ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Antonio Allegri di San Martino in Rio  (RE) - 3A, 2D

La guerra Israele-Palestina. Il dubbio: ’Tu, da che parte stai?’

Scuola media Antonio Allegri di San Martino in Rio: «Prima bisogna conoscere la storia Da questa nostra domanda è nato un vero e proprio percorso interdisciplinare di studio»

Ogni giorno il telegiornale mostra immagini agghiaccianti e da tempo nel nostro cuore si agita un interrogativo: «Israele e Palestina: e tu, da che parte stai?» Alcune volte le persone rispondono a questa domanda in modo superficiale e non si arriva a una riflessione condivisa. Forse occorre andare oltre e chiedersi cosa abbia portato a una tale ostilità i due popoli. All’indomani della partenza della Flotilla, ci siamo chiesti che cosa potessimo fare e ne abbiamo parlato con alcuni compagni. Le idee erano tante, ma prima di fare cartelloni o manifestazioni bisogna conoscere la storia. Quindi perché non provare a chiedere ai nostri insegnanti di aiutarci a capire meglio la situazione? Da questa nostra domanda è nato un vero e proprio percorso interdisciplinare, che ha richiesto alcune ore di spiegazione, interrogazioni e una verifica scritta. Studiando abbiamo capito che più volte, nel corso degli anni, sono intervenute diverse nazioni e organizzazioni per porre fine a questa guerra, grazie anche ad alcuni leader particolarmente illuminati, senza tuttavia ottenere risultati concreti e duraturi.

Al termine di questa prima parte dedicata alla conoscenza della storia, abbiamo ascoltato in classe l’intervista del giornalista Mario Calabresi al cardinale Pierbattista Pizzaballa, un uomo del dialogo, che da trentacinque anni si adopera instancabilmente per la pace e la giustizia. Il cardinale sottolinea che la situazione è drammatica, ma nell’uomo di oggi si è risvegliata una voce dal cuore che grida che tutto questo male può, anzi, deve finire.

Sollecitati da queste considerazioni, abbiamo posto diverse domande ai nostri compagni, ovvero se sia giustificabile questa situazione o ancora se la guerra si pensi possa terminare davvero. E ancora, per quale motivo le famiglie cristiane siano rimaste a Gaza.

Ci siamo anche chiesti se a qualcuno possa interessare il parere di noi giovani e a tal proposito vorremmo dire che per noi ragazzi è importantissimo disporre di strumenti per formare un nostro pensiero critico rispetto a quanto accade nel mondo, in modo da comprenderlo, trovare una soluzione condivisa ed agire per il bene di tutti.

La scuola in questa occasione ci ha aiutati a capire meglio questa grave situazione, ci siamo dati il tempo di capire, di riflettere, di ascoltare, evitando di reagire istintivamente. E ora provate a immaginare: se qualcuno vi ponesse la domanda fatta all’inizio, cosa rispondereste? Sta a voi la scelta. Ricordate sempre che in una guerra nessuno ha ragione. Due stati, due popoli in conflitto non sono due squadre di calcio impegnate in una partita, in ballo non c’è un trofeo ma molte vite e il futuro di intere nazioni.

Sofia Fontanili, Dario Arletti, Davide Bedini, Manuela Ferrari II D 

 

Un incontro nato per l’orientamento alla scelta della scuola superiore, si è trasformato in una vera lezione di vita e di conoscenza di una parte del mondo poco raccontata dai media.

Abbiamo conosciuto Elisabetta Bertoldi, ortopedica reggiana che lavora in un ospedale della nostra città e da anni in Africa, prima in Rwanda e poi in Congo. Durante le sue missioni ha raccolto fotografie della regione del Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, recentemente esposte al museo dell’agricoltura di San Martino in Rio, creando un forte parallelismo tra la cultura contadina dei nostri bisnonni e le condizioni di vita di questi villaggi. La dottoressa si dedica a curare e operare persone in difficoltà, insegnando anche come trattare ferite causate da incidenti domestici, spesso gravi soprattutto per i bambini. Le missioni non sono semplici, considerati i rischi sanitari come ebola e vaiolo delle scimmie. E per la presenza di conflitti armati: da anni la zona è segnata da violenze, perpetrate da gruppi terroristici, Adf, anche contro strutture sanitarie. I suoi racconti hanno acceso in noi curiosità e consapevolezza verso un continente meraviglioso, ma sfruttato e dimenticato. Tutte le scuole dovrebbero offrire molte più occasioni di incontro con professionisti del territorio che operando a livello globale ci offrono punti di vista non convenzionali.

Marco Santoro, Nicole Bottazzi, Matilde Ammendola Elisa Di Mauro, Albert Golemi III A

 

Il Natale è da sempre uno dei momenti più sentiti dell’anno, in cui si può riscoprire il valore dello stare insieme. Le tradizioni rappresentano molto più di semplici abitudini e racchiudono significati profondi connessi alla famiglia, alla solidarietà e alla condivisione. Il presepe occupa un posto centrale e attraverso le sue figure, diventa uno specchio di società e tradizioni, capace di trasmettere valori come la semplicità, l’accoglienza e la solidarietà. Un esempio concreto di come lo spirito natalizio possa trasformarsi in un’esperienza educativa e inclusiva arriva dalla nostra scuola media dove alcuni di noi, affiancati dai docenti di sostegno, hanno realizzato un presepe con materiali di riciclo, esposto nella Rocca Estense di San Martino in Rio. È importante mantenere vivo il senso di appartenenza e ricordare che il vero spirito del Natale vive nella condivisione e nell’inclusione.

Marco Cattini, Alessandro Puglisi, Melissa Munari, Federico Falcitano, Alberto Menozzi, Alessio Fantuzzi, Jaden Alcantara 

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