Inclusione, per una società più giusta. Risorse eque per crescere insieme
I ragazzi della 3F dell’istituto di Forlimpopoli hanno riflettuto sui fondi europei come strumento di ridistribuzione Gli studenti partecipano a un progetto finanziato dall’Ue, che metterà in scena un musical a fine anno
Partire per una gita scolastica non è sempre facile, soprattutto quando si fa parte di una classe difficile. Ai piedi di un’alta montagna, noi alunni della classe 3ªF della Manlio Marinelli ci presentiamo divisi in tre gruppi equipaggiati in modo diverso: una decina di noi è vestita in modo adeguato, con cappotti, pantaloni e scarponi; un secondo gruppo indossa felpa e tuta, con sneakers sportive; gli ultimi, invece, sono in pantaloncini corti e maglietta con infradito ai piedi. La professoressa è esausta, ma non può permettere che alcuni di noi si ammalino, perciò decide di darci un nuovo cappotto, pantaloni e scarponi. Il primo gruppo inizia a sudare; il secondo comincia ad avere caldo; il terzo, invece, sta bene. Eccoci quindi punto e a capo, non tutti stiamo bene, perché non abbiamo tutti le stesse necessità e non affrontiamo le stesse difficoltà. «Non c’è ingiustizia più grande che fare parti uguali tra disuguali», diceva don Lorenzo Milani. Questo concetto lo abbiamo interiorizzato attraverso un gioco: se dividiamo gli stessi gettoni tra regioni che hanno problemi diversi, il risultato non sarà mai giusto.
Chi è già ricco continuerà a esserlo, mentre chi è in difficoltà resterà indietro. Le politiche di coesione nascono proprio per distribuire fondi in base alle reali necessità di ciascun Paese; servono ad aiutare i Paesi ad avere le stesse opportunità dando a chi ha meno ciò di cui ha bisogno per crescere, così che tutta l’Europa possa avanzare insieme. Le politiche di coesione sociale servono quindi a costruire un’Europa più giusta, in cui tutti abbiano le stesse possibilità di sviluppo, dove le differenze non diventano ostacoli, ma punti di partenza per una società più equilibrata, proprio come suggeriva don Milani.
Per realizzare questi progetti, l’Unione Europea mette a disposizione fondi strutturali, una sorta di ’salvadanaio europeo’ che raccoglie risorse provenienti dal Reddito Nazionale Lordo (Rnl) di ciascun Paese e dai dazi doganali. I principali fondi sono tre: il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr), il Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+) e, infine, il Fondo di Coesione. I temi della coesione sono tanti e, all’interno dell’ambito ’Istruzione e Formazione’, nasce il Programma Nazionale a titolarità del Ministero dell’Istruzione e del Merito, denominato ’Pn Scuola e Competenze 21-27’ finanziato tramite i fondi Fesr e Fse+. Questo programma punta a migliorare la qualità, l’inclusività, l’efficacia e l’attinenza al mercato del lavoro dei sistemi di istruzione e di formazione; a promuovere la parità di accesso di un’istruzione inclusiva e di qualità, anche mediante lo sviluppo di infrastrutture; e a potenziare l’apprendimento permanente.
Anche il nostro Istituto Comprensivo da anni propone percorsi finanziati tramite questi fondi di coesione, ma in particolare vogliamo soffermarci sul progetto Orientamento, che da poco ha preso avvio. Questo progetto dà la possibilità a noi ragazzi di sperimentarci in diversi campi e si articola in tre moduli: Stem e lingua straniera, Lettere e arte, Musica e spettacolo. Durante le ore dedicate al modulo Musica e Spettacolo, sette studenti della nostra terza F insieme ad altri venticinque ragazzi di seconda e terza media, si preparano a mettere in scena un musical intitolato ’Under the same sky’, guidati dai professori musicisti Taroni Ivan e Ingoli Michele. Il musical ci offre la possibilità di sperimentare tante arti come la recitazione, la musica, il canto, la danza e le arti scenografiche. La sceneggiatura è originale ed è stata ideata dal prof. Taroni a partire dalle parole chiave empatia, diversità, conoscenza di sé e inclusione. La storia parla del viaggio di crescita interiore di un gruppo di ragazzi che iniziano un percorso in una scuola nuova, quella superiore.
Lo spettacolo sarà messo in scena al termine dell’anno scolastico e sarà aperto a chiunque. Non ci resta che invitarvi già da ora: vi aspettiamo numerosi!