Khadija e il corner della vita. «Riscatto attraverso lo sport»
Ragazzi a tu per tu con la scrittrice Ilenia Severini «Il libro racconta una storia vera che parla di amicizia, di rispetto umano e delle difficoltà in Africa»
Severini, cosa fa nella vita e come mai si è cimentata nella scrittura di questo libro? «Nella vita sono una maestra della scuola primaria a Recanati, anche se risiedo a Macerata. La passione per la scrittura l’ho sempre avuta fin da piccola e l’ho coltivata nel tempo, fino a riuscire a pubblicare romanzi per ragazzi».
Quando ha scritto questo libro? «Ho scritto questo libro nel 2020, durante la pandemia, quando ho sentito il bisogno di immaginare, scrivere e dare sfogo alla mia creatività per evadere da una situazione di chiusura e raggiungere, con la mente, luoghi lontani».
Di cosa parla questo libro? «Il libro è tratto da una storia vera che mi è stata raccontata personalmente da Stefano Guscella, allenatore di hockey. Racconta come lo sport possa favorire il riscatto sociale in Paesi dove la vita è piena di ostacoli e difficoltà, come la Tanzania, dove purtroppo molti bambini non hanno accesso allo studio, alla salute e al gioco».
Chi sono le protagoniste? «Sono due ragazze, Sara e Khadija, unite dalla passione per l’hockey. Sara è una ragazza italiana che gioca a hockey su prato con attrezzature professionali, mentre Khadija aiuta la madre a raccogliere alghe in mare per poi farle essiccare al sole e produrre saponi e altri prodotti».
Quali argomenti tratta il libro? «Parla di come, attraverso lo sport, si possa tornare sui banchi di scuola e dei diritti alla salute, allo studio e al gioco, che molto spesso vengono negati. La scuola è un privilegio perché insegna a leggere e a scrivere, gli strumenti fondamentali per poter scegliere il proprio futuro. Le tre parole chiave di questa storia sono passione, determinazione e riscatto».
Quando lo sport diventa antisportivo? «Quando manca il rispetto per gli avversari e non si rispettano le regole del fair play. Nell’hockey, a fine partita, ci si congratula a vicenda e si condivide il «terzo tempo», un momento per stare insieme, mangiare e giocare».
Che significato ha questa storia per lei? «Per me questa storia ha un significato molto profondo e affronta diverse tematiche, come l’amicizia, il rispetto sportivo e umano e, non meno importante, la sensibilizzazione sulle difficoltà che molte persone in Africa vivono ogni giorno.
È una storia che suscita speranza, perché dimostra che un mondo migliore è possibile e che esiste ancora la possibilità di cambiare ciò che non va».
Chi vorrebbe ringraziare per la realizzazione del suo libro? «Per quanto riguarda l’aspetto estetico del volume, desidero ringraziare il Liceo artistico di Porto San Giorgio per i magnifici disegni realizzati, che ho scelto con l’aiuto dei miei alunni».
Sperando di aver acceso la vostra curiosità, desideriamo esprimere un sentito ringraziamento a Ilenia Severini per la disponibilità e la sensibilità con cui ha accolto il nostro invito. Un ringraziamento speciale va anche al laboratorio di scrittura da lei ideato e condotto con gli alunni delle classi prime: un’esperienza vissuta con entusiasmo e partecipazione, che ha permesso ai ragazzi di sperimentare la scrittura creativa come spazio di libertà, ascolto e scoperta di sé.
I lavori realizzati testimoniano non solo l’impegno, ma anche il piacere di mettersi in gioco, dando forma alle parole e alle emozioni.
Gli alunni Angelo Quattrini, Massimiliano Ranalli, Mattia Piccinno, Ginevra Rossini e Emma Accattoli – Classe IIC
Gli alunni della Scuola secondaria di primo grado «Falcone e Borsellino» di Montefano hanno avuto la possibilità di incontrare l’insegnante e scrittrice Ilenia Severini, autrice del libro Khadija e il corner della vita, edito da Giaconi Editore e pubblicato nel dicembre 2024. Cosa succede quando due ragazzine molto diverse nell’aspetto e nello stile di vita, ma simili nel carattere, si incontrano? Può un incontro casuale cambiare la loro vita per sempre? Può lo sport favorire il riscatto sociale di chi sembra avere un destino già segnato? Sono queste le domande che ci siamo posti e che abbiamo rivolto direttamente alla scrittrice, che abbiamo avuto l’opportunità di intervistare grazie all’attività «Incontro con l’autore», proposta ogni anno dal nostro Istituto.
Da questo incontro è scaturita una intervista, che con grande entusiasmo e partecipazione desideriamo condividere.