cosa che i cugini non facevano.
Ricordo anche di quando degli amici di famiglia, dopo un pomeriggio trascorso insieme, si complimentarono con me e mio fratello, dicendo che eravamo stati educati e generosi. A pensarci bene, personalmente, nessun adulto mi ha mai criticata per il comportamento: grazie alla buona educazione, ricevuta dai miei genitori. Sono certa di non essere l’unica adolescente fatta così!
Riguardo al chattare tanto durante il giorno, è vero! Anch’io lo faccio e, probabilmente, non potrei resistere neppure un giorno senza telefono, ma scrivo tanto con i miei amici, perché non posso incontrarli sempre dal vivo e, facendo così, è come se fossero davanti a me. Sicuramente il modo di guardare il mondo (e il mondo stesso) sono cambiati da quando i miei nonni erano piccoli.
Così i ragazzi di oggi, anche i più diligenti e buoni, non riusciranno mai a sentire quei valori, un tempo indispensabili, valori, che caratterizzavano la vita dei ragazzi e delle ragazze del passato. Ci sono davvero molti giovani che si interessano solo ai fatti loro, che non aiutano in casa, e che non apprezzano niente, ma dall’altra parte ce ne sono anche tanti altri, che sono riconoscenti per ciò che hanno, che studiano, e mettono prima gli altri di se stessi.
Atanasia Fabbretti della III A della ‘Piero Calamandrei’ di Sogliano al Rubicone