La scuola ai tempi dei nonni. «Maestro unico e poche materie»
Il racconto di Clementina Di Silvestre e Giovanni Lappani: «I libri si portavano a mano raccolti da una specie di cinta ed andava di moda tra classi averla più colorata degli altri»
I miei nonni, Clementina Di Silvestre e Giovanni Lappani, rispettivamente 69 e 73 anni, ricordano com’era ai loro tempi andare a scuola. «Abbiamo frequentato solamente le scuole elementari, la scuola elementare di Folignano e quella di Ronciglione nel Comune di Roccafluvione. Andavamo a scuola a piedi, già a sei anni, ma fortunatamente le scuole erano vicine. Le bambine indossavano un grembiule blu con fiocco rosa e colletto bianco, i bambini avevano il fiocco blu; i libri si portavano a mano raccolti da una specie di cinta ed andava di moda tra classi averla più colorata degli altri, per chi se lo poteva permettere». Le materie erano solo italiano, matematica, storia, geografia, religione e c’era un insegnante unico in un’aula dove ogni classe veniva riunita in piccoli gruppi per un totale di 40 alunni circa, maschi e femmine insieme.
Alla mia domanda se venissero organizzati viaggi di istruzione o visite guidate anche ai loro tempi, i miei nonni mi hanno raccontato che c’erano delle gite ma si svolgevano nei pressi della scuola e consistevano principalmente nell’andare a raccogliere i funghi nel bosco vicino la scuola, e tutti i funghi raccolti li tenevano i professori.
Nell’aula erano presenti pochissimi elementi, una lavagna attaccata e i banchi con un foro per appoggiare il bicchiere dove c’era il calamaio per scrivere. A questo proposito nonna Clementina racconta di un tema che le è rimasto impresso: «Era un tema di italiano che ho svolto in quinta elementare; la traccia era: scrivi un tema su una scoperta di questi anni che ti ha colpito particolarmente. Io scrissi del primo trapianto di cuore eseguito da Christiaan Barnard nel 1967. Lo feci benissimo perché il giorno prima uscì la notizia sul giornale e quando la lessi mi affascinò moltissimo e studiai bene tutte le date e i nomi, senza sapere che la maestra il giorno dopo avrebbe fatto fare il tema proprio su una scoperta. Al momento della riconsegna dei temi la maestra lesse ad alta voce solamente il mio tema perché tutti si erano soffermati sui primi uomini ad andare sulla luna ed io invece ero l’unica ad aver fatto una cosa diversa. La maestra era rimasta talmente tanto colpita che lo lesse in tutte le classi della scuola». Infine, mi ha molto colpito che in classe non fosse presente il riscaldamento: «Quando nel mio paesino nevicava non potevi stare dentro l’aula per il freddo, infatti tutti gli alunni e la maestra venivano a fare scuola a casa mia perché era spaziosa e con i caloriferi. Quando la lezione era finita ricordo della magnifica merenda che mia mamma preparava per tutti i bambini. Poteva succedere anche che la maestra, essendo di Ascoli, non tornava affatto a casa ma si fermava a dormire a casa mia».
Secondo le ricerche e i dati raccolti Ascoli è definita una delle città più tranquille d’Italia. I dati della classifica della criminalità dicono, infatti, che siamo al 105° posto per lo sfruttamento della prostituzione, al 99° posto per le rapine e all’81° posto per gli stupefacenti. Per noi ragazzi non è la stessa cosa, perché a volte possiamo vedere che ci sono dei giovani, chiamati «maranza», che ogni tanto provocano risse, fumano e rubano nei negozi considerandolo un divertimento.
Per di più, si mettono anche a riprendere e a postare questi filmati sui social senza il consenso delle persone riprese che subiscono tutto ciò iniziando ad avere paura di uscire e di incontrare questi «maranza». Altri casi di cui si può parlare riguardano ragazzine dai 12 ai 17 anni che vengono seguite per strada, adescate, portate in luoghi appartati e molestate. Possiamo, quindi, confermare che la nostra città non sempre è sicura però neanche si può dire che sia pericolosa come Roma, Napoli o Milano.
Ogni anno, con l’arrivo del Carnevale, le città italiane si trasformano in meravigliosi scenari di colori, musica e allegria. È un periodo in cui le persone si mascherano, le strade si riempiono di coriandoli e le tradizioni antiche si mescolano al divertimento moderno. Pur avendo un’origine comune, il Carnevale cambia volto da città a città, raccontando storie ed identità locali diverse. Anche la nostra Ascoli celebra un Carnevale unico nel suo genere: infatti più la festa si svolge tra le strade del centro storico, tra piazze medievali e palazzi antichi, più si crea un’atmosfera unica e suggestiva. Maschere colorate, carri allegorici e gruppi in costume coinvolgono adulti e bambini, unendo comunità e visitatori. Particolare attenzione viene data ai bambini, con laboratori, giochi e spettacoli pensati per far vivere la festa in modo attivo e creativo.
Tuttavia tra i carnevali storici più caratteristici delle Marche c’è anche il Carnevale di Offida che accompagna il borgo fino al cuore del Martedì Grasso con la tradizione «de lì Vlurd», dove partecipanti mascherati portano a spalla lunghe canne infuocate per le vie del paese, terminando in un grande falò in piazza; poi c’è la «corsa del Bove Finto», una corrida satirica con un bue di legno, e i ‘guazzarò’, le maschere tipiche del luogo. Ogni tradizione ha anche i propri piatti tipici di Carnevale: la cicerchiata nelle Marche, i fagioli grassi di Ivrea, le frittelle della Lombardia e le zeppole della Campania. Buon Carnevale a tutti!
La pagina di oggi è stata realizzata dagli studenti dell’Isc Folignano-Maltignano di Folignano. L’articolo di apertura è opera della classe IIA della secondaria di I grado di Villa Pigna, con Giulia Sofia Allevi.
La classe II B di Villa Pigna (Emanuele Rossetti, Ivan Brancadori, Mattia Clerici) ha trattato il tema del Carnevale; Giulia Ciannavei, Benedetta Panichi, Valentina Piccioni, Anna Rachele De Vincentis della II C di Villa Pigna hanno parlato di sicurezza in città. Tutti guidati dalle prof Roberta Rella, Emanuela Di Micco e Giovanna Angelini.